giovedì, 29 giugno 2017
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Dislessia cos’è, chi e come fa la diagnosi?

Dislessia cos’è, chi e come fa la diagnosi?

La dislessia cos’è? Chi ne fa la diagnosi? E come viene fatta? Si tratta di domande che mi sono sentita rivolgere più di una volta perché ancora non vi è sufficiente conoscenza.

La dislessia cos’è?

L’ICD-10 (Classificazione Internazionale delle malattie, OMS, 1992) e il DSM-IV (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, APA, 1995) classificano la dislessia come un Disturbo Specifico Dell’Apprendimento (DSA) che riguarda il processo della lettura. Tale disturbo, così come gli altri DSA, è stato riconosciuto a livello normativo per la prima volta nel 2010 con la legge nazionale n.170 del 2010.

Come si manifesta la dislessia

La dislessia si manifesta principalmente durante la lettura ad alta voce ed è caratterizzata principalmente da una evidente lentezza e da tipici errori di lettura. Il dislessico, infatti, legge stentatamente compiendo molti errori. Gli errori tipici sono:

  • confusione di lettere che si assomigliano visivamente o fonologicamente, come ad esempio la “b” con la “d” o con la “p”; la “m” con la “n”; la “d” con la “t”; possono leggere, quindi, “bane” anziché “pane” oppure “mano” anziché “nano”;
  • omissioni: per esempio, anziché leggere “campo” leggono “capo” oppure  “principamente” anziché “principalmente” omettendo rispettivamente la “m” e la “l” oppure ancora “teto” anziché “tetto” omettendo una doppia;
  • inversioni: per esempio, anziché leggere “misurano” legge “mirusano” invertendo la “r” con la “s” oppure leggono “ni” anziché “in”;
  • sostituzioni: per esempio, anziché leggere “poiché” legge “perché” sostituendo “er” a “oi”;
  • inserzioni di lettere o sillabe: per esempio, anziché leggere “tavolo” legge “tavovolo” inserendo in più la sillaba “vo”;
  • salti di parole e salti da un rigo all’altro che si presenta in particolare nel momento in cui è necessario andare a capo;
  • invenzione di parole: per esempio anziché leggere “generalmente” leggono “generoso”; questo succede quando la parola non viene letta attraverso una conversione grafema-fonema, processo utilizzato in particolare nella lettura delle parole nuove, ma viene semplicemente intuita leggendo eventualmente solo le prime lettere e la lunghezza della parola;
  • eventuali difficoltà nella comprensione del testo scritto che si evidenzia principalmente nella difficoltà a ricordare quanto letto.

Tali errori sono particolarmente evidenti nei soggetti dislessici conclamati, cioè nelle persone che sono già state diagnosticate e che, quindi, hanno già passato la fase di acquisizione della lettura. Quando un bambino dislessico sta, invece, iniziando ad approcciarsi alla lettura, il disturbo è più difficile da identificare perché può confondersi maggiormente con le normali difficoltà che un bambino può incontrare nell’apprendimento della lettura. Si possono però individuare anche in questo caso dei “segnali” che possono far pensare alla dislessia e che, se si presentano, è quindi il caso di prestare la dovuta attenzione. Ad esempio le difficoltà più comuni si possono riscontrare:

  • nell’apprendimento a memoria di informazioni in sequenza come ad esempio recitare l’alfabeto, ma anche i giorni della settimana o i mesi dell’anno, oppure nell’ambito matematico si possono riscontrare grandi difficoltà nell’imparare a memoria le tabelline o le serie numeriche;
  • nel riconoscere correttamente le lettere che sono visivamente simili, ma orientate diversamente: d-b-p, u-n, m-n oppure le lettere che hanno suoni simili: v-f, g-c, b-p, d-t;
  • nei rapporti spazio-temporali e, quindi, nel distinguere bene i concetti “ieri-domani”, “destra-sinistra”;
  • nel fornire semplici rime per determinate parole;
  • nelle abilità motorie e nella coordinazione della manualità;
  • deficit di attenzione e concentrazione.

Comorbidità nella dislessia

La dislessia che cos’è? E’ un disturbo che spesso si presenta in associazione ad altri disturbi (si parla quindi di comorbidità). Per molti la difficoltà nella lettura si accompagna a problemi nella scrittura che si presenta con un grande numero di errori (disortografia) o con una cattiva qualità del segno grafico (disgrafia). Spesso si accompagna, inoltre, a disturbi specifici nel calcolo matematico (discalculia), a problematiche motorie (disprassia) e a disturbi di attenzione tra i quali anche il Disturbo di attenzione e iperattività (ADHD).

Chi fa diagnosi di dislessia

La legge n.170 del 2010 prevede che la diagnosi dei DSA sia effettuata da specialisti del Servizio sanitario nazionale oppure da specialisti privati o strutture accreditate.

Gli specialisti devono essere attivati dalla famiglia la quale solitamente viene preventivamente invitata a farlo dagli insegnanti. La diagnosi verrà poi consegnata dai Servizi ai genitori i quali si devono preoccupare di consegnarla alla scuola che a sua volta poi attiverà gli interventi adatti al caso.

Diagnosi della dislessia

La diagnosi di dislessia si effettua a partire dal terzo anno della scuola primaria e si applica a tutti i soggetti che hanno una prestazione di lettura molto più bassa della media (di solito al di sotto del 10°-5° percentile o di due deviazioni standard dalla media di un campione di riferimento), che non hanno un ritardo cognitivo, un disturbo emotivo, danni neurologici accertati, generali difficoltà di apprendimento.

I bambini con dislessia, quindi, sono bambini intelligenti. È pertanto importante effettuare inizialmente dei test standardizzati di intelligenza per escludere ritardi intellettivi e test che escludano la presenza di deficit sensoriali.

Solo successivamente lo specialista effettua test di lettura specifici e standardizzati che misurano la velocità e la correttezza della lettura ad alta voce. Le prove previste sono di tre tipi:

  • lettura di un testo: utile per valutare la funzionalità del meccanismo impiegato nella comprensione, cioè quel processo che mette in relazione la parola letta con il resto della frase o delle frasi;
  • lettura di una lista di parole: valuta la funzionalità del meccanismo di lettura semantico, cioè quel processo che permette di leggere parole già conosciute analizzando la parola nel suo complesso (lettera di inizio e di fine, lunghezza della parola.. ) e individuandone il significato;
  • lettura di una lista di non parole: valuta la funzionalità del meccanismo di conversione grafema – fonema, cioè quel processo che permette di leggere parole nuove o sconosciute scomponendo la parola nelle lettere di cui è composta e trasformandole nei suoni corrispondenti.

Conclusioni

La dislessia è un Disturbo Specifico dell’Apprendimento che in una società come la nostra, fortemente permeata dalla presenza della scrittura e della lettura, incide pesantemente sulla vita scolastica e relazionale di uno studente. Riconoscerlo in tempo e ottenerne una diagnosi corretta con il terzo anno di scuola primaria diventa fondamentale per permettere alla scuola di attivare tutti gli interventi necessari al caso e per evitare al bambino inutili e negative frustrazioni che finiscono per allontanarlo sempre di più da una serena e piacevole esperienza di apprendimento scolastico fino, nel peggiore dei casi, ad un abbandono scolastico a causa della scarsa fiducia maturata nelle proprie capacità.

Ma delle implicazioni socio-emotive della dislessia ne parlerò meglio nel prossimo articolo.

Dott.ssa Serena Costa, psicologa dell’infanzia (serenacosta.it@gmail.com)

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Bibliografia

STELLA G. (2004). La dislessia. Il Mulino, Bologna

About serena

Psicologa dell'infanzia, esperta nelle problematiche del sonno e dell'apprendimento.

28 commenti

  1. Buongiorno,
    ho un bambino di 6 anni, che da poco ha iniziato la scuola primaria. Il bambino (BILINGUE) ha sempre presentato difficoltà nel linguaggio e siccome è bilingue è stato sempre scusato. A scuola l’insegnante ha rilevato la difficoltà di comprensione spazio-temporale e dei concetti prima-dopo e ieri-domani. Nella lettura e scrittura è molto bravo. e secondo me questo si riflette nel suo modo caotico nel parlare. Mi devo preoccupare??

    • Magari non sarò una brava insegnante affermando ciò che sto per scrivere, ma io aspetterei. Alcuni bambini all’inizio della scuola primaria presentano ancora difficoltà nel riconoscere i concetti spazio-temporali. Difficoltà che spariscono alla fine del primo anno scolastico, o in seconda. Se a metà della seconda classe ancora persistono, allora si, è necessario consultare uno specialista…. Questa è stata la mia esperienza.

  2. Gentile Flavia, grazie per il commento.
    Rilevare delle difficoltà nel proprio bambino è sicuramente fonte di preoccupazione per un genitore. Una preoccupazione che, però, deve essere finalizzata a capire ciò che sta succedendo a suo figlio e quali sono i suoi bisogni, in modo da rispondervi correttamente. Si confronti con le insegnanti e se vuole approfondire la questione si rivolga ad un professionista del settore. Se vuole può contattare me privatamente via mail (www.serenacosta.it@gmail.com).

  3. Salve, info dislessia adulta:
    Io vorrei capire chi fa la diagnosi legale e la certificazione legale.
    Quale specialista? Pubblico? Privato?
    Non capisco scusatemi, io vorrei scegliete un neurologo o uno psicologo di mia fiducia che mi faccia diagnosi e certificazione Legale è possibile? Grazie mille.

    • Gentilissima,
      per chiedere una valutazione che possa certificare la presenza o meno di Dislessia, può rivolgersi al servizio di neuropsichiatria o psicologia (a seconda della regione) dell’Azienda sanitaria della sua zona di riferimento oppure rivolgersi ad uno psicologo privato con una preparazione specifica sui Disturbi Specifici dell’Apprendimento. In quest’ultimo caso, se i tempi di attesa si abbassano, la diagnosi emessa dovrà comunque essere portata ai Servizi Sanitari per essere vidimata.
      Dott.ssa Serena Costa

      • Marcella laconi

        Egr. dr.ssa serena ho un nipote figlio di mio figlio e ha problemi dice la mamma di dislessica ed iperattivo .mi sa dire da che cosa scaturiscono il bambino e’ stato allevato severamente punito da piccolo e gli davano da mangiare per forza alimenti che a lui non piacevano . Io gradirei sapere perche si e iperattivi e dislessici se sie dalla nascita odopo con i maltrattamenti

  4. sono la nonna di un bimbo di 10 anni. La mamma e le insegnanti si sono accorte ormai da più di un anno che mio nipote scrive commettendo molti errori: le doppie , dopo il punto non mette mai le maiuscole, dimentica quasi sempre gli accenti e si esprime, quando scrive, in modo così privo d’IDEE da bimbo di 2° elementare. Nell’esprimersi però ha un linguaggio sciolto , quando è tranquillo, sennò soffre di balbuzie, Certi periodi il disturbo è molto pronunciato ed è accompagnato da tic. A chi ci dobbiamo rivolgere. Mi risponda la prego

    • Gentilissima Simona,
      i genitori di suo nipote possono chiedere autonomamente una visita specialistica all’Azienda Sanitaria della sua zona di appartenenza che tuttavia, solitamente, prevede tempi lunghi. In alternativa possono rivolgersi ad altri Centri Specializzati in Disturbi Specifici dell’Apprendimento o ad uno psicologo privato che però deve avere una formazione specifica nell’ambito.

      Se mi fa sapere la sua zona di appartenenza, forse posso dare indicazioni più precise.

  5. Buongiorno

    le scrivo a nome di un’amica con un figlio di 10 anni a cui la pediatra ha consigliato una visita da un logopedista per sospetta dislessia. Oltre a leggegere male confondendo le lettere “b” e “d”, non riesce a stare attento in classe muovendosi di continuo e chiamando spesso l’insegnante chiedendo informazioni chiarimenti su argomenti diversi dalla lezione in corso. Vorrei sapere da lei se è meglio che la mia amica si rivolga ad un logopedista o a uno psicologo infantile?
    grazie e saluti

    • Buongiorno Barbara,
      richiesta importante. Io consiglierei di andare da uno psicologo esperto in DSA in modo che, lo specialista se lo ritiene necessario, può somministrare anche un test di intelligenza necessario per effettuare una diagnosi di Dislessia. Inoltre, se vi sono altri elementi comportamentali o emotivi importanti, lo psicologo è la persona indicata per rilevarli. Sarà poi lo psicologo che potrà eventualmente suggerire di fare un percorso logopedico. Se mi dice la sua zona di appartenenza, forse le posso suggerire qualche professionista preparato nell’ambito dei DSA.
      Cordialmente

  6. Rosa ma brunetto

    gentilmente volevo sapere se posso fare gli accertamenti x mio figlio a 15 anni e o sempre pensato che pur essendo intelligente a sempre alti e bassi a scuola ad esempio riesce a prendere tre nello scritto e il gioco dopo 8di orale …è troppo tardi ?visto che fa una scuola impegnativa volevo togliermi questo dubbio….da piccolo lo portato dal logopedista per migliorare la pronuncia di alcune lettere….grazie aspetto la risposta

    • Gentile Rosa, si può ancora fare un accertamento e una diagnosi anche se ha già 15 anni. Se necessita di ulteriori informazioni, mi contatti privatamente.

  7. Salve serena, sono la mamma di una bimba di 11 anni. quest’anno ha cominciato la prima media, oggi ho avuto un colloquio con la professoressa d’italiano. mi ha comunicato che secondo lei mia figlia ha dei disturbi dell’aprendimento , cosa che io sospetto già dalla quarta elementare. Informandomi un po sulla dsa, ho letto che questa può causare disturbi emotivi, ad esempio spesso mia figlia ha delle reazioni esagerate ad un rimprovero, del tipo :urla, butta tutto quello che trova per terra, cerca di farsi sentire dall’interno palazzo gridando aiuto ecc ecc. I problemi di lettura sono accompagnati ai problemi di memoria soprattutto con tabelline e calcoli matematici .dopo il colloquio d’accordo con me la professoressa ha deciso di fare segnalazione all’ente di competenza pubblico, ho paura per tempi molto lunghi. in tal caso le chiedo a chi potrei rivolgermi. p.s vivo in provincia di Bologna. Grazie

  8. Salve ho 20 anni, non mi ero mai accorta che potevo essere dislessica. Oggi con gli studi universitari mi accorgo che ho difficoltà nell’ apprendimento e molto spesso ho difficoltà nello scrivere e nel leggere. Da bambina avevo difficoltà, ma mai nessuno se ne è preoccupato. Adesso mi chiedo: come faccio a capire se sono realmente dislessica? Quali esami dovrei fare? E dove?

    • È possibile fare diagnosi anche in età adulta ma non sono molti i centri in Italia che se ne occupano. Provi all’università di Padova.
      Saluti

  9. buongiorno, sono una ragazza di 15 anni, i miei genitori hanno sempre riscontrato una difficoltà nella lettura e nel fatto che impiegavo più tempo del normale per fare i compiti. I docenti delle elementari dicevano che era solo distrazione ma alle medie i professori mi hanno consigliato di fare un test per la DSA, viene riscontrata una forma lieve ma, nonostante ciò mi hanno scritto che avevo bisogno di un’insegnate di sostegno. Ora sono in prima superiore e i docenti dicono che devo rifare il test, sono in lista d’attesa ma, mi hanno fatto ugualmente una carta provvisoria con i dati della dianosi iniziale. Sono sicura che prima o poi anche i compagni di classe verranno a sapere di ciò e mi sento molto a disagio, se qualcuno ha avuto questa esperienza, per cortesia mi dia qualche consiglio su come affrontare la cosa.
    grazie

    • Gentile Annabel
      Non c’è nulla di cui vergognarsi ad avere la dislessia. Però se lei viva male questa diagnosi le suggerisco di chiedere un supporto ad una Psicologa in modo che La possa aiutare a tirare fuori le risorse per affrontare serenamente questa difficoltà. Saluti

  10. Sono una mamma di una bambina di 9 anni frequenta la 3 elementare ho bisogno di spiegazioni , mia figlia a un rendimento scolastico con alti e bassi si distrae facilmente a scuola a volte quando scrive salta le doppie, legge con svogliatezza e molto chiusa come bambina a volte le maestre nn sono di aiuto se mai la tendono a sminuire lei si chiude sempre di più può essere dislessica ??aspetto una vostra risposta distinti saluti

    • Gentile Antonella,
      le caratteristiche che lei descrive potrebbero rientrare in un quadro di dislessia ma solo un approfondimento diagnostico lo può affermare con certezza. Se ha bisogno di un aiuto nel capire meglio la situazione sono a disposizione privatamente. Saluti.

  11. Salve,sono mamma di una bimba di 6 anni in prima elementare. Io ho scoperto che probabilmente da bambina ero discalcula ma é solo una mia sensazione. A scuola mi dicono che la bimba si distrae e che non ascolta ma a casa io vedo le sue difficoltà a svolgere i compiti. Con italiano se la cava abbastanza bene,legge in modo non spedito ma capisce il senso della lettura e a rispondere alle domande anche se la b e la d non le ha ancora comprese e mi chiede quali sono. In matematica invece la situazione é più complicata,anche se in classe usano la linea del 20 i suoi compagni ormai la usano poco o niente mentre lei fa fatica a fare le sottrazioni anche usandola. Nonostante io le spieghi come fare lei sembra dimenticarselo subito e mi dice che non è brava in niente. A volte purtroppo perdo le staffe perché sembra quasi non voler capire apposta ma quando mi calmo penso che ci sia un problema reale di fondo. A chi posso rivolgermi per sapere se ha un problema tipo discalculia? Devo aspettare che arrivi in terza elementare o oltre e farla sentire frustrata o posso fare qualche accertamento per prevenire anni di frustrazione? Noi siamo in provincia di Forlì Cesena. La ringrazio per l’attenzione.

    • Gentile Sonia
      Certo che può fare qualcosa anche prima. Anzi le suggerirei proprio di farlo per evitare che la bambina costruisca un’immagine scorretta di sé e costruisca un cattivo rapporto con la scuola.
      Dopo aver parlato con le insegnanti le studiavo di prendere appuntamento con l’azienda sanitaria per una valutazione che però solitamente richiede tempi lunghi. In alternativa può contattare uno psicologo privato esperto di apprendimento. Se inoltre vuole avere delle indicazioni al momento si come gestire la situazione non esiti a contattarmi. Saluti

  12. Salve, sono una ragazza di 19 anni. All’età di 6 anni sono arrivata in Italia e ho imparato l’italiano abbastanza velocemente visto che si assomiglia alla mia lingua natale.
    In seconda elementare, ho iniziato ad avere difficoltà ad imparare e soprattutto a memorizzare, essendo cose che non avevo mai imparato prima, i miei insegnanti hanno parlato con i miei genitori e alla fine sono arrivati alla conclusione che era per il cambio di lingua, pur avendo passato la prima elementare (già fatta nel mio paese) senza nessun tipo di difficoltà. Dopo aver fatto le elementari e medie con molta difficoltà e impegnandomi più degli altri, in terza liceo una mia prof, rendendosi conto delle mie difficoltà, mi consiglia di fare l’esame per la dislessia, ma i miei genitori non se ne sono mai preoccuparti, ritenendolo mancanza d’impegno. Pero soltanto ora mi rendo conto delle tante difficoltà avute nella infanzia, soprattutto nel riguardare i vecchi quaderni, scambiando lettere o aggiungendone dove non c’è bisogno.
    Tutt’ora quando devo consegnare un lavoro all’università devo rileggerlo ripetutamente.
    Ci tenevo a dire che conosco l’italiano molto meglio della mia lingua natale, visto che molti prof (maggiormente al liceo) usavano questo motivo per farmi sentire inferiore rispetto ad altri studenti.
    Ora vorrei capire se sono veramente dislessica, ma capisco che è un po’ tardi per la mia età. Mi potrebbe dire a chi mi dovrei rivolgere e che tipo di diagnosi dovrei fare.
    Grazie mille per il suo tempo.

    • Gentile Valeria, molti studi dimostrano che essere bilingui non è un problema anzi, può essere una risorsa. Tuttavia, può accadere che una persona bilingue abbia un Disturbo specifico dell’apprendimento alla base che in quel caso porta a difficoltà nell’apprendimento della lingua. Ovviamente in questi casi è un po’ più complesso capire l’origine della difficoltà.
      La diagnosi di Disturbo specifico dell’apprendimento è possibile farla anche da adulti…ci sono dei centri che la fanno..ma le chiedo, ha pensato al perché ora da adulta vuole conoscere questo aspetto di lei? Se ha piacere di un confronto con me per analizzare meglio questa sua domanda prima di intraprendere un percorso valutativo impegnativo, mi scriva in privato a serenacosta.it@gmail.com
      Saluti

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