L’inserimento al nido o alla scuola dell’infanzia può essere un momento difficile sia per i bambini, sia per i genitori. Un giorno una mamma, che chiamiamo per comodità Anna, in consulenza mi ha raccontato di aver iscritto la figlia di 2 anni Sara (nome inventato) al nido ma di averla ritirata dopo 1 mese “perché non era pronta”. Perché è successo questo? Vediamo meglio perché l’inserimento al nido o alla scuola dell’infanzia può essere difficile.

Come lo vivono i bambini

Per i bambini l’inserimento può essere difficile perché devono fare i conti con la separazione dalle loro figure di riferimento principali (mamma, papà, nonni). Questo di conseguenza comporta il dover affrontare un ambiente nuovo, ritmi della giornata nuovi, stimoli emotivi e relazionali nuovi e complessi, figure di riferimento nuove.

Nel nostro caso Sara nei primi 2 anni di vita è sempre stata con la mamma, senza mai passare del tempo sola nemmeno con i nonni. Per cui per lei sicuramente l’inserimento al nido è stato difficile.

Come lo vivono i genitori

Per i genitori l’inserimento può essere un momento difficile perché anche loro devono fare i conti con una separazione, proprio quella dal proprio bambino, seppur per un tempo limitato. Questo momento è particolarmente delicato per un genitore perché sono in gioco diversi aspetti che sintetizzerei in questi punti:

  • la capacità di fidarsi di nuove figure che saranno di riferimento per il figlio
  • la capacità di tollerare l’eventuale reazione emotiva del figlio
  • la capacità di gestire la propria emotività in relazione alla scelta di far frequentare un nido o la scuola dell’infanzia
  • la chiarezza rispetto al ruolo da avere come genitore

Nel nostro caso Anna si sentiva un po’ in colpa nel lasciare la figlia al nido e, quindi, viveva questa scelta con sofferenza. Inoltre non conoscendo il personale del nido non si sentiva del tutto sicura della loro competenza. Quando si è trovata di fronte alle crisi emotive di Sara, Anna si è sentita sempre più in difficoltà e in colpa e così ha iniziato a chiedere alla figlia cosa non la facesse rimanere tranquilla. E la figlia diceva che non le piaceva andare. Così la madre ha deciso di interrompere la frequenza perché ha pensato che la figlia non fosse pronta. Ha fatto bene?

Il ruolo del genitore durante l’inserimento

Il ruolo del genitore durante l’inserimento è di costituire quella base sicura che permette al figlio di separarsi senza troppe difficoltà. Come può fare un bambino ad affrontare con equilibrio il momento del distacco se quello che percepisce è angoscia o insicurezza nel genitore?

Che si tratti, quindi, dell’inserimento al nido o alla scuola materna, il bambino non sarà mai pronto se:

  • il genitore non ha fiducia nel contesto in cui deve andare
  • il genitore va in ansia di fronte alla reazione normale e comprensibile di tristezza o rabbia del figlio
  • il genitore non crede per primo nella scelta che ha fatto
  • ill genitore non si prende la responsabilità del ruolo che riveste

Più la mamma o il papà ha riflettuto a sufficienza sulla sua scelta e più riesce ad essere in ascolto dell’emotività del figlio senza farsi travolgere da quell’emotività, più il bimbo o la bimba potrà andare serenamente verso le nuove figure di riferimento in un tempo ragionevole di circa un mesetto.

Inserimento difficile: qualche consiglio pratico

Durante la fase dell’inserimento può essere particolarmente potresti fare le seguenti cose:

  • ascolta le sue emozioni e nominale: sei triste perché ti manca la mamma/le vacanze sono finite? hai forse paura di non fare amicizia?
  • normalizza le emozioni che prova: è normale sentirsi così all’inizio!
  • rispecchiati in questo momento e raccontare che è successo anche a te di sentirti così; puoi aiutarti con degli esempi concreti
  • incoraggialo ad affrontare il nuovo inizio concentrandosi sul presente
  • ricordagli tutte le volte che si è sentito insicuro ma poi è riuscito ad affrontare quella situazione.
  • non cercare di convincerlo che è bravo e forte se non si sente così; limitati a sintonizzarti su quell’emozione e a incoraggiarlo ad andare avanti
  • concedigli il tempo che gli serve per adattarsi alla nuova situazione
  • monitorare e limitare la tua ansia o preoccupazione
  • crea alleanza con le insegnanti

Non si diventa sicuri in 1 giorno. Si tratta di un percorso di conquista che si deve far fare giorno dopo giorno!

E’ doveroso aggiungere però che ogni caso è a sé, per cui può accadere che per vari motivi l’inserimento sia difficoltoso per più tempo e, a quel punto, può essere opportuno richiedere un aiuto professionale più specifico. Lo psicologo infantile può senz’altro dare un contributo importante.

Dott.ssa Serena Costa, psicologa dell’infanzia (serenacosta.it@gmail.com)

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