
Psicologa infanzia Trentino: chi sono
Ciao, sono Serena Costa e sono una psicologa iscritta all’Albo dell’Ordine degli Psicologi di Trento e mamma di 2 bambini.
Mi occupo di questioni educative specifiche di diverse fasce di età: prima infanzia (0-2 anni), seconda infanzia (3-5), terza infanzia (6-10) e pre-adolescenza (11-13).
Aiuto i genitori a capire e risolvere i problemi che incontrano ogni giorno con i loro figli e propongo per i bambini percorsi di gruppo.
Il mio lavoro si sviluppa su 6 principali tematiche:
- Problemi con cacca e pipì
- Problemi del sonno
- Problemi comportamentali, limiti e regole
- Difficoltà nei compiti e disturbi nell’apprendimento
- Difficoltà relazionali ed emotive
- Gestione del lutto di un famigliare e di un animale domestico
Dal novembre 2011 gestisco il sito “Connettiti alla Psicologia dei bambini“. Si tratta di un’idea che è nata in un periodo in cui non avevo lavoro e che ora, invece, è un’attività che mi sta realizzando professionalmente.
Se vuoi ascoltare la mia storia professionale ascolta il video che trova al seguente link: “Serena Costa psicologa dell’infanzia: la mia storia”
Psicologa infanzia Trentino: perché contattarmi
Ti suggerisco di contattarmi se sei preoccupato per qualche comportamento o difficoltà di tuo figlio o del bambino che segui e vuoi diventare più capace di distinguere ciò che è realmente un problema da risolvere e ciò che invece fa parte di un normale percorso evolutivo o di passaggio. Puoi anche leggere l’articolo “Perché chiedere una consulenza ad una psicologa dell’infanzia?” dove trovi esempi pratici di consulenze.
Di seguito troverai i principali servizi che offro:
Problemi con cacca e pipì
Alcuni bambini incontrano difficoltà nel raggiungimento dell’autonomia nel fare cacca e pipì sin da subito mentre altri la incontrano più avanti con l’età. Attraverso una consulenza aiuto i genitori a individuare gli elementi che possono aver dato inizio al problema e quali contribuiscono a mantenerlo.
Problemi del sonno
Attraverso una consulenza specifica individuo con i genitori quali sono i fattori alla base delle difficoltà riferite (difficoltà di addormentamento, continui risvegli notturni, passaggio dal lettone al lettino…) e propongo un percorso educativo di alcuni incontri. Il mio approccio è di tipo relazionale, quindi aiuto la famiglia a ritrovare un sonno continuo e sereno gradualmente e senza forzature.
Problemi comportamentali, limiti e regole
I problemi comportamentali sono molto diversi a seconda della fascia di età, dalla “fase dei no” dei 2-3 anni alle difficoltà di atteggiamento oppositivo e provocatorio a scuola.
Con i genitori identifico la natura della difficoltà nella gestione di limiti e regole e propongo delle strategie di intervento e delle indicazioni concrete per risolvere il disagio.
Difficoltà nei compiti e disturbi nell’apprendimento
Spesso i compiti a casa si trasformano in momenti conflittuali in famiglia, poco gratificanti per i figli e per i genitori. Capire perché i bambini non vogliono fare i compiti, non si concentrano, rimandano continuamente lo svolgimento o chiedono la vicinanza continua del genitore, è il primo passo per comprendere la risoluzione del problema.
Aiuto i genitori a rendere i propri figli autonomi nello svolgimento dei compiti e propongo ai ragazzi percorsi specifici individuali o di gruppo.
Per bambini con DSA, organizzo dei percorsi mirati di riabilitazione o sostegno allo studio.
Difficoltà relazionali ed emotive
Esistono diversi tipi di difficoltà relazionali ed emotive che spaziano dalla sfera famigliare a quella scolastica. I problemi principali riguardano la gelosia (arrivo di un fratellino, litigi…), la paura (di andare a scuola, della morte…), le crisi di rabbia e i conflitti con i compagni di scuola, che possono sfociare in isolamento o in atti bullismo. Anche in questi casi, una volta identificate le motivazioni alla base, accompagno i genitori nella gestione delle difficoltà incontrate e propongo ai ragazzi degli incontri di gruppo per lavorare sulle emozioni.
Gestione del lutto di un famigliare e di un animale domestico
A volte i genitori non sanno come affrontare con i propri figli la morte di un famigliare o di un animale domestico. Attraverso la mia consulenza supporto i genitori in questa fase delicata, chiarendo i dubbi e fornendo suggerimenti sulle modalità più adeguate per affrontare il lutto.
Psicologa infanzia Trentino: dove trovare la dott.ssa Serena Costa
Puoi prendere un appuntamento in due modalità: in studio o a distanza.
Da settembre 2018 non ricevo più a Pergine Valsugana. Il nuovo indirizzo dello studio dove ricevo è: via Principe Umberto 6, 38030 Verla di Giovo, TN, a 5 minuti circa da Lavis. ( vecchio indirizzo: via Pennella 45, 38075 Pergine Valsugana TN.)
Se non abiti nelle vicinanze, puoi contattarmi anche in modalità online, cioè via telefono o, per i più tecnologici, via skype, Zoom o Meet. Prenota qui la tua consulenza: Consulenza psicologica a distanza con la dott.ssa Serena Costa.
[Frase scritta tempo fa ma non più valida per gli aggiornamenti delle Linee Guida sulle prestazioni psicologiche online:: “Per capire cos’è una consulenza a distanza e cosa è possibile aspettarsi, suggerisco di leggere l’articolo sull’aiuto psicologico online che ho scritto tempo fa. Leggete anche l’articolo sui rischi dell’aiuto psicologico online e su come tutelarsi.”]
Psicologa infanzia Trentino: contatti della dott.ssa Serena Costa
Puoi contattarmi:
– utilizzando il modulo apposito in fondo alla pagina oppure
– scrivendo una mail all’indirizzo di posta elettronica serenacosta.it@gmail.com
– chiamare al numero 3331029274 (se non ricevi risposta ti richiamerò il prima possibile)
Dott.ssa Serena Costa, psicologa dell’infanzia

131 Commento
silvia
gentile dott.ssa, mio figlio di anni 6 (prima elementare) con una pseudo diagnosi di leggera dislessia che però dovrebbe essere confermata alla fine del prossimo anno, si rifiuta categoricamentedi fare i compiti con me che sono la mamma; piange, adduce pretesti, fa capricci, mette in atto tutte le strategie per non eseguirli. volevo sapere se trova utile prendere una persona fidata che gli faccia svolgere i compiti, al di fuori dell’ambiente familiare. potrebbe andare bene la nonna? o meglio un’estranea? Ho anche notato che quando fa i compiti con altra gente dà il meglio di sè, quando li fa con me, dà il peggio di sè e ripete a volte errori quasi apposta.
Non vorrei che si instaurasse un rapporto confllittuale per via dei compiti; alla fine io sono la mamma e non la maestra e preferirei “odiasse” qualcun’altra e non me.
saluti
silvia
serena
Gentile Silvia, grazie per avermi scritto.
Nei casi di conflittualità genitore/figlio, in linea di massima la scelta di far fare i compiti al proprio figlio con un’ altra persona é opportuna. Questo permette di proteggere la relazione madre/figlio da continui conflitti. E’ importante tuttavia curare la modalità con la quale si trasmette questa decisione al figlio e il modo in cui viene vissuta dallo stesso. Riguardo a quale persona possa essere la più indicata, non mi è possibile dare indicazioni senza conoscere la vostra situazione specifica.
Se per questi interrogativi aperti ha piacere di un approfondimento, sono a disposizione per una consulenza. Per maggiori informazioni non esiti a contattarmi.
Cordialmente
Dott.ssa Serena Costa
Anna
Gentile dott.sa ho un figlio di 11 anni che mi fa dannare per studiare. L’ho sempre seguito io ma davo anche ripetizioni ad altri bambini. Questo ha portato mio figlio ad accusarmi di aver pensato sempre agli altri bambini e non a lui facendogli finire i compiti in un secondo momento. È ora non ha un metodo di studio che lo porta a concentrarsi e a studiare come vorrei o per lo meno a prendere voti migliori. Poi l’anno scorso ho vissuto una separazione con mio marito che oggi però si é conclusa bene e cioè con un ricongiungimento. Questo episodio lo ha molto colpito xkè non ha mai manifestato nessuna reazione tenendo tutto dentro e mi accorgevo man mano che lo manifestava con i suoi comportamenti di disubbidienza è scarso impegno. Come posso recuperare??? Purtroppo sono costretta per motivi economici a dare ancora ripetizioni, ma non a casa
Silvia
Buonasera Serena, la contatto per avere un suo parere su due temi che riguardano la mia bimba di 21 mesi: il primo tema riguarda i sempre più frequenti episodi di “ribellione” ed il secondo i suoi risvegli notturni. Provo a fornirle il maggior numero di informazioni possibili e ad esprimerle i miei dubbi.
Ribellione: so che intorno ai 2 anni i “No” e le “scenate” fanno parte del normale percorso di maturazione psicologica dei bambini ma il dubbio che mi attanaglia è: siamo sicuri che sia tutto nella norma? Marta, sin da quando era piccola, non ha mezze misure in tema di pianti e scenate, è una escalation. Calmarla è davvero difficile (in mia presenza funziona solo attaccarla al seno) e comunque, anche temporeggiando e ripresentandole il divieto o l’imposizione dopo un momento di calma, spesso, riprende la crisi da dove l’aveva lasciata (un esempio tipico è il seggiolino auto).
Sonno: nella migliore delle ipotesi Marta si sveglia un paio di volte a notte e l’unico modo di riaddormentarla è attaccarla al seno. Per evitare di trascorrere la notte in bianco da dicembre del 2013 io dormo accanto al suo lettino.Credevo che la mia vicinanza l’avrebbe rassicurata ed avrebbe stabilizzato il suo sonno, invece ancora oggi ci sono notti più tranquille e notti in cui si sveglia anche 4 volte. Anche in questo caso, è tutto nella norma? E’ vero che il fatto che marta ciuccia ancora può essere il motivo della sua incapacità a riaddormentarsi da sola? Ho provato più volte a proporle oggetti alternativi che potessero aiutarla a superare i risvegli in autonomia ma senza risultati.
La ringrazio per i consigli che potrà darmi
Silvia
Tiziana
Buon giorno, vorrei un consiglio, di cosa fare con mio figlio luca a scuola, ha quasi 6 anni mezzo, il primo quadrimestre è stato con alti e bassi, le maestre si lamentavano che non sempre svolgeva le attività in classe, e finiva a casa i compiti assegnati. Io so per certo che non è indietro nel programma, lo seguo, e gli faccio fare esercizi di lettura , comprensione , dettato, esercizi di matematica, e Sto arrivando! fare tutto, eppure a scuola si rifiuta di fare gli esercizi, non partecipa , lascia in bianco fogli e fogli del quaderno, si distrae , e gioca , inventa scuse , e dice bugie a noi genitori, che a scuola fa tutto, ma in realtà non fa niente, ho provato di tutto buone , cattive , discorsi, nulla, che fare ????
serena
Occorre capire quali sono i fattori che impediscono a suo figlio di attivarsi in classe. Si rivolga alle insegnanti, poi alla psicologa della scuola ed eventualmente ad uno psicologo privato. Saluti.
claudia
Salve,
Sono capitata casualmente sul suo sito e ho trovato le sue risposte ad alcuni argomenti molto esaustivi. Per questo motivo le volevo chiedere un consiglio:
Sono una ragazza che si sta per laureare alla magistrale in psicologia delle organizzazioni e dei servizi. mi piace come corso di studi però non riesco a capire cosa potrò fare una volta laureata con questo titolo e se è consigliabile sostenere l’esame di stato (oppure per il mio corso non è necessario?).
Inoltre Le confido che in questi anni di universitá ho iniziato a nutrire una passione incondizionata per tutto ciò che riguarda il cervello ( decifit da lesioni,struttura cervello, processi cognitivi, linguaggio , disturbi percettivi etc.)e vorrei (se potessi) ,una volta finita la magistrale, iniziare ad orientarmi su questo campo. ma non so se lo posso fare.
Grazie
il sito mi piace molto
serena
Gentile Claudia, grazie per i suoi complimenti. Mi fa molto piacere. Relativamente alla sua domanda sugli sbocchi lavorativi del suo indirizzo di studi penso di non essere la professionista più indicata per darle risposta. Potrebbe informarsi meglio presso la sua facoltà e fare una ricerca specifica su internet. Al di là degli sbocchi professionali però pare che lei senta il bisogno di chiarire a se stessa quale direzione prendere. Io non le posso dare consigli senza conoscerla e quindi non posso fare altro che invitarla eventualmente a prendere in considerazione una consulenza specifica. Rimango a disposizione.
smusco
Buongiorno.
Il grande problema é che mia figlia con me non parla: lagna! Trascorre la sua giornata a chiamarmi per farmi vederee, prendere, dare qualsiasi cosa. I compiti si trasformano in vere e proprie maratone di lamenti e richieste d aiuto seguite da eccessi di pianti e strazi perché é convinta di non capie e quindi vuole un mio aiuto. Premetto che la bimba da scuola torna quasi sempre con ottimi voti e lodi. La nostra relazione si complica quando, dietro suo desiderio, invito qualche sua amica a casa: fino a quando io riesco ad eclissarmi tutto va bene, appena, con mia grande tensione, l amica mi domanda qualsiasi cosa: dall acqua alla spiegazione di un gioco, un aiuto in caso di piccola caduta etc… lei comincia a lamentarsi, frignare fino alla crisi di nervi perché secondo lei io non dovrei MAI e poi mai interessarmj alle esigenze dell amica ma solo alle sue che ovviamente ( secondo lei) non verrebbero mai ascoltate. La bimba é figlia unica ed ha 7 anni…. Io sono stanca e distrutta dai sensi di colpa anche perché ormai grido sempre e molto spesso ( incontrollabilmente) la denigro… cosa posso fare? Non voglio essere la causa delle sue future o attuali insicurezze o frustrazioni. Ho timore di non essee i grado di gestire al meglio la sua crescita.
serena
Gentilissima,
vista la situazione carica di stress le suggerisco di prendere in considerazione la possibilità di rivolgersi ad uno psicologo in modo da capire come aiutare sua figlia a condividere le attenzioni della madre senza andare in tilt, oltre che aiutare lei nel recuperare la pazienza necessaria per questo percorso di autonomia. Se ha piacere sono disponibile ad una consulenza a distanza. Saluti
Alessandro I.
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roberto
Salve, mio figlio ha sei anni e quattro mesi , io e maggiormente mia moglie stiamo alla disperazione nostro figlio cesare andare a scuola e fare i compiti è una guerra dalla mattina per portarlo a scuola sino al pomeriggio per fare i compiti, cesare dice che la scuola è brutta e vuole solo giocare , noi cerchiamo di incoraggiarlo rassicurarlo , alla fine dopo quattro ore di ping-pong alla fine la pasienza finisce e arriva il maltempo, ormai non sappiamo piu’ cosa fare , le maestre a scuola ogni giorno si lamentano di cesare che non vuole fare i compiti in classe e da fastidio ai suoi compagni , chiediamo aiuto maggiormente per cesare non vogliamo che cresca male ,noi come genitori oltre non riusciamo ad ottenere nulla da cesare.
aiutateci.
serena
Gentile Roberto, quando il clima di tensione è alto, è sempre meglio rivolgersi ad un professionista che vi possa aiutare a ricreare un clima di serenità. I consigli non vanno mai a cogliere il reale problema, ci vuole un approfondimento. Se ha piacere sono a disposizione altrimenti si rivolga ad uno psicologo dell’infanzia della sua zona. Saluti
Valentina
salve o una bimba di 3 anni e molto nervosa e spesso anche aggressiva!! sono preoccupata xche da 3 mesi a questa parte soni anche spuntate delle puntine e il pediatra mi a detto che e follicoli te facendo delle ricerche o scoperto che tutto cio puo essere causato anche dal nervosismo nn so piu come comportarmi, spero di ricevere un vostro consiglio grazie in anticipo cordiali saluti
serena
Gentile Valentina,
le suggerisco di prendere un appuntamento da una psicologa per approfondire meglio la situazione. Se ha piacere sono a disposizione. Eventualmente mi contatti alla mail serenacosta.it@gmail.com
Saluti
angela
Buona sera mi chiamo angela,ho una nipotina di quasi 3 anni,e una bambina solorare però ogni tanto ,mi scanza nonostante io gli giochi vuole che io non gli stia vicino?come come dovrei comportare?
serena
Gentile Angela, può capitare che una bambina di 3 anni sia già in grado di esprimere il suo bisogno di staccare un attimo. Non è detto che questo sia un effettivo rifiuto ma un bisogno di staccare temporaneo. Se però lei ritiene che questo rifiuto sia molto frequente e la fa stare male, può approfondire meglio la situazione attraverso una consulenza per avere qualche mio suggerimento più mirato. Spero di essere stata utile. Saluti.
Stefano
Dott.sa, complimenti!
Leggevo nel suo blog circa la tecnica del “modellaggio” (shaping) e mi sono accorto che è presa paro paro dalla pagina di Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Modellaggio.
I casi sono due: o Lei ha scritto anche quel testo in Wikipedia oppure posso concludere che, al di là delle Sue reali competenze che non conosco, certamente sa usare bene la tecnica del “copy & past”!
Mah…
serena
Stefano Complimenti! Ha fatto un commento che è proprio fuori luogo! L’articolo che lei cita, quello sul modellaggio (shaping), lo ho scritto nel 2012 e se lei avesse controllato la cronologia della pagina di Wikipedia relativa al modellaggio si sarebbe accorto che è stata creata nel 2014.
Inoltre probabilmente non ha letto l’articolo fino in fondo perché ho citato la fonte da dove ho tratto l’articolo.
Quindi rifletta un po’ di più prima di fare un commento negativo, tra l’altro nemmeno sotto l’articolo in questione ma sotto la pagina che presenta la mia attività professionale….mah sembra quasi avesse avuto l’intenzione di screditarmi…ma con poco effetto..
isa
Salve dottoressa le scrivo perché sono molto preoccupata per il mio bimbo di 3 anni in quanto è molto introverso ed in diverse occasioni appare bloccato. L’inserimento nella scuola materna è stato molto difficile,, si rifiutava di fare tutto e non interagiva e non parlava con nessuno. Allo stato attuale le cose sono migliorate in quanto parla e gioca con qualche compagno ma rimane quasi nulla la comunicazione con le maestre (ogni tanto risponde si o no oppure chiede la frutta a fine pasto), non dice presente non canta le canzoni e non vuole fare nessuna attività motoria.
A casa e con i nonni,i cuginetti e con alcuni suoi amichetti parla tranquillamente, mentre non risponde quasi mai ad altri adulti della famiglia(come x es. gli zii). Di contro quando andiamo al bar o in cartolibreria vuole chiedere lui stesso cosa vuole e il costo.
Da quanto letto su internet io penso che possa soffrire di mutismo selettivo.
serena
Buongiorno Isa, le ho risposto in privato
Eleonora Bonani
Buongiorno dottoressa,
sono mamma di un bambino di 3 anni molto energico, caparbio e (credo) anche oppositivo. Fin da piccolo si rifiutava di farsi vestire, lavare, non voleva lavarsi le mani, stare seduto a tavola… su alcune regole io e il padre siamo molto fermi, e ultimamente, quando si trova di fronte a un NO da parte nostra esplode in attacchi di rabbia con pianti, urla, salti, corse, e anche graffi e morsi se tentiamo di contenerlo. Questi momenti, che a volte durano anche mezz’ora o più, mi lasciano spossata e frustrata e vorrei capire come aiutarlo; a volte ne esce da solo, altre volte io e mio marito riusciamo a distrarlo o farlo ridere. Lei cosa ci consiglia? E’ il caso di iniziare un percorso con uno specialista oppure è ancora presto? Grazie, Eleonora
serena
Buongiorno Eleonora, a 3 anni possono essere normali delle crisi di rabbia ma ovviamente se sono troppo frequenti o intense può essere utile capire meglio cosa accade. Più che al bambino, consiglio una consulenza a voi genitori per approfondire meglio l’origine delle crisi e la modalità migliore per prevenirle e gestirle. Le ho mandato una mail in privato.
elisabetta callegari
Buongiorno Dottoressa, ho una bambina di 7 anni e almeno una volta ogni due mesi abbiamo seri problemi da affrontare per discoro “andare in bagno” . Periodi che non ci sono problemi ne’ pensieri e altri periodi che è un calvario… discorso lungo e complesso e vorrei parlarne con lei personalmente se possibile. Grata se mi contatterà. Elisabetta
serena
Buongiorno Elisabetta, le ho risposto in privato