venerdì, 22 ottobre 2021
Home » Fasce di età » 0-2 anni » Perdere la pazienza con i figli: quando, perché e come fare?
Perdere la pazienza con i figli: quando, perché e come fare?

Perdere la pazienza con i figli: quando, perché e come fare?

Perdere la pazienza con i figli è un’esperienza che accomuna tutti i genitori. Anch’io, purtroppo, ho innumerevoli esempi di quando ho perso la pazienza con mia figlia maggiore; il piccolo è ancora piccino e riesco a tenere con più facilità i nervi saldi.

Perdere la pazienza con i figli: quando?

Se devo farvi qualche esempio, io perdo la pazienza quando mia figlia non molla la presa su qualcosa che vuole e insiste talmente tanto che ti porta allo sfinimento; oppure quando lascia tutti i giochi in giro anche per giorni; oppure ancora quando si oppone in maniera super determinata a qualcosa che è importante fare (per esempio uscire, lavarsi, ecc) e non si lascia convincere con niente. Tutte queste situazioni sono accomunate da un’emozione, la rabbia, che si fa sentire in maniera forte dentro noi genitori (Leggi anche “Bambini arrabbiati e genitori: cosa accade dentro?“). E’ un’emozione potente che sentiamo salire dentro di noi e che a volte prende il nostro controllo perché ci fa fare o dire cose di cui poi, nella maggior parte dei casi ci pentiamo. E’ un’emozione, a volte, talmente fulminea che perdere la pazienza con i figli può sembrarci inevitabile.

Perdere la pazienza con i figli: perché?

Perché perdiamo la pazienza con i figli? Scommetto che la maggior parte di voi rispoderebbe con frasi del tipo: “perché lui non fa i compiti” (leggi anche “Compiti a casa? Mio figlio mi fa disperare!!“), oppure “perché lei è disobbediente” (leggi anche “Disturbo oppositivo provocatorio o semplice disobbedienza?“), oppure ancora “perché litigano sempre” (leggi anche “Gestire i litigi tra fratelli: tre consigli per non impazzire“). Con queste frasi lasciamo intendere che la causa della nostra perdita di pazienza è il comportamento dei nostri figli (è lui o lei a farci arrabbiare). E invece non è così.

La causa o, più spesso, le cause della nostra rabbia vanno ricercate denttro di noi. In questo articolo vi parlerò di due elementi che sono alla base della nostra perdita di pazienza: 

  • il nostro livello di stanchezza
  • i nostri pensieri, più precisamente, la valutazione che diamo del comportamento di nostro o nostra figlia

Nel primo caso, purtroppo la stanchezza abbassa la nostra tolleranza alla frustrazione e ci porta a reagire troppo in fretta, anche a comportamenti che in condizioni di maggior riposo, sapremmo tollerare maggiormente. Personalmente nel periodo in cui dormivo poco e male per le necessità del nuovo arrivato (leggi anche “Risvegli notturni: perché accadono?“) perdevo la pazienza molto più spesso, ma anche quando mi sentivo affaticata per le difficoltà a conciliare le esigenze familiari e quelle lavorative.

Nel caso della valutazione che diamo ai comportamenti dei figli, i tipici pensieri che sottendono le arrabbiature dei genitori sono:

  • lei/lui non dovrebbe assolutamente comportarsi in questo modo
  • è terribile e insopportabile questo comportamento
  • lo fa apposta per farmi arrabbiare
  • devo assolutamente bloccare questo suo comportamento e l’unico modo è arrabbiandomi

Si tratta di pensieri di cui spesso non siamo consapevoli e che ci vengono in automatico. Dobbiamo però sapere che sono pensieri che non aiutano realmente a far smettere davvero quei comportamenti che ci fanno perdere la pazienza. Anzi, alla lunga rischiano di compromettere sempre di più la relazione con i figli alimentando anche in loro rabbia e risentimento (leggi anche “Ascoltare i figli: come si fa a farli sentire ascoltati?“). Lo posso confermare anche con la mia esperienza di mamma. Anch’io purtroppo mi sono lasciata condizionare varie volte da questi pensieri, ma, aiutata probabilmente dalle mie conoscenze, sono riuscita anche a fermarmi un attimo e a riflettere. Era evidente che le mie reazioni non erano d’aiuto alla bambina e tendevano solo ad aumentare frustrazione e tensione tra di noi.

Perdere la pazienza con i figli: come fare?

Quello che dobbiamo fare è cercare di tenere sempre acceso il riflettore su noi stessi. Ovviamente è impensabile non perdere mai la pazienza con i figli. Ma almeno è possibile cercare di diminuire la frequenza di questi episodi. E’ necessario quindi prima di tutto chiedersi quali sono i fattori che possono aver scatenato le nostre arrabbiature.

Nel caso della stanchezza è necessario intervenire sui fattori che la generano o la alimentano. Io per esempio ho chiesto maggiore aiuto nella gestione dei lavori domestici a mio marito che, fortunatamente, mi ha assecondata. Questo, mi ha permesso di sentirmi meno sotto pressione, e di avere quindi le energie psicologiche per stare con mia figlia più serenamente. Ovviamente ci sono tante altre cose che si possono fare.

Nel caso dei pensieri è necessario cercare di individuarli per trasformarli in pensieri più costruttivi. Per esempio:

  • è normale che i figli a volte si comportino così
  • picchiare, urlare o punire severamente non è la soluzione
  • sfogarmi non mi farà stare meglio perché è probabile che poi stia peggio

Difficile? Sì, certamente. Ma vale la pena provarci. E’ importante sapere che, soprattutto nel secondo caso, lo psicologo può dare un grosso aiuto. Spero che questo articolo vi sia stato utile! Fatemi sapere se capita anche a voi di perdere la pazienza con i vostri figli e come gestite questi momenti!

Dott.ssa Serena Costa, psicologa dell’infanzia (serenacosta.it@gmail.com)

Se ti è piaciuto l’articolo clicca “mi piace” sulla pagina e condividi l’articolo con i tuoi amici. Se vuoi essere aggiornato sui prossimi articoli e sulle prossime iniziative, iscriviti alla Newsletter. Potrai anche scaricare tanti Ebook gratuiti su vari temi legati al mondo dei bambini!

Iscriviti alla Newsletter!

Condividi su:

About serena

Psicologa dell'infanzia, esperta nelle problematiche del sonno e dell'apprendimento.

Inserisci un commento

Il commento sarà verificato prima di essere pubblicato sul sito. Importante, inserire solo il nome ed evitare dati sensibili.

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.