Il rifiuto di andare a scuola è qualcosa che genera davvero tanta sofferenza nel bambino che lo mette in atto ma anche nel genitore che assiste alla sofferenza del figlio. E’ capitato anche a me di dover gestire questo fenomeno anche se per pochi giorni e devo ammettere che è davvero faticoso emotivamente. In questo articolo voglio quindi parlarvi dell’analisi che ha fatto Christopher Kearney, noto psicologo statunitense, il quale ha individuato 4 motivazioni alla base del rifiuto di andare a scuola.

Rifiuto di andare a scuola: cos’è

Partiamo con la definizione che Christopher Kearney ha dato del rifiuto scolastico. Per rifiuto scolastico intende una difficoltà o un’incapacità, da parte di bambini e adolescenti, di frequentare regolarmente la scuola e, questa difficoltà è spesso associata a una marcata ansia, paura o angoscia. I bambini, in pratica, restano a casa non per un capriccio ma per un vero e proprio disturbo che può avere ben 4 funzioni specifiche.

Rifiuto scolastico: le 4 motivazioni alla base

Stare a casa e non andare a scuola, potrebbe servire al bambino o ragazzo, a 4 cose ben precise:

  • evitare sentimenti negativi (ansia, fatica, depressione)
  • evitare situazioni avverse che avvengono a scuola (per esempio le valutazioni, le prestazioni, le interazioni sociali)
  • perseguire attenzione positiva stando a casa (per esempio le attenzioni e cure dei genitori che, con le rassicurazioni, finiscono per rinforzare il problema)
  • raggiungere rinforzi positivi che derivano dallo stare a casa in maniera prolungata (per esempio possono giocare ai video game, possono andare in giardino ecc.)

L’evitamento della scuola porta immediatamente una sensazione di benessere nei bambini che soffrono d’ansia. Se quindi un bambino rimane a casa, questo rinforza il problema in due modi (Per approfondire cos’è il rinforzo leggi qui):

  • rinforzo negativo della sensazione di benessere conseguente all’evitamento della situazione fonte di ansia (scuola)
  • rinforzo positivo di tutte quelle situazioni positive che accadono a casa (può dormire di più, mangiare qualcosa di sfizioso, giocare)

Cosa fare in caso di rifiuto scolastico

Per intervenire in situazioni di rifiuto scolastico, occorre capire l’origine del rifiuto e poi procedere con un’esposizione graduale alla vita scolastica, solo dopo, però, aver attivato un lavoro di rete con la scuola e con il bambino stesso. Tutti i protagonisti del problema (bambino, genitori e insegnanti) devono aver ben chiaro tutti questi concetti alla base del rifiuto, dell’ansia e del rinforzo, e devono essere coinvolti nel processo. Nel prossimo articolo parlerò nello specifico di cosa possono fare nel concreto bambini, genitori e insegnanti.

Dott.ssa Serena Costa, psicologa dell’infanzia (serenacosta.it@gmail.com)

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