sabato, 21 luglio 2018
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Risvegli notturni: perché accadono?

Risvegli notturni: perché accadono?

I risvegli notturni nei primi 3-4 anni entro certi limiti (vedi anche “Insonnia infantile: di cosa si tratta?“) sono del tutto normali perché la fisiologia del sonno in questi primi anni è diversa da quella degli adulti. Nei primi anni, infatti, il cervello dei bambini è ancora in formazione e lo è quindi anche il ciclo del sonno. Nonostante questo ci sono molteplici fattori che possono intervenire e che possono quindi favorire la comparsa dei risvegli notturni. Io ho individuato 5 categorie: fattori legati al temperamento del bambino, alla crescita, a eventi stressanti, a fattori ambientali e per ultimo ma non per importanza, a fattori relazionali.

Risvegli notturni: fattori legati al temperamento del bambino

Ogni bambino è diverso e, per questo, anche la tendenza ad avere risvegli notturni cambia. Mi spiego meglio: tutti i bambini hanno risvegli notturni perché la fisiologia del sonno lo prevede ma alcuni riescono a fare il passaggio tra un ciclo e l’altro senza svegliarsi, altri invece si svegliano senza riuscire a riaddormentarsi da soli. I bambini più soggetti a risvegli notturni hanno tendenzialmente un temperamento “difficile”, sono cioè piuttosto reattivi agli stimoli interni ed esterni e quindi si presentano come bambini irritabili, agitati, emotivi.

Risvegli notturni: fattori legati alla crescita

In questa categoria rientrano quattro fattori: la comparsa dei dentini, malattie, l’alimentazione e le tappe di sviluppo. La comparsa dei dentini purtroppo rappresenta un momento inevitabile per ogni bambino e piuttosto fastidioso; in corrispondenza, quindi, dell’arrivo dei denti, il sonno ne risente in quanto il bambino si sveglia più frequentemente per il dolore. Per questo stesso motivo si svegliano i bambini che hanno una malattia, dal semplice raffreddore che ostruisce le vie respiratorie, dal reflusso gastrico che fa sentire un bruciore forte soprattutto in posizione sdraiata, a tutte le altre malattie di stagione e non. Frequenti risvegli notturni possono essere associati anche ad un’alimentazione non adeguata, o troppo calorica e abbondante, oppure insufficiente e poco digeribile. Se i frequenti risvegli notturni iniziano con lo svezzamento potrebbero essere proprio dovuti ad alimenti che il bambino non tollera. Infine è bene ricordare che ogni bambino attraversa precise tappe di sviluppo in corrispondenza delle quali il sonno è soggetto a maggiori risvegli notturni: per esempio verso i 3 mesi, quando il neonato diventa più vigile e attento al mondo che lo circonda, verso gli 8 mesi quando compare l’angoscia dell’estraneo e ogni qualvolta un bambino apprende una nuova abilità come per esempio gattonare o camminare.

Risvegli notturni: fattori ambientali

Tra i fattori ambientali rientrano aspetti legati ai rumori, alla luminosità e alla temperatura dell’ambiente in cui il bambino dovrebbe riposare. Un bambino potrebbe svegliarsi frequentemente perché ad esempio ha caldo o freddo; perché c’è troppa luce oppure, quando è più grandicello, perché è troppo buio e quindi ha paura; perché ci sono troppi rumori in casa o fuori casa, tipo telefoni che continuano a squillare, tv o radio ad alto volume, lavori ecc. Un altro fattore ambientale potrebbe essere l’eccessivo livello di onde elettromagnetiche soprattutto in presenza di bambini molto sensibili.

Risvegli notturni: eventi stressanti

Quando un bambino affronta eventi stressanti occorre aspettarsi un peggioramento nel sonno notturno. Un esempio di evento stressante piuttosto frequente è l’inizio del nido, o di un altro ciclo scolastico. Si tratta di un momento difficile perché coinvolge il processo di separazione dalla figura di riferimento principale, solitamente la madre. Se il bambino ha un attaccamento sicuro, è probabile che supererà questo momento abbastanza velocemente, ma in caso contrario potrebbe essere necessario molto più tempo. In questo periodo, comunque, un aumento dei risvegli notturni potrebbe essere dovuto ad un bisogno maggiore di essere rassicurato sulla presenza del genitore. Una motivazione simile è alla base di un aumento di risvegli in corrispondenza dell”inizio del lavoro della mamma. Se il bambino non è stato abituato precocemente a trascorrere del tempo anche con altre figure familiari potrebbe fare fatica durante questa fase; è necessario anche in questo caso un po’ di tempo per permettere al bambino di  elaborare questa maggiore assenza della madre, senza sentirsi respinto o trascurato. Un altro evento difficile per un bambino è sovente l’arrivo di un fratellino o di una sorellina. Questo tipo di evento potrebbe rivelarsi particolarmente stressante per il primogenito perché risveglia sentimenti di gelosia. Un bambino che fino a poco tempo prima aveva tutte le attenzioni delle figure di riferimento, deve fare i conti con una diminuzione di attenzioni, se non altro nel primo periodo. Anche in questo caso come nei precedenti, in realtà, l’atteggiamento dei genitori è determinante nel vissuto che avrà il bambino. E’ positivo comunque che il figlio in queste situazioni riesca a manifestare i suoi sentimenti anche attraverso maggiori risvegli notturni. Anche un trasferimento potrebbe essere un cambiamento importante perché prevede di lasciare un ambiente fisico ed emotivo al quale il bambino si era legato. Ricostruire una propria stabilità emotiva nel nuovo ambiente potrebbe richiedere tempo e portare con sé qualche risveglio in più.

Risvegli notturni: fattori relazionali

Per ultimi, ma non per importanza, cito i fattori relazionali, cioè tutto quello che dipende dalla relazione tra il bambino con tutte le sue caratteristiche e le figure di riferimento che si occupano di lui. Si tratta di una categoria piuttosto ampia che completerò in un ulteriore articolo per evitare di dilungarmi eccessivamente. Qui cito solo alcuni aspetti. Maggiori risvegli notturni potrebbero essere dovuti a conflitti di coppia, ad una patologia della madre quale per esempio una depressione post partum o un’eccessiva ansia, strategie di addormentamento non adeguate e altro ancora.

I frequenti risvegli dei tuoi figli, se ci sono stati, a quali fattori erano dovuti? E come li hai gestiti? Racconta la tua esperienza se ti va nei commenti, potrebbe essere arricchente per tutti!

Dott.ssa Serena Costa, psicologa dell’infanzia (serenacosta.it@gmail.com)

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About serena

Psicologa dell'infanzia, esperta nelle problematiche del sonno e dell'apprendimento.

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