Sono sicurissima che hai già sentito parlare di attaccamento ma non sono altrettanto sicura che tu sappia cosa sia nello specifico, quando si sviluppi e verso chi e in che modo esso condizioni la vita di un bambino. Iniziamo a sviscerare l’argomento? Iniziamo!

L’attaccamento: che cos’è

L’attaccamento possiamo semplificare dicendo che è il modo con cui il cucciolo si garantisce la sicurezza della madre. Infatti, i neonatini umani ma anche i cuccioli degli animali sociali, quando nascono sono completamente indifesi, dipendendo completamente dai loro genitori. E per garantirsi sicurezza, cercano di attirare a Sé la figura che si occupa di loro. L’attaccamento si forma nei confronti della persona o delle persone che si prendono cura del bambino in maniera continuativa, solitamente la principale figura è la madre, ma spesso è anche il padre o, a volte un’altra figura.

In realtà non è solo questo, un sistema bio-comportamentale che risponde al bisogno di sicurezza dei piccoli. E’, infatti, qualcosa di molto più pervasivo e duraturo che va a costruire le fondamenta psicologiche dell’individuo, aiutandolo a leggere quello che gli succede facendo esperienza nel mondo.

L’attaccamento: ecco come ci può condizionare

Il sistema di attaccamento va a formare dei modelli operativi interni (MOI) che sono dei veri e propri schemi che spiegano come funziona il mondo. Il sistema di attaccamento diventa un modello motivazionale che regola le relazioni intime, insegna al tuo sistema se ce la fai oppure no, se gli altri sono da tenere a distanza o vicini, se il mondo è pieno di pericoli o un posto accogliente e sicuro, se ci si può aspettare nutrimento emotivo o no.

L’attaccamento si forma quindi nelle primissime ore di vita e continua a formarsi nel corso dell’infanzia, ma mostra i suoi effetti durante tutto il corso della vita. Permette di dare significato alle esperienze, regola l’umore e l’attivazione in momenti di stress e regola la vicinanza e distanza nelle relazioni intime.

Esistono diversi pattern di attaccamento

A seconda di come si sviluppa la relazione tra i genitori e il figlio, si possono sviluppare diversi tipi di attaccamento. Ti descrivo ora i principali tipi di attaccamento, descritti da Ainsworth nel 1978.

  • Attaccamento sicuro: si sviluppa quando il genitore risponde in modo sensibile, coerente e affidabile ai suoi bisogni emotivi e fisici, creando una base sicura da cui esplorare il mondo, con fiducia e serenità, sapendo di poter tornare per conforto. I bambini sicuri si angosciano durante la separazione ma si rallegrano al ricongiungimento, sviluppando fiducia in sé stessi e negli altri, e gestendo meglio le emozioni, influenzando positivamente tutte le future relazioni. 
  • Attaccamento insicuro evitante:  si manifesta quando, di fronte a genitori emotivamente non disponibili o respingenti, il bambino impara a sopprimere i suoi bisogni di conforto, apparendo indipendente e autosufficiente, ma in realtà nascondendo una profonda difficoltà a fidarsi e a chiedere aiuto, con tendenza a distaccarsi emotivamente e a evitare il contatto fisico, preferendo l’ambiente agli adulti per gestire le emozioni. 
  • Attaccamento insicuro ambivalente (o ansioso-resistente): il genitore del bambino è piuttosto imprevedibile nel suo modo di rispondere alle richieste del piccolo, per cui il bambino tende ad essere molto attaccato ma anche ansioso, mostra disagio intenso alla separazione e resistenza al conforto al ricongiungimento; il bambino si mostra quindi anche in difficoltà nell’esplorare perché si sente insicuro rispetto alla disponibilità del genitore. 
  • Attaccamento irrisolto o disorganizzato: si verifica quando il genitore è contemporaneamente fonte di conforto e di paura, e quindi il bambino si ritrova a vivere un forte conflitto e finisce quindi per mostrare comportamenti incoerenti e contraddittori, come avvicinarsi e allontanarsi, congelarsi (freezing), o avere reazioni spaventate.

Conclusioni

Se ora stai riflettendo su che tipo di attaccamento ha sviluppato tuo figlio e pensi che non sia di tipo sicuro, ricorda che il tipo di attaccamento che ha tuo figlio non è una condanna a vita. E’ sicuramente una struttura che condiziona ma può essere modificato nel corso delle esperienze della vita. Prova a chiederti in cosa puoi migliorare e se da sola non ci riesci, uno psicologo potrebbe esserti molto d’aiuto.

Dott.ssa Serena Costa, psicologa dell’infanzia (serenacosta.it@gmail.com)

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