lunedì, 26 ottobre 2020
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Difficoltà in matematica o disturbo specifico? Ecco alcuni indicatori

Difficoltà in matematica o disturbo specifico? Ecco alcuni indicatori

Le difficoltà in matematica non sono una novità per molti genitori e per molti insegnanti. Questa materia mette in difficoltà molti bambini e ragazzi per le abilità di ragionamento astratto che richiede, anche se in realtà ha riferimenti molto concreti. Chi ha avuto un maestro o un professore che ha saputo rendere chiaro il collegamento, è stato sicuramente agevolato nell’apprendimento di questa materia. Resta di fatto che l’apprendimento della matematica coinvolge diversi aspetti; ne cito solo alcuni: conoscenze legate alla quantità, capacità di contare a mente e capacità di effettuare operazioni scritte.

Difficoltà in matematica: perché?

Alcune volte i bambini incontrano delle difficoltà nell’apprendimento della matematica che li porta ad odiare la materia (leggi anche: Matematica: perché molti bambini la detestano?), aumentando così la probabilità di non ottenere risultati positivi. Altre volte alla base c’è un vero e proprio disturbo specifico dell’apprendimento che impedisce a questi bambini di automatizzare i processi alla base.

Indizi di un Disturbo Specifico nell’Apprendimento della matematica

Se vostro figlio incontra spesso difficoltà in matematica, vi suggerisco di provare a rispondere alle seguenti domande:

  • Ha difficoltà a ricordare le tabelline?
  • Fatica nello scrivere i numeri che contengono lo zero o con i decimali (es. centotrè –
    1003)?
  • Ha difficoltà a mettere in colonna i numeri?
  • E’ lento e commette errori nel calcolo scritto?
  • Ha difficoltà a contare all’indietro (es. da 100 a 0)?
  • Sbaglia spesso nel calcolo a mente e/o si aiuta ancora con le dita?
  • Ha difficoltà a raccontare/spiegare piccole esperienze, in ordine cronologico?

Se la risposta alla maggior parte delle domande è sì, potreste essere difronte ad un bambino con un disturbo specifico dell’apprendimento della matematica. In questo caso potrebbe essere utile un confronto con le insegnanti in merito all’opportunità di rivolgersi ad un esperto per effettuare una valutazione più specifica. Ovviamente sto parlando di bambini che hanno frequentato almeno i primi due anni della scuola primaria. Se, invece, avete risposto sì ad alcune di queste domande ma ad altre no, potrebbe essere semplicemente una difficoltà temporanea. Tuttavia, se passato un po’ di tempo, le difficoltà continuano o magari peggiorano anziché migliorare, può essere comunque utile un confronto con le insegnanti in modo da monitorare l’andamento.

Dott.ssa Serena Costa, psicologa dell’infanzia (serenacosta.it@gmail.com)

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About serena

Psicologa dell'infanzia, esperta nelle problematiche del sonno e dell'apprendimento.

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