Si sente parlare sempre più frequentemente di bambini in ansia per diversi motivi: per la scuola, per le attività sportive, per il rapporto con i compagni, ecc. Come ho scritto nell’articolo “L’ansia infantile: cos’è e quando preoccuparsi“, l’ansia è un’emozione, simile alla paura, che i bambini sperimentano insieme ad uno stato fisiologico di attivazione e a dei pensieri specifici. Di per sé l’ansia non è qualcosa di patologico, anzi, permette di attivarsi al meglio per affrontare una certa situazione. Ma quando un bambino vive l’ansia come un intralcio anziché come un aiuto allora la situazione diventa più complessa per il bambino ma anche per il genitore che si ritrova spesso impotente nel riuscire a calmare il proprio figlio.
Calmare un bambino in ansia: tipici errori
Calmare un bambino in ansia non è facile se non si sa come affrontare questo stato emotivo forte. E gli errori che fanno i genitori in questo campo sono diversi.
L’esempio tipico che non funziona è dire ad un bambino agitato di stare calmo: se bastasse dirlo il bambino si calmerebbe in fretta ma quello che succede è che non può farlo perché non sa come fare.
Un altro errore è quello di squalificare lo stato di allerta vissuto dal bambino dicendo per esempio “non serve agitarsi per queste cose, non fare la femminuccia, smettila di agitarti ecc…”.
Un altro frequente errore è quello di rassicurarlo con spiegazioni razionali del tipo “non c’è nulla di pericoloso qui, i mostri non esistono, l’allenatore non ha mai mangiato nessuno, ecc..”
E’ capitato anche a te di fare questi errori?
Per calmare un bambino in ansia: insegnagli a respirare
La cosa migliore da fare è prima cosa empatizzare con il bambino in ansia: più il genitore non lo fa sentire sbagliato e riconosce il suo stato di tensione e preoccupazione, più il bambino riuscirà ad accettare ulteriori consigli.
Dopo aver empatizzato con il bambino può essere utile aiutarlo a concentrarsi sul corpo e non sui pensieri che spesso sono gli elementi scatenanti dell’ansia. Uno degli elementi su cui è super utile portare la concentrazione del bambino è il respiro. Durante un momento di ansia, il respiro si fa veloce. Per ritrovare la calma occorre rallentare il respiro. Ecco, quindi, che un aiuto fondamentale del genitore è quello di aiutarlo a respirare nel modo corretto.
La respirazione diaframmatica (di pancia)
I bambini in ansia respirano tipicamente in modo veloce e a livello toracico e questo tipo di respirazione non aiuta a ritrovare calma dentro di Sé.
La respirazione diaframmatica (di pancia), invece, permette un più facile recupero della calma perché libera ossitocina e attiva il sistema parasimpatico.
Per insegnarla ai bambini puoi farti aiutare dalle immagini mentali. Chiedi al bambino di inspirare lentamente l’aria come se stesse annusando un fiore e poi chiedi di espirare l’aria, cioè farla uscire dalla bocca come se stesse soffiando lentamente le candeline di una torta o le bolle di sapone.
Provato? Fammi sapere come è andata!
Dott.ssa Serena Costa, psicologa dell’infanzia (serenacosta.it@gmail.com)
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