Avere un bambino che rifiuta il cibo non è per niente semplice per un genitore. Cucinare per i figli è qualcosa che non ha a che fare solo con la nutrizione, ma coinvolge anche tanti altri aspetti emotivi e relazionali.

Aspetti emotivi e relazionali del genitore

Per un genitore preparare il cibo ad un figlio è qualcosa che ha a che fare con l’importante compito genitoriale di accudire e nutrire i figli. Quando un bambino inizia a rifiutare il cibo, nella mamma o nel papà può nascere la paura che il figlio non cresca a sufficienza e, accanto anche, la paura di non essere un buon genitore. Se il genitore pensa che il rifiuto del bambino è legato ad una sua incapacità nel cucinare o nel capire il bambino, può vivere un senso forte di inadeguatezza che lo farà sentire molto frustrato. Oppure la mamma che ha cucinato con amore qualcosa di buono per il figlio può sentirsi irritata per aver dedicato del tempo inutilmente e delusa per non sentir apprezzato il proprio prodotto.

Tutti questi stati emotivi del genitore, se non riconosciuti, potrebbero andare a interferire negativamente nel rapporto con il figlio e nel rapporto del bimbo con il cibo. Gli errori tipici che fanno i genitori in questa situazione è diventare ansiosi e pressanti durante il momento del pasto, ottenendo come effetto la diminuzione anziché l’aumento dell’interesse per il cibo da parte del figlio.

Bambino che rifiuta il cibo: patologia?

Quando un bambino rifiuta il cibo offerto dai genitori, prima cosa occorre chiedersi se si ha a che fare con un disturbo oppure un comportamento transitorio.

Se il bimbo rifiuta la maggior parte dei cibi e per più pasti al giorno, in diverse situazioni, e ha un effetto importante sul peso, potrebbe trattarsi di un vero e proprio disturbo. Ti consiglio di leggere a questo proposito l’articolo “Alimentazione e bambini: comportamenti alimentari normali o patologici?” in cui spiego nel dettagli diversi tipi di disturbi dell’alimentazione.

Se, invece, il bambino rifiuta solo alcuni cibi e non c’è un calo del peso, è probabile che sia qualcosa di transitorio legato ad una fase o a dinamiche relazionali poco corrette.

Rifiuto del cibo transitorio

Può accadere, per esempio, che un bimbo rifiuti il cibo durante la fase dello svezzamento. Questo potrebbe succedere perché il bimbo non è pronto in quel momento. Se il genitore attende la nascita di interesse del bimbo e non lo forza a mangiare, questo rifiuto potrebbe smettere.

Oppure può succedere che il rifiuto di alcuni cibi sia dovuto a una questione di gusto. Ogni bambino ha i suoi gusti per cui potrebbe davvero non piacere quel cibo. La cosa da fare in queste situazioni è non forzare ma continuare a proporlo magari anche in modalità diverse perché dopo un po’ di volte i bambini possono cambiare idea e desiderare l’assaggio. E se, invece, non cambiano idea, quello che serve è accettare che quel cibo non piaccia.

E tu come affronti il rifiuto di cibo di tuo figlio? Fammelo sapere nei commenti! Potrebbe essere occasione di confronto anche per altri genitori.

Dott.ssa Serena Costa, psicologa dell’infanzia (serenacosta.it@gmail.com)

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