martedì, 24 maggio 2022
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Bambini tristi a Natale: se mio figlio è triste è normale?

Bambini tristi a Natale: se mio figlio è triste è normale?

E’ ormai dicembre inoltrato e di bambini tristi a Natale non si vuole molto parlare. Solitamente i bambini in occasione delle feste natalizie diventano più allegri ed eccitati. Semplice capirne il perché: arriverà Santa Lucia, Babbo Natale, la Befana con tutti i loro doni, ci saranno le vacanze di Natale e, quindi, non si dovrà andare a scuola e si potrà stare più tempo in famiglia. Ma siamo sicuri che tutti i bambini devono vivere questo periodo dell’anno così? Con l’unica emozione della gioia? Se ci pensiamo bene la realtà è molte volte differente da quello che ci immaginiamo. A volte tendiamo a semplificare la realtà e l’associazione Natale-bambini felici ne è proprio un esempio. Se per esempio un bambino pensa di essere cattivo e teme di non meritarsi i regali? Oppure la situazione in famiglia è molto tesa, piena di conflitti, e andare a scuola è, invece, un rifugio tranquillo? E se i genitori si stanno separando o sono già separati e, quindi, il cenone in famiglia che è tradizione fare, non si sa se si farà? E se in famiglia è avvenuto un lutto o qualcuno ha una brutta malattia? Insomma, non per tutti l’arrivo del Natale porta con sé serenità e gioia. I bambini tristi a Natale sono assolutamente normali e, anzi, hanno tutto il diritto di sentirsi così.

La tristezza e il Natale

La tristezza è un’emozione importante come tutte le altre anche se non molto piacevole. E’ una delle emozioni principali e ha una funzione importante: segnalarci che è a rischio un legame affettivo con qualcuno di importante compresi se stessi. Isomma, la tristezza la sentiamo quando percepiamo una mancanza, oppure quando percepiamo un’incapacità. Come ho scritto nell’articolo “Tristezza: 17 parole per esprimere questa emozione” , ci sono tante parole che possiamo usare per esprimere questo stato d’animo, ognuna con una sfumatura. Giusto per fare qualche esempio, un bambino potrebbe dire di sentirsi un po’ giù perché gli manca il nonno o il papà, oppure di sentirsi deluso perché non ha ricevuto il regalo che aveva chiesto nella letterina, o ancora incapace perché lui non riesce mai a fare i compiti delle vacanze da solo. Anche se al Natale si associa spesso la gioia, non dobbiamo dimenticarci anche le altre emozioni perché loro non vanno in vacanza! Ci sono sempre e dobbiamo sempre stare in ascolto e accoglierle tutte. Dato che il Natale è una festa che parla di accoglienza, guai a non accogliere anche la tristezza!

Bambini tristi a Natale: che fare quindi?

Prima cosa è importante non negare la tristezza e aiutare i bambini a riconoscerla per poi, eventualmente invitarli a trasformarla in gioia, senza però forzarli. Inoltre, può essere utile cogliere l’occasione per riflettere sulla differenza tra bisogno e desiderio, soprattutto in tema regali. Di un regalo non si ha bisogno, ma semplicemente si desidera e cio’ che si desidera non sempre si ottiene. Occorre aiutarli a diventare determinati nel conoscere e soddisfare i propri bisogni ma anche a sapere tollerare la frustrazione di un desiderio non esaudito.

Aggiungo un’ulteriore precisazione. Dobbiamo ricordarci che la tristezza non è depressione. Quindi i genitori di bambini tristi nel periodo di Natale non devono preoccuparsi troppo se la tristezza è collegata ad una situazione specifica, è passeggera e si mescola anche alle altre emozioni. E’ opportuno, invece, attivarsi per aiutare quei bambini che si sentono tristi da molto tempo, magari senza capirne il perché. Questo potrebbe avere a che fare con la depressione oppure l’ansia che sono due patologie da non sottovalutare.

Dott.ssa Serena Costa, psicologa dell’infanzia (serenacosta.it@gmail.com)

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About serena

Psicologa dell'infanzia, esperta nelle problematiche del sonno e dell'apprendimento.

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