sabato, 19 ottobre 2019
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Meno compiti per le vacanze di Natale? Il ministro dell’Istruzione interviene

Meno compiti per le vacanze di Natale? Il ministro dell’Istruzione interviene

Chi non vorrebbe meno compiti a casa per le vacanze di Natale? Il ministro Bussetti ha annunciato qualche settimana fa che avrebbe inviato una circolare alle scuole per invitare gli insegnanti ad assegnare meno compiti per le vacanze di Natale: gli studenti secondo il ministro avrebbero bisogno di riposo e di convivialità durante le feste di Natale. Probabilmente la maggior parte degli studenti se non tutti, e sicuramente la maggior parte dei genitori hanno esultato alla proposta del ministro mentre un po’ meno alcuni  insegnanti che si sono sentiti un po’ minacciati nella loro libertà di insegnamento. Fatto sta che l’argomento è fonte di un acceso dibattito (Leggi anche “Compiti a casa? Mio figlio mi fa disperare!!” e “compiti delle vacanze: pro o contro?) ma la circolare ministeriale non mi risulta sia ancora stata inviata. Ormai domani è l’ultimo giorno di scuola e, quindi credo sia tardi ma comunque volevo approfittare per fare qualche riflessione in merito alla proposta del ministro.

Compiti per le vacanze

Quello che sento spesso riferire da bambini e genitori è che gli insegnanti assegnano troppi compiti e che il clima famigliare viene minacciato da tutto questo carico che viene addirittura giudicato come inutile. Per quanto riguarda le vacanze nei giorni di festa (Natale, Carnevale, Pasqua) quello che sento dire è che i giorni sono pochi e per questo trascorrerli su libri e quaderni è quasi come una penitenza dato che si fa già durante il resto dell’anno. Quello che sento dire dagli insegnanti è, invece, che i giovani di oggi non vogliono i compiti per un motivo opportunista: fare i compiti per casa richiede fatica e questo non piace né ai bambini né ai genitori che preferiscono fare altro di più piacevole. Come avevo già illustrato nell’articolo ” Compiti delle vacanze: pro o contro?” io sono dell’idea che tutti i partecipanti al dibattito mettono in luce un aspetto importante da considerare per migliorare questa antica pratica scolastica. Probabilmente anche il ministro dell’Istruzione Bussetti ha sentito il bisogno di intervenire sull’argomento per valorizzare i bisogni di tutti, bambini, genitori e insegnanti.

Il messaggio del ministro Bussetti

Il ministro Bussetti quando ha parlato della circolare non ha detto di non assegnare compiti per le vacanze di Natale; in questo modo secondo me ha valorizzato l’importanza degli stessi andando incontro agli insegnanti. Ha semplicemente suggerito di darne meno andando incontro alle esigenze di bambini e genitori. Egli ha sostenuto che le festività sono “un’occasione per consentire ai ragazzi di stare con i propri cari, con gli amici, di dedicarsi alla lettura o ai propri hobby, fare movimento, visitare mostre. Ritrovare il piacere di stare insieme è un bel modo per celebrare il Santo Natale”.

Si tratta di concetti che appaiono nell’ultima circolare ministeriale sull’argomento dei compiti delle vacanze di ormai già 50 anni fa che però era più generica in quanto si riferiva ai compiti per le vacanze in generale. In quell’occasione si sottolineava il fatto che i bambini crescono culturalmente non solo attraverso attività scolastiche svolte a scuola o a casa ma anche attraverso esperienze extrascolastiche quali lo sport o la partecipazione a mostre, concerti o dibattiti che spesso sono nel fine settimana. Inoltre si riconosceva il fatto che la nuova condizione di genitori lavoratori relegava momenti di convivialità genitori-figli nei giorni di sabato e domenica.

Trovo che la proposta del ministro Bussetti sia positiva, in quanto non dichiara di eliminare i compiti ma di limitarli nel periodo esclusivo delle vacanze di Natale che sono piuttosto brevi. In questo modo si afferma l’importanza dello stare insieme in famiglia ma nello stesso tempo del trovare un metodo alternativo di apprendimento non basato sugli esercizi fini a se stessi ma su esperienze concrete (lettura, uscite, film…). La proposta è buona ma poi come si sa, tanto dipende poi dalla famiglia stessa che non deve lasciare i figli soli davanti al fascino dei cellulari ma deve effettivamente coinvolgerli.

Dott.ssa Serena Costa, psicologa dell’infanzia (serenacosta.it@gmail.com)

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About serena

Psicologa dell'infanzia, esperta nelle problematiche del sonno e dell'apprendimento.

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