sabato, 19 gennaio 2019
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Compiti delle vacanze: non ancora terminati?

Compiti delle vacanze: non ancora terminati?

Siamo già a metà agosto e molti bambini e ragazzi non hanno ancora concluso i compiti delle vacanze. Quali possono essere gli atteggiamenti e comportamenti di questi ragazzi di fronte a tale situazione? La mia esperienza mi fa individuare alcune categorie.

Alcuni si preoccupano e vivono con ansia il pensiero di arrivare a scuola con metà compiti terminati. Solitamente si tratta di bambini molto responsabili e bravi a scuola che ci tengono molto alla propria immagine di alunni diligenti, ma in parte sono anche piuttosto ansiosi. Questi bambini cercheranno, quindi, di terminare tutti i compiti, anche a costo di rinunciare alle proprie attività estive oppure vivranno i momenti di relax con un certo senso di colpa.

Altri, invece, si scoraggiano di fronte alla mole di compiti da fare nel poco tempo rimanente e quindi, preferiscono non fare più nulla, per evitare di non riuscire a finirli. Si tratta di bambini un po’ insicuri, molto sensibili al fallimento o al giudizio negativo. Si tratta anche di bambini che hanno basse capacità organizzative e che, quindi, non riescono a pianificare il lavoro da fare in base ad un certo obiettivo stabilito.

Tra coloro che preferiscono abbandonare i compiti vi è anche chi effettivamente ha altri obiettivi per le vacanze scolastiche tra i quali non vi è di certo quello di studiare. Si tratta di bambini che non investono molto nella scuola, spesso per qualche tipo di difficoltà, e che trovano quindi una propria realizzazione personale in altri campi. Possiamo dire che questo tipo di bambini non vive lo studio o i compiti come un impegno personale da gestire in autonomia ma come ostacolo ai propri interessi personali da affrontare solo sotto costrizione.

C’è chi, ancora, vive i compiti scolastici come un piacere personale e quindi li affronta con maggiore relax. Quando c’è né la possibilità si mettono a studiare e a fare i compiti ma non si sentono particolarmente minacciati dal pensiero di non riuscire a finirli. Si tratta di bambini sicuri di sé che affrontano i compiti scolastici con autonomia e con una motivazione interna.

E i vostri figli hanno già terminato i compiti delle vacanze? Come stanno affrontando la situazione? Se vi va, lasciate il vostro commento in fondo all’articolo.

Dott.ssa Serena Costa, psicologa dell’infanzia (serenacosta.it@gmail.com)

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About serena

Psicologa dell'infanzia, esperta nelle problematiche del sonno e dell'apprendimento.

4 commenti

  1. Mia figlia, che ha concluso il primo annodi elementari con le migliori valutazioni possibili, è indietro con i compiti.
    su consiglio delle maestre ha cominciato a metà luglio. Attualmente è dai nonni in quanto io lavoro e la vedo soli durante il fine settimana. Rendendosi conto del suo ritardo ho cominciato a seguirla personalmente durante il week end e mi sono scontata con le resistenze di mia suocera, la quale afferma che i compiti per le vacanze sono inutili, che di vacanze si tratta e che fondamentale è la lettura. Sono certa che terminerà il suo lavoro in quanto rientra nella categoria dei diligenti e un po ansiosi. Certo mi spiace che non sia stata seguita e incoraggiata, si sarebbe risparmiata un bel po di stress.

    • Gentile Chiara, grazie per il commento. E’ vero, purtroppo sulla questione compiti ci sono molte opinioni diverse e spesso chi ci rimette sono i bambini stessi. Io ritengo che le vacanze siano fatte per riposare e concedersi il tempo per attività piacevoli, ma nello stesso tempo ritengo che i compiti siano un’opportunità per i bambini per mettersi alla prova e per allenare alcune competenze organizzative ed emotive. Tutto, però, dipende da come questo viene presentato e affrontato anche da chi li circonda. Grazie per il commento e buona fine estate!.

  2. Salve, il mio bambino ha 8 anni e ha sempre fatto storie per fare i compiti. Il libro delle vacanze è ancora da finire e continua a dire che non ha voglia, si arrabbia e diventa nervoso. Quando, a fatica, lo prendo con la calma e cerco di renderla una cosa piacevole non ho nessun risultato. Cosi gli dico di lasciar stare tutto e rientrare con i compiti incompleti e lui si mette a piangere dicendo che non vuole però non ha voglia di farli. Uffffff!!!!!!

    • Gentile Sara, dalle sue parole pare che suo figlio si trovi in difficoltà con i compiti. Per poter aiutare suo figlio sarebbe importante capire qual è la ragione alla base di tante “storie”. Le suggerisco di leggere anche l’articolo che trova al seguente link: http://www.serenacosta.it/scuola-e-compiti/compiti-a-casa-mio-figlio-mi-fa-disperare.html
      Se non riesce a comprendere meglio attraverso questi articoli, le suggerisco di rivolgersi ad uno psicologo per approfondire il tutto in modo da non trascinare una situazione che poi potrebbe aggravarsi con l’aumento delle richieste scolastiche nei prossimi anni.
      Cordialmente

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