sabato, 19 gennaio 2019
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Compiti delle vacanze: pro o contro?

Compiti delle vacanze: pro o contro?

La scuola sta finendo e ci si sta avvicinando all’argomento caldo dei compiti delle vacanze. Come testimoniano i numerosi commenti che sono stati fatti nel gruppo Essere genitori oggi, riflessioni e approfondimenti, l’argomento è molto sentito e fonte di numerosi dibattiti. Ho pensato, quindi, di presentarvi l’opinione di due persone che lavorano nel mondo della scuola che la pensano in modo piuttosto contrastante tra loro e poi vi presento anche la mia posizione.

Compiti delle vacanze: contro

Il Dirigente scolastico e pedagogo Maurizio Parodi ritiene che i compiti delle vacanze siano un qualcosa di poco sensato perché lo stesso nome ne evidenzia la contraddizione. La parola “vacanze” richiama, infatti, il riposo mentre la parola “compiti” richiama al lavoro scolastico. Quindi l’associazione “compiti delle vacanze” è a dir poco contrastante. Secondo Parodi, i bambini dovrebbero avere la possibilità di staccare completamente con la scuola in modo da rigenerarsi per bene. I compiti delle vacanze intesi come mero esercizio non sarebbero realmente utili ai bambini perché spesso gli apprendimenti che ne derivano non vengono trasferiti sulla realtà che i bambini stessi vivono. Il dirigente ritiene che i compiti delle vacanze, così come i compiti in generale, rappresentino piuttosto una prassi della scuola ormai consolidata che vede nei compiti uno strumento attraverso i quali i bambini dovrebbero imparare (acquisire nozioni o un metodo di studio), obiettivo che però dovrebbe essere raggiunto a scuola e non a casa. Quello che succede in realtà è che genitori o parenti vengono posti nelle condizioni di assumersi una responsabilità che in realtà spetta agli insegnanti e l’apprendimento resta staccato dall’esperienza concreta dei bambini. Un’ulteriore elemento contro i compiti delle vacanze è il fatto che essi discriminano i bambini più in difficoltà sia negli apprendimenti che da un punto di vista di risorse economiche e familiari. Chi, infatti, non presenta difficoltà negli apprendimenti, ha un ambiente familiare favorevole e con disponibilità economiche, compra i libri delle vacanze ed esegue i compiti senza problemi o con il supporto di qualcuno. Chi invece presenta difficoltà negli apprendimenti, ha un ambiente familiare sfavorevole e con basse disponibilità economiche, fatica nel comprare i libri delle vacanze e quindi è probabile che non esegua i compiti. La scuola, alla fine, premia i primi, e punisce i secondi, proprio quelli che in realtà avrebbero più bisogno della scuola.

Compiti delle vacanze: pro

Il professore Giorgio Israel ritiene, invece, che i compiti delle vacanze vadano bene perché allenano i bambini alla fatica e alla capacità di superare le difficoltà, sempre se viene permesso loro di farli da soli. Il professore, infatti, è contrario al fatto che i genitori aiutino i ragazzi nei compiti perché potrebbero confondere o inibire capacità autonome. I compiti delle vacanze sarebbero utili anche perché lasciare tutta l’estate i figli nell’ozio potrebbe danneggiare i bambini, soprattutto quelli che come unica alternativa hanno giochi o attività su computer o cellulari.

Compiti delle vacanze: cosa ne pensa Serena Costa

Personalmente mi trovo d’accordo con elementi di entrambe le posizioni. I compiti delle vacanze, da una parte rappresentano una prassi della scuola sulla cui efficacia non tutti gli insegnanti sono disposti a ragionare, ma dall’altra rappresentano un’opportunità per bambini e ragazzi.

Io sono dell’idea che i compiti delle vacanze siano un qualcosa che riguarda i bambini e non i genitori o altri. Questo, però non significa che i genitori non abbiano comunque un importante ruolo in questo momento. Per approfondire questo aspetto suggerisco di leggere “Compiti a casa: il genitore guida”.

I compiti delle vacanze così come sono solitamente pensati (libro delle vacanze, temi, esercizi uguali per tutti…) penso possano continuare ad avere un senso se facoltativi e dati in quantità modeste. Io penso che se ai bambini i compiti delle vacanze vengono proposti non come un dovere ma come un’opportunità sulla quale loro stessi sono chiamati a decidere, tutti i bambini ne trarrebbero un maggiore vantaggio.  Quello che occorre osservare, secondo me, non è tanto se i bambini eseguono tutti i compiti e per di più correttamente, ma piuttosto come affrontano l’organizzazione e l’esecuzione degli stessi. In parole più semplici: riescono a concedersi del tempo per il riposo ma anche del tempo per mettersi a confronto con qualcosa di più “faticoso”? Ogni tanto manifestano il desiderio di migliorare su qualcosa? Quando sbagliano come reagiscono? Riescono ad attivarsi e ad avere fiducia nelle proprie capacità in un momento di difficoltà? Riescono a valutare ciò che sono riusciti a fare e ciò che invece devono migliorare? Riescono a gratificarsi per i loro sforzi?

Detto questo, però, ritengo che vadano valorizzate molto di più tutte quelle esperienze di apprendimento non strettamente scolastiche ma di tipo informale. Per esempio può essere molto utile e piacevole vedere un film o un documentario, andare a visitare una mostra, fare un viaggio, leggere un libro di piacere, giocare ad un gioco di società, fare un escursione nella natura, fare un uscita in un bosco, conoscere nuovi amici magari di altri paesi e confrontarsi con loro e tanto tanto altro ancora.

Come ultimo elemento vorrei sottolineare l’importanza di far trascorrere ai bambini tanto tempo all’aria aperta, dato che durante l’anno scolastico sono spesso al chiuso e per di più seduti. Anche queste esperienze sono utili all’apprendimento perché ossigenano il cervello e rendono più forte il corpo, permettono esperienze di risoluzione di problemi e di pensiero creativo molto importanti per la vita.

Le vacanze devono essere “vacanze”e quindi piacevoli. No a battaglie genitori-figli per la questione compiti ma Si ad un dialogo e confronto genitori-figli sull’organizzazione ed esecuzione dei compiti delle vacanze.

Dott.ssa Serena Costa, psicologa dell’infanzia (serenacosta.it@gmail.com)

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About serena

Psicologa dell'infanzia, esperta nelle problematiche del sonno e dell'apprendimento.

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