sabato, 19 ottobre 2019
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Il genitore che critica il figlio con difficoltà scolastiche

Il genitore che critica il figlio con difficoltà scolastiche

Con l’inizio della scuola iniziano anche le difficoltà scolastiche di molti bambini. Si possono incontrare alunni con un basso rendimento per la mancanza di motivazione, per problemi di comportamento o per veri e propri problemi di apprendimento. Ciò che voglio mettere in evidenza in questo articolo è che il modo in cui i genitori gestiscono queste difficoltà è determinante.

Alessandro Bartoletti nel suo libro “Lo studente strategico”individua 6 tipi di modelli di intervento genitoriale che potrebbero diventare “disfunzionali”, cioè poco utili a risolvere i problemi scolastici incontrati dal figlio. Bartoletti prende come riferimento il modello teorico dell’approccio strategico secondo il quale questi modelli descrivono tipiche modalità interattive genitori-figli che diventano disfunzionali solo nel momento in cui vengono ripetute in modo rigido, cioè anche quando non si ottengono miglioramenti.

In questo articolo ti presento la prima delle 6 configurazioni che si possono incontrare nella relazione di un genitore con un figlio che incontra difficoltà scolastiche: il genitore criticista.

Il genitore criticista

Il genitore criticista è colui che tende a criticare sempre incolpando il figlio per le difficoltà scolastiche che sta incontrando. Per esempio potrebbe dirgli di essere troppo svogliato o poco impegnato, oppure potrebbe pronunciare frasi offensive o poco incoraggianti come “sei sempre il solito…, sembra che non ci arrivi”. Il genitore che tende a criticare spesso il figlio giudica anche i compiti, individuando sempre gli errori e mai ciò che il bambino ha realizzato correttamente. In questo clima eccessivamente rigido e autoritario il bambino sicuramente non sente quella comprensione e fiducia necessarie per dare il meglio di sé. Se poi il genitore criticista si mette anche a sostituirsi al figlio nel momento dei compiti perché pensa di saperne di più, allora l’autostima del bambino potrebbe davvero uscirne compromessa. La sensazione di non riuscire mai a soddisfare le aspettative di mamma o di papà potrebbe bloccare completamente l’apprendimento.

Consigli

Se ti stai un po’ immedesimando in questo profilo forse è meglio se provi a riflettere sulle aspettative che hai nei confronti di tuo figlio e sull’idea che hai in merito al ruolo che come adulto rivesti nel momento dei compiti a casa. Ti consiglio di leggere a questo proposito l’articolo: “Compiti a casa: il genitore guida”. Dopodiché prova a fare un passo indietro, intervenendo meno nelle questioni scolastiche di tuo figlio ma trasmettendo di più positività. Anche se ti sembra che tuo figlio sia senza speranza per qualche motivo, concediti qualche settimana per osservare se con maggiori complimenti, tuo figlio riesce a migliorare un pochino nel modo di affrontare i suoi compiti scolastici. Se invece, vuoi capire meglio la natura delle difficoltà scolastiche che osservi, ricordati che il confronto con un esperto potrebbe aiutarvi.

Dott.ssa Serena Costa, psicologa dell’infanzia (serenacosta.it@gmail.com)

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About serena

Psicologa dell'infanzia, esperta nelle problematiche del sonno e dell'apprendimento.

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