venerdì, 18 gennaio 2019
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Scene di vita familiare 7: “E’ un gioco troppo violento?”

Scene di vita familiare 7: “E’ un gioco troppo violento?”

La scena di vita familiare di novembre “E’ un gioco troppo violento?” si riferisce al dubbio di una mamma sull’adeguatezza o meno di un gioco di carte per suo figlio di 6 anni. Si tratta delle carte collezionabili dei Pokémon, un gioco molto diffuso tra i bambini, in particolare tra i maschi. La mamma mi ha chiesto se aveva fatto bene o meno a vietarle al figlio perché a suo parere il contenuto è troppo violento. Ci sono, infatti, tanti mostriciattoli che hanno debolezze e resistenze diverse e i giocatori devono farli combattere tra loro “mandando ko” l’avversario.

Voi che ne pensate? Secondo voi è un gioco troppo violento? Voi lo permettete ai vostri figli?

Scrivete il vostro commento sulla mia pagina Facebook Connettiti alla Psicologia.

Il prossimo lunedì pubblicherò le mie riflessioni qui di seguito, visibili anche sulla mia pagina Facebook.

Scene di vita familiare 6 “E’ un gioco troppo violento?”: riflessioni

I bambini hanno sempre giocato alla guerra facendo vere e proprie lotte fisiche, facendo uso di “strumenti da combattimento” come bastoni o sassi, sostituiti successivamente da fucili o pistole giocattolo. I giochi di guerra sono anche diventati giochi da tavolo come il famoso Risiko e il gioco di carte Pokémon oggetto dell’articolo; oggi troviamo anche video giochi di guerra.

I bambini amano giocare alla guerra non perché sono violenti o cattivi ma perché attraverso questi giochi misurano le proprie capacità e rispondono ad un bisogno di sentirsi forti e capaci. Il significato che spontaneamente ne dà il bambino non è quindi equivalente a quello adulto, a meno che quest’ultimo non lo abbia influenzato. In linea di massima quindi non vale la pena preoccuparsi se i bambini ricercano questo tipo di giochi e non vale la pena nemmeno vietarli per principi puramente adulti. Occorre però prestare attenzione se si verificano queste situazioni:

  • il gioco con contenuti violenti è l’unico interesse per il bambino che non riesce ad apprezzare altri tipi di giochi
  • il gioco è fatto in compagnia non per il piacere di giocare insieme agli amici e misurarsi con loro ma esclusivamente per primeggiare o ferire o danneggiare qualcuno
  • il bambino non sa distinguere quando il gioco è terminato e continua a mettere in atto modalità particolarmente aggressive

Ad ogni modo, vale sempre la pena far riflettere i bambini sulle dinamiche del gioco e sulla differenza con la vita reale nella quale occorre saper far ricorso anche a modalità relazionali “più pacifiche”.

Prossima scena di vita familiare

La prossima scena di vita familiare sarà lunedì 5 dicembre.

Continuate a seguirmi sul mio sito ma anche su Facebook dove potete trovare la mia pagina Facebook di Connettiti alla psicologia e il nuovo gruppo “Essere genitori oggi: riflessioni e approfondimenti”.

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Dott.ssa Serena Costa, psicologa dell’infanzia (serenacosta.it@gmail.com)Iscriviti alla Newsletter!

Scene di vita familiari precedenti

Qui trovi la sesta scena di vita familiare “Scene di vita familiare 6: “Il commento alla nota della maestra”

Qui trovi la quinta scena di vita familiare “Scene di vita familiare 5: “Il solito dimenticone!”

Qui trovi la quarta scena di vita familiare “Scene di vita familiare 4: “Vai te!”

Qui trovi la terza scena di vita familiare “Scena di vita familiare 3: “Ma suicidati!””

Qui trovi la seconda scena familiare “Scene di vita familiare 2: “Ho fretta! Ti vesto io!””

Qui trovi la prima scena familiare “Vuoi la cioccolata di tua sorella?”

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About serena

Psicologa dell'infanzia, esperta nelle problematiche del sonno e dell'apprendimento.

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