martedì, 16 agosto 2022
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Parlare di sesso ad un bambino di 10 anni: come fare?

Parlare di sesso ad un bambino di 10 anni: come fare?

Dopo l’articolo “Parlare di sesso ad una bambina di 10 anni: come fare?” , una mamma giustamente mi ha chiesto di scrivere anche qualcosa su come parlare di sesso con i bambini maschi. In realtà molte cose che ho scritto nell’articolo valgono anche al maschile ma, per correttezza, vi ripropongo l’articolo con i dovuti aggiustamenti.

Come il genitore vive l’argomento sesso

Anche quando si parla con un bambino maschio, il primo passo da compiere prima di affrontare l’argomento sesso è riflettere sul proprio vissuto personale. Può accadere che un genitore si senta imbarazzato perché non è stato abituato a parlarne in famiglia quando era piccolo, oppure perché ha un brutto rapporto con la sessualità, oppure ancora perché non è ancora pronto a vedere il proprio figlio come una persona con la propria sessualità in sviluppo. Inoltre, può sorgere per le mamme la difficoltà di parlare di questioni tipicamente maschili con un bambino e di sentirsi quindi una figura poco adeguata con cui affrontare l’argomento.

Prima di parlare di sesso con il proprio figlio, quindi, fate un po’ pace con i vostri vissuti e cercate di affrontare l’argomento con naturalezza.

Cosa è importante sapere sul sesso a 10 anni

Un secondo passo da compiere è chiedersi cosa un bambino di 10 anni dovrebbe sapere sul sesso.

Come prima cosa è importante che sappia il nome delle parti intime dei maschi (pene..) e delle femmine (vagina..) in modo che possa parlare di quello che sente e scopre in famiglia e soprattutto tra gli amici, parlando o sempre più frequentemente vedendo immagini o video. Oltre a questo deve sapere che queste parti intime possono portare piacere toccandole e che non c’è nulla di male nel praticare la masturbazione se però fatta in privato. Una cosa importantissima che deve sapere è che deve proteggere le sue parti intime dalla curiosità o dai desideri di qualsiasi altra persona, anche se conosciuta. Solo crescendo potrà condividere il piacere con una persona che vorrà lui. Un bambino di 10 anni deve anche sapere che quando un uomo e una donna fanno del sesso oltre al procurarsi piacere possono dare vita ad un bambino che crescerà nella pancia della donna ma che è di entrambi. E’ importante anche che sappia l’esistenza di malattie che si trasmettono proprio con il sesso. Un’ulteriore informazione importante è che esistono dei metodi contraccettivi per evitare le gravidanze e le malattie.

A quest’età deve inoltre sapere che il suo corpo piano piano inizierà ad andare incontro a delle trasformazioni che gli permetteranno di diventare sempre più uomo, cioè sempre più simile al papà. Per un maschio questo cambiamento solitamente inizia un po’ dopo le femmine, circa verso i 12 anni, e continua per un po’ di anni. E’ bene, quindi, che a 10 anni un bambino sappia quali sono i segnali che gli permettono di capire che sta iniziando lo sviluppo sessuale che lo porterà a diventare ragazzo e non più bambino. I primi cambiamenti riguardano il suo scroto e i suoi testicoli che inizieranno a ingrossarsi; poi inizieranno a comparire dei peli nella zona pubica e successivamente vedrà il suo pene allungarsi e ingrossarsi. Nel frattempo potrebbe scoprire il fenomeno dell’eiaculazione, cioè quando dal pene esce un liquido chiamato sperma, fenomeno che può comparire spontaneamente di notte ma che può essere procurato con la masturbazione. Altri cambiamenti successivi che avvengono tra i 13 e i 15 anni sono la repentina crescita in altezza, la comparsa dell’acne, una sudorazione di odore cattivo, la comparsa della peluria facciale e il cambiamento della voce. Sono tutti cambiamenti che avvengono lentamente e che da un punto di vista psicologico possono portare emozioni contrastanti: gioia, entusiasmo, curiosità ma anche paura, preoccupazione, vergogna. E’ importante, quindi, accogliere tutto questo mondo emotivo.

A 10 anni è importante sapere che l’identità di genere (sentirsi maschi o femmine) è diversa dal ruolo di genere (cosa gli altri si aspettano da me che sono maschio). Per sentirsi uomini non è quindi necessario essere interessati solo a moto e macchine, giocare a calcio, essere aggressivi e non piangere mai.  E’ possibile sentirsi uomini anche facendo danza, amando l’arte o la moda, mostrando i propri sentimenti e le proprie fragilità. Per sentirsi uomini quindi non si deve fare quello che vogliono gli altri ma occorre fare ciò che si sente.

Un altro concetto fondamentale che un bambino di 10 anni deve sapere è che la sessualità è un’importante modo per conoscersi e per conoscere l’altro e che, quindi, ha un valore e non va praticata con superficialità. Così come accade nelle relazioni di amicizia, nel sesso è importante il rispetto reciproco e la relazione di fiducia che c’è tra le persone che lo praticano. Per questo occorre avvicinarsi a questa esperienza non perché lo fanno tutti ma perché lo si desidera e ci si sente pronti, ma soprattutto con una persona che lo desidera nello stesso modo. I ragazzi devono anche sapere che esiste una legge che punisce chi ha un rapporto sessuale con una persona minorenne. Quello che è importante è che un bambino di 10 anni impari a leggere le proprie emozioni e a pretendere il rispetto dei propri confini, ma nello stesso tempo deve imparare a leggere anche le emozioni dell’altra persona. Deve sapere che ci sono uomini che non portano rispetto per le donne perché usano la propria forza per costringerle a soddisfare i propri desideri. E’ importante, quindi che a 10 anni un bambino impari a rispettare la volontà delle bambine o dei bambini suoi pari. A quell’età può innamorarsi di una compagna ma questo non deve significare che deve sentirsi in obbligo di fare qualcosa contro la propria volontà. Un bambino di 10 anni va quindi educato ai sentimenti e al rispetto in modo da non confondere l’amore con il sesso.

Cosa sa il bambino di 10 anni sul sesso

Come per le ragazze, non tutto va detto subito. Anzi! Il punto di partenza deve essere la conoscenza del bambino stesso sull’argomento. I maschi, infatti, sono molto più immaturi delle femmine da questo punto di vista e per questo a 10 anni potrebbero non essere minimamente interessati all’argomento. Oppure accade al contrario che sono stati esposti all’argomento sesso in modo distorto, attraverso video spesso legati alla pornografia. Ecco quindi un buon motivo per convincersi dell’importanza di parlarne in famiglia proprio perché sono senz’altro i genitori le figure più indicate per affrontare l’argomento in modo realistico.

La prima cosa da fare, quindi, è chiedersi cosa il bambino sa sul sesso per poi iniziare la conversazione in modo naturale, senza interrogatori o monologhi spaventosi. Il suggerimento può essere quello di introdurre una vicenda accaduta o sentita per chiedere direttamente cosa ne pensa. Potete chiedere anche direttamente se le insegnanti ne hanno parlato a scuola. Una cosa importante è affrontare l’argomento con delicatezza, senza tecnicismi o eccessivi dettagli, sondando anche il grado di interesse del bambino stesso. Ciò che dovete comunicare più di tutto è il fatto che voi siete a disposizione nel parlare di qualsiasi dubbio lui abbia.

Conclusioni

Le statistiche mettono in evidenza che ci sono sempre più ragazzi che hanno il loro primo rapporto sessuale a partire dagli 11 anni e che gli abusi su minori sono ancora molto diffusi. Parlare di sesso con un bambino di 10 anni è quindi molto importante per aiutarlo a crearsi idee corrette sulla sessualità, per far si che sviluppi un rapporto sereno con essa, ma sopratutto per proteggersi dai numerosi rischi a cui potrebbe andare incontro.

Dott.ssa Serena Costa, psicologa dell’infanzia (serenacosta.it@gmail.com)

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About serena

Psicologa dell'infanzia, esperta nelle problematiche del sonno e dell'apprendimento.

7 commenti

  1. Buongiorno dottoressa,
    Sono una mamma di un bambino di 9 anni e mezzo vorrei parlare di sesso al mio bambino anche se lui non mostra mai interessa ..studioso intelligente ben educato..ma il problema che mi preoccupo del fatto che ci sono molte persone cattivo e ho il rettore che usino la sua innocenza (pedofili ecc) vorrei proteggerlo più che altro
    Ma mi sento incapace non ho vocabolari addatti…
    Mi po’dare consiglie m per favore
    Grazieeee

  2. Gentile Nina, si tratta di una richiesta che richiederebbe tempo per affrontare l’argomento. Cerchi di essere più semplice e concreta possibile, dando il corretto nome alle cose a cui si riferisce. Se ha bisogno di un confronto più specifico la invito a fissare un appuntamento per una consulenza.
    Saluti

  3. Buongiorno dottoressa,
    mio figlio ha dieci anni ed io ho sempre parlato di tutto con lui, credo e spero, sempre in maniera proporzionata alla sua età del momento.
    È già al corrente di come vengono procreati e nascono i bambini, del fatto consequenziale che ci sono quindi rapporti sessuali tra gli adulti atti a procreare ma anche solo a darsi piacere.
    Ha attraversato un periodo l’anno scorso, in cui avendo scoperto la masturbazione la praticava spesso la sera sul divano guardando un film insieme a noi genitori. Io non l’ho mai sgridato o punito per questo, ma vedendo la sua insistenza in questa pratica ho cercato semplicemente di spiegargli che questi comportamenti sono naturali, ma molto intimi e vanno praticati da soli. Spero di non aver sbagliato!
    Ora mi sembra di veder crescere in lui un senso di pudore, che credo sia anche naturale, ma non vorrei fosse distorto da qualche esperienza negativa. Purtroppo i maschi spesso sono diseducati alla delicatezza di questi argomenti.
    Ieri gli ho trovato in tasca del grembiule un biglietto con sopra disegnate in malo modo immagini pornografiche, grossi peni che spruzzano liquidi e si avvicinano a corpi femminili. Lui dice che non le ha disegnate di sua mano ma lo ha fatto un suo compagno di classe. Io non l’ho sgridato, ho cercato di spiegargli che quello era un modo distorto, brutto, e pornografico di rappresentare la sessualità che invece è naturale, bella e non oscena.
    Lui mentre gli spiegavo queste cose non mi ha mai guardato in faccia e non ha detto una parola, non mi ha fatto domande e non ha voluto interagire in nessun modo su questo argomento, neanche sollecitato da me.
    Purtroppo io non ho saputo gestire al meglio il mio dispiacere e la mia frustrazione, ho pianto ed ero molto arrabbiata con me stessa, anche se non me la sono presa con lui, credo che questa mia reazione non sia stata per nulla adeguata.
    Può darmi qualche consiglio in merito?
    Grazie

    • Gentile Cinzia, da quello che mi dice mi sembra che sia stata una mamma attenta e disponibile su questo argomento. Le consiglio di monitorare il bambino in generale, tenendo aperto il dialogo, magari invitando il papà ad affrontare certi argomenti. Si confronti con gli adulti che si occupano di lui (insegnanti….) e controlli le sue attività online. Per un approfondimento rimango a disposizione per una consulenza a distanza (serenacosta.it@gmail.com)

  4. Difficile capire certa morbosità dei genitori nel parlare di sesso con i figli, invece di lasciare che sia una scoperta, una scoperta che va giudata ovvio, ma lasciata nel giusto alveolo della scoperta privata: magari mettendo a loro disposizone in maniere discreta materiale adatto, come libri appositamente creati per i bambini, senza il bisogno di invadenti interviste parentali e surreali discorsi che creano ai bambini più imbarazzo che altro.
    Se non hai cresciuto tuo figlio in una campana di vetro, al giorno d’oggi, sia dalla tv, sia da internet, sia dai compagni che dai discorsi degli adulti, un qualsiasi bambini do 9-10 anni è comunque venuto a contatto con l’argomento della sessualità, senza considerare l’impulso innato alla masturabzione; i bambini poi assorbono molto dall’ambiente, molto più di quanto noi adulti non crediamo o non siamo sisposti ad ammettere.
    Fa sorridere il racconto madre che interrofa il figlio di 10 anni sul foglietto trovato nella tasca del suo grembiule aspettandosi che gli dica la verità, magari ammettendo li ha disegnati lui, o con un suo amico per gogliardia; ovvio che mentirà dicendo che gli hanno fatto uno scherzo, e di certo il pistolotto morale sulla sessualità vista in modo “distorto, brutto, e pornografico” non sarà stato di alcuna lezione, se non quella di tenere la cosa ancor più per sé.
    Certi genitori dovrebbero smettere anche di vere il mondo come un mondi di pedofili che brami i loro pargoli, quanto sappimao tutti che la maggior parte degli abusi sessuali e non solo sui minori avvengono proprio in ambito famiglia, piuttosto si premuniscano di mettere lucchetti digitali ai dispositi a cui hanno accesso.

    • Gentile Erdio, grazie per aver condiviso con noi il suo pensiero. Ci tengo però a precisare che nulla è ovvio e ogni esperienza è a sé e non va giudicata.

  5. Articolo che io condivido in pieno…..meglio che i bambini sappiano il sesso dai genitori che dai social……spiegare le cose senza tanti giri di parole eviterà al bambino curioso di andare a cercare risposte altrove. I bambini di oggi sono molto più maturi e aperti rispetto a quelli di ieri. Io a mio figlio sto spiegando il sesso con naturalezza perché creare dei tabù è controproducente.. A 12 anni molti hanno già i loro primi rapporti intimi quindi più sanno le cose come stanno nel modo giusto e meno forse danni fanno…..

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