domenica, 15 dicembre 2019
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I bambini: diritto a sapere e diritto a non sapere

I bambini: diritto a sapere e diritto a non sapere

I bambini hanno diritto a sapere quello che succede intorno a loro? Pensiamo a malattie gravi oppure alla morte di un famigliare oppure ancora alla separazione dei genitori. Se sì, quanto è bene dire loro? Hanno forse anche il diritto a non sapere? Si tratta di domande molto molto importanti che non è possibile ignorare soprattutto per una clinica come me che lavora con le famiglie.

Il titolo di questo articolo è il titolo di un incontro organizzato dall’Ordine degli Psicologi di Trento. Il tema difficile e scottante di cosa si deve e si può dire ai bambini, e di cosa invece sarebbe meglio tacere, è stato affrontato attraverso l’utilizzo di un libro per bambini “La pazienza dei sassi” di Ierma Sega e Michela Molinari. La riflessione sui risvolti psicologici dei contenuti del libro è stato invece affrontato dalle psicologhe psicoterapeute Renata Ress, Maria Rita Colucci e Roberta Bommassar.

Il diritto a sapere

I bambini hanno diritto a sapere ciò che succede intorno a loro, anche se il contenuto è duro e difficile da affrontare. Questo è uno dei punti su cui tutti erano d’accordo. Se la mamma è ammalata e ha un tumore, il bambino lo deve sapere; se il nonno è morto per un cancro, il bambino lo deve sapere; se il fratello ha la Sindrome di Down, il bambino lo deve sapere. E se è lui stesso ad avere una patologia specifica? Certo, anche in questo caso lo deve sapere.

La cosa importante è, ovviamente, cercare le parole giuste adatte all’età per comprendere quello che sta accadendo. Non sempre è semplice ma è importante farlo. Lo strumento più efficace sono le metafore, immagini che permettono di comprendere qualcosa in maniera immediata. Il libro “La pazienza dei sassi” offre a questo proposito degli esempi molto utili per affrontare nel caso specifico il tema della malattia di una mamma. Vi parlerò di questo libro prossimamente.

Un altro aspetto importante è considerare il proprio vissuto emotivo di genitori. I bambini sono in grado di affrontare qualsiasi cosa se trovano genitori forti che sanno accogliere e restituire i loro vissuti. Il problema è quando il genitore stesso è in crisi e in forte difficoltà ad affrontare la difficile realtà. In questi casi è importante trovare qualcuno in grado di supportare il genitore in questo difficile compito. Non si deve vergognarsi nel mostrare la propria sofferenza ma si deve dare speranza.

Il diritto a non sapere

I bambini hanno però anche il diritto a non sapere tutto. Soprattutto contenuti adulti che è bene che rimangano tali. Si parlava del caso delle separazioni in cui spesso accade che, per fare dispetto all’altro ex coniuge, si dicono ai bambini cose che caricano di sofferenza il bambino e lo mette in una posizione davvero difficile ai limiti del maltrattamento psicologico. E’ giusto che sappiano che i suoi genitori hanno deciso di non vivere più assieme perché per esempio è finito l’amore tra di loro, ma non devono sapere tutti i dettagli. Anche nei casi delle malattie, non è bene eccedere nel tecnicismo parlando ai bambini di elementi troppo tecnici. E’ opportuno dare il corretto nome alle cose ma non è necessario dilungarsi in dettagli scientifici.

Io ho trovato l’incontro molto interessante. E voi cosa ne pensate di questi contenuti? Vi sono stati utili?

Dott.ssa Serena Costa, psicologa dell’infanzia (serenacosta.it@gmail.com)

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About serena

Psicologa dell'infanzia, esperta nelle problematiche del sonno e dell'apprendimento.

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