venerdì, 18 gennaio 2019
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Giocare con i propri figli è sbagliato?

Giocare con i propri figli è sbagliato?

Buongiorno a tutti voi, lettori di Connettiti alla Psicologia! Il Blog educativo della Dott.ssa Serena Costa. Oggi ho il piacere di scrivere un breve articolo su una domanda che mi è stata rivolta in occasione della Fiera Il Trentino dei bambini: “Giocare con i propri figli è sbagliato?”.

La signora che mi ha posto la domanda diceva di essere stata messa in confusione da un’amica la quale riteneva fosse scorretto giocare con i propri figli e per questo ha ritenuto opportuno chiedere il mio parere. Ecco quindi alcuni elementi sul quale riflettere prima di rispondere a questa domanda.

Innanzitutto credo che il gioco sia una preziosa occasione di incontro sia che si svolga tra bambini, sia che si svolga tra genitori e figli. Quando il gioco avviene tra mamma o papà e figlio, il bambino ha la preziosa opportunità di vivere un momento di condivisione con il proprio genitore, elemento molto importante per consolidare e arricchire la relazione familiare.

Occorre tenere presente che l’attività ludica è per i bambini un’esperienza di apprendimento perché mentre giocano imparano a conoscere le proprie capacità, potenzialità ma soprattutto emozioni. Quest’ultime sono prevalentemente di tono positivo perché giocare significa anche divertirsi, ma in realtà nel gioco viene messo in campo tutto il mondo emotivo. Pensate ad esempio alla rabbia che spesso può emergere quando il bambino non ottiene il gioco che vuole oppure alla delusione quando il compagno di giochi non accoglie la propria proposta. Quando il gioco avviene con un adulto, solitamente, la gestione di tali aspetti emotivi avviene in un contesto più protetto perché mamma e papà hanno maggiori capacità di mediazione rispetto ad un compagno della stessa età. Per questo motivo giocare con gli adulti è quindi “un po’ più semplice” rispetto al gioco con i pari.

Quindi, se da un lato giocare con i propri figli è un regalo prezioso che si può fare loro, dall’altra occorre fare attenzione a far si che questa non sia l’unica modalità conosciuta dal bambino. E’ importante, infatti, garantire loro anche occasioni di “gioco alla pari”, e soprattutto dei momenti di “gioco solitario”. Quest’ultimo tipo di gioco permette di sviluppare molto la fantasia e l’inventiva mentre il primo tipo di gioco, come dicevo prima, permette di sviluppare maggiormente le capacità di gestione dei conflitti.

I bambini che giocano prevalentemente o solo con mamma e papà rischiano di abbandonare o evitare il gioco con i pari perché più soggetto a frustrazione, oppure quando sono da soli rischiano di annoiarsi perché non sanno cosa inventarsi.

Giocare con i propri figli, quindi, è sbagliato? Assolutamente no ma attenzione a garantire anche altre modalità di gioco.

Dott.ssa Serena Costa, psicologa dell’infanzia (serenacosta.it@gmail.com)

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About serena

Psicologa dell'infanzia, esperta nelle problematiche del sonno e dell'apprendimento.

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