lunedì, 26 ottobre 2020
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Andare a fare pipì o cacca: come convincerli a lasciare il gioco?

Andare a fare pipì o cacca: come convincerli a lasciare il gioco?

Andare a fare pipì o cacca per molti bambini piccoli non è cosa semplice. Lo vedo anch’io con mia figlia di quasi 3 anni che, nonostante abbia raggiunto l’autonomia sfinterica, molte volte protesta all’idea di dover lasciare i suoi giochi per andare al wc. Molte volte, infatti, i bambini anche più grandi di mia figlia, trovano difficile questo passaggio che noi adulti riteniamo automatico. Per noi è ormai scontato che appena si sente lo stimolo si va in bagno e poi si ritorna a fare quello che si stava facendo. Per i bambini questo non sempre lo è così scontato. Occorre, quindi, trovare qualche strategia per aiutarli a comprendere questo meccanismo senza dover arrabbiarsi ogni volta che il bambino dovrebbe andare a scaricarsi ma non vuole (Leggi anche “Problemi con la cacca: puoi prevenirli con 3 accortezze). Vi racconto in questo articolo 3 strategie che utilizzo io e che spesso funzionano con mia figlia.

Andare a fare pipì o cacca: chiedi di scegliere un giochino e di portarlo in bagno

La prima strategia che con mia figlia ho visto che funziona la maggior parte delle volte è quella di chiederle di scegliere un giochino da portare in bagno con sé. La maggior parte delle volte si tratta di qualcosa che sta utilizzando, ma altre volte di qualcosa di diverso. Per esempio se sta giocando con le costruzioni, le chiedo di scegliere uno o alcuni mattoncini preferiti; a volte è necessario darle dei suggerimenti, per esempio le chiedo direttamente se vuole portare i mattoncini rossi o quelli verdi. Siccome mia figlia spesso utilizza gli oggetti in maniera simbolica trasformandoli per esempio in mamma, papà, bambino, a volte è sufficiente proporle una trasformazione simile e lei subito è attratta all’idea di fare quel gioco in bagno.

Andare a fare pipì o cacca: vai a giocare in bagno con lui o lei

Molte volte per convincere la mia bambina a lasciare i suoi giochi per andare a fare pipì e cacca, le prometto di accompagnarla e di stare un po’ con lei a giocare. Questo ho visto che la aiuta ad alzarsi e correre in bagno. Appena si siede sul wc (le ho comprato un riduttore con scaletta per renderla autonoma in questo passaggio), mi chiede di sedermi sullo sgabello e di giocare. Può essere che giochiamo con ciò che ha portato dal soggiorno oppure con i giochi che spesso lascia lì in bagno. Mentre giochiamo un po’ lei si scarica tranquillamente. All’inizio stavo tutto il tempo finché finiva, ora che è più grandina, a volte dopo un po’ mi allontano per fare delle cose in cucina e poi torno quando mi chiama. Lei nel frattempo continua a giocare. Mi rendo conto che questa strategia può essere più semplice per chi ha solo un figlio; chi ne ha due o più forse non ha tutto questo tempo per stare a giocare in bagno. Però a volte si perde più tempo a discutere con i figli che ad assecondarli un attimo per poi aiutarli a fare gradualmente da soli.

Andare a fare pipì o cacca: organizza il gioco che sta facendo per l’attesa

Un’altra strategia che utilizzo è aiutarla ad organizzare il gioco che sta facendo in funzione del fatto che deve allontanarsi per un attimo. Mi spiego meglio. Se per esempio sta giocando con la cucina a fare “la cuoca”, le propongo di mettere in forno i dolcetti mentre lei si assenta un attimo per fare pipì o cacca. Oppure se sta giocando con le bambole, le propongo di metterle a fare un riposino oppure di far fare loro un gioco, mentre lei va veloce in bagno. All’inizio può essere necessario fare proposte specifiche, ma piano piano, i bambini imparano poi a organizzare da soli il gioco per l’attesa.

Cosa ne pensate di queste tre strategie? Voi le avete già utilizzate? Funzionano con i vostri figli? Oppure ne usate altre? Scrivetelo nei commenti così può essere un’ulteriore occasione di confronto!

Dott.ssa Serena Costa, psicologa dell’infanzia (serenacosta.it@gmail.com)

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About serena

Psicologa dell'infanzia, esperta nelle problematiche del sonno e dell'apprendimento.

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