domenica, 22 aprile 2018
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Il piacere di leggere: quando manca, che fare?

Il piacere di leggere: quando manca, che fare?

Il piacere di leggere un libro, un fumetto o un giornale non è qualcosa che si può costringere ad avere, ma molti genitori e insegnanti in realtà spesso lo pretenderebbero. Mi è capitato spesso di sentire mamme preoccupate perché i figli non leggono mai e finiscono per intrattenere lotte accese con loro con la speranza di convincerli a passare in biblioteca o ad aprire il libro regalato per il compleanno. Altrettanto frequentemente capita di sentire insegnanti che criticano gli alunni per questa mancanza di passione per il testo scritto su carta. Quindi che fare quando un bambino non mostra nessun tipo di piacere di leggere?

Perché può mancare il piacere di leggere

Imparare a leggere non è facile, richiede tempo e impegno. Ci sono fasi ben precise da raggiungere e, una volta raggiunte alla lettura si associa un’altra attività difficile che è quella di comprendere.

Questo percorso alcuni bambini lo fanno in modo veloce e senza particolari difficoltà. In altri casi invece, alcuni bambini possono davvero incontrare notevoli problemi. Pensiamo ai bambini con dislessia che fanno grande fatica nel mettere insieme lettere e suoni, finendo per leggere in modo molto più lento dei compagni e con molti più errori. Spesso questi bambini vengono scambiati per svogliati, poco inclini all’esercizio della lettura. Ecco che insegnanti e genitori iniziano ad invitare sempre più insistentemente a leggere nella speranza di avere miglioramenti finendo però per far odiare ancora di più la lettura. Ci sono anche i bambini che faticano a leggere solo per mancanza di esercizio, è vero, ma proponendo la lettura solo dal punto di vista dell’esercizio si finisce per far svanire il piacere di leggere.

In realtà responsabili dell’antipatia nei confronti dei libri sono anche quegli insegnanti che fanno della lettura un’attività scolastica. Il noto psicologo dell’età evolutiva esperto nei processi di apprendimento Cesare Cornoldi sostiene che l’associazione lettura-compito è deleteria se si vuole far nascere il piacere di leggere. Agli alunni è richiesto di leggere già in tantissime occasioni: quando devono fare i compiti devono leggere le consegne, i testi dei problemi, le pagine su un argomento da studiare e tanto tanto altro. Quando oltre a questo si obbliga gli alunni a scegliere un libro di narrativa per poi fare domande di comprensione, scheda libro e altro ancora, il piacere di leggere va un po’ a scemare. Se poi anche in questo caso si aggiungono i genitori che a casa incalzano con continui inviti a leggere un libro, quello che potrebbe essere un piacevolissimo momento di svago diventa un’attività noiosa, antipatica e faticosa.

Far nascere il piacere di leggere

Che fare quindi? Se si vuole aumentare la motivazione a leggere nei bambini è importante far passare la lettura di un libro come un’attività non imposta da qualcuno ma come libera scelta. Gli insegnanti possono per esempio organizzare una gara spontanea di lettura tra gli alunni, o organizzare momenti di dibattito sui libri letti, oppure dedicare qualche momento di relax alla lettura di un libro a voce alta in classe, oppure permettere agli alunni di leggersi un libro che hanno portato da casa a voce bassa quando hanno terminato un compito prima degli altri o a ricreazione. E’ importante però non dare limitazioni di generi: anche i fumetti devono essere ben accetti!
Con i bambini che hanno una difficoltà oggettiva, inoltre, è importante rendere questa attività meno difficile e impegnativa. Per esempio per avvicinare alla lettura un bambino che la odia è possibile proporre di leggere al loro posto, oppure di fare un po’ per uno, fino a che piano piano le resistenze diminuiscono e lasciano il posto al piacere di leggere da soli a voce bassa. Esistono, inoltre, programmi specifici di lettura per aiutare i bambini con Dislessia.
Inutile sottolineare che occorre anche dare un buon esempio ai figli. I genitori sono dei modelli da imitare e, quindi, se non prendono mai in mano un libro non è possibile pretendere da loro che lo facciano. Meglio iniziare il prima possibile a leggere ai figli. Gli studiosi suggeriscono di iniziare già da quando sono lattanti! In questo modo è più probabile trasmettere piacere e curiosità verso il mondo dei libri.

Dott.ssa Serena Costa, psicologa dell’infanzia (serenacosta.it@gmail.com)

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About serena

Psicologa dell'infanzia, esperta nelle problematiche del sonno e dell'apprendimento.

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