venerdì, 18 gennaio 2019
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Scene di vita familiare 2: “Ho fretta! Ti vesto io!”

Scene di vita familiare 2: “Ho fretta! Ti vesto io!”

mattina svegliaLa seconda scena di vita familiare da commentare che vi propongo riguarda una frequente situazione che mi viene riportata durante le consulenze. In pratica riguarda una mamma di una  bambina di 2 anni che è alle prese con i preparativi mattutini prima di portare la figlia al nido. La bambina vuole vestirsi da sola ma la mamma afferma urlando: “Ho fretta! Ti vesto io!”. La bambina si lascia vestire e arrivano al nido puntuali.

Secondo voi è una scena a lieto fine o una scena che offre degli spunti di riflessione? Che idee vi vengono? Scrivete il vostro commento sulla mia pagina Facebook Connettiti alla Psicologia.

Il prossimo lunedì pubblicherò le mie riflessioni qui di seguito, visibili anche sulla mia pagina Facebook.

“Ho fretta!Ti vesto io!”: riflessioni

La prima riflessione che farei è relativa alla particolare situazione in cui si verifica questa scena di vita familiare: il mattino. Si tratta di un particolare momento della giornata che per molti è piuttosto critico, per vari motivi.

Può essere critico ad esempio per i cosiddetti “gufi”, adulti e bambini compresi, perché nelle ore mattutine hanno meno energie e si sentono più assonnati. Prepararsi velocemente, quindi potrebbe essere per loro piuttosto difficile. Una mamma, quindi, prima di aspettarsi prontezza di riflessi dal proprio figlio potrebbe chiedersi che tipo di persona ha di fronte: “un gufo” che vorrebbe dormire al mattino o “un’allodola” che, invece, è bello vispo al mattino? Nel primo caso occorre abbassare le proprie aspettative sulle tempistiche e trovare delle strategie. Nel secondo caso, la situazione è più semplice. Quando “il gufo” è il genitore, anche in questo caso occorre accettare il proprio funzionamento e organizzarsi di conseguenza dilatando i tempi di preparazione.

Il mattino può essere critico anche per quei genitori lavoratori che hanno vari impegni durante la giornata e che, quindi, vogliono ridurre al minimo il tempo dell’uscita da casa. E probabilmente questo è il caso della signora. Queste aspettative potrebbero portare la mamma a fare tutto di fretta e a mettere, quindi sotto pressione anche la bambina, creando quindi un clima di tensione e di ansia che può innescare reazioni di protesta o ostruzionismo nei bambini. La reazione della bambina, fortunatamente per la signora, non è stata di protesta ma di rinuncia. La bambina ha rinunciato al suo desiderio di vestirsi da sola a causa della mancanza di tempo e vediamo ora il significato che questo ha per la piccola.

All’età di 2 anni i bambini iniziano a manifestare molto più di prima la volontà di fare le cose da soli proprio perché stanno scoprendo di avere molte capacità. Si tratta di una fase evolutiva molto importante e delicata perché è in gioco la costruzione del senso di autoefficacia. Cos’è questa parola difficile? In pratica è la convinzione di essere in grado di farcela, di riuscire ad affrontare le situazioni che ci si trova davanti. I bambini in questa età, quindi, sentono dentro di sé una forte spinta a mettersi in gioco, a voler fare da soli che, però, se viene inibita si rischia di crescere bambini passivi che non credono in se stessi e, quindi poco resilienti. Per comprendere meglio cos’è la resilienza vi suggerisco di leggere l’articolo: “La resilienza in psicologia: significato”. Ovviamente questo non significa che se una  mamma non permette al figlio di vestirsi al mattino la diretta conseguenza è che il figlio diventerà passivo, però è probabile che se non concederà altri momenti nella giornata per “prendersi questo tempo di autonomia in più” tutto ciò potrebbe accadere.

Per concludere, quindi, quando si ha a che fare con dei figli piccoli, occorre ricordarsi sempre che i tempi dei bambini non sono mai quelli degli adulti. Un genitore che ha ben chiaro questo aspetto organizzerà i suoi tempi tenendo conto anche dei bisogni dei propri piccoli. Quando questo non è proprio possibile per obiettive cause di forza maggiore allora è fondamentale “recuperare” in altri momenti della giornata ciò che non è stato possibile al mattino.

Continuate a seguirmi perché a breve scriverò un articolo dedicato ad alcune strategie che potrebbero essere utili per gestire questo delicato momento.

Vi ricordo anche che la prossima scena di vita familiare uscirà il primo lunedì di aprile cioè lunedì 4 aprile.

Dott.ssa Serena Costa

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Qui trovi la prima scena familiare “Vuoi la cioccolata di tua sorella?”

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About serena

Psicologa dell'infanzia, esperta nelle problematiche del sonno e dell'apprendimento.

9 commenti

  1. Mah, credo che la bambina in questione si possa sentire in qualche modo sminuita dalla mamma, come se ricevesse il messaggio “tu non sei abbastanza brava/veloce a vestirti perciò lo faccio io” .
    La mamma avrebbe potuto coinvolgere la bambina dicendole ad esempio “tu pettinati i capelli, intanto io ti vesto, così insieme facciamo prima”, o almeno questo è il sistema che uso io e per il momento sembra funzionare abbastanza bene (il mio ha 27 mesi)

    • Grazie Giulia per il contributo, lo ho inserito anche nella pagina facebook di Connettiti alla Psicologia 🙂

  2. Gli altri commenti li trovate sulla pagina facebook di Connettiti alla Psicologia in corrispondenza di questo articolo.

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