lunedì, 26 ottobre 2020
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Passaggio dal lettone al lettino: 3 consigli

Passaggio dal lettone al lettino: 3 consigli

Il passaggio dal lettone al lettino del proprio bimbo è per molti genitori una sfida molto difficile! Il dolce cucciolo che prima era accolto con grande piacere spesso si trasforma in un tiranno che non ne vuole sapere di cambiare sistemazione per la notte. E più il figlio si fa grande più questo passaggio può diventare difficile. Ricordiamo però che questo passaggio è, prima di tutto, difficile per il bambino stesso.

Passaggio dal lettone al lettino: perché è difficile?

Il passaggio dal lettone al lettino può essere difficile per un bambino perché ha a che fare con questioni emotive profonde. Dormire accanto ai propri genitori è qualcosa che infonde sicurezza nei bambini, soprattutto nei neonati che dipendono tutto e per tutto dalla propria figura di riferimento. Crescendo, piano piano, un figlio sviluppa dentro di sé delle risorse che gli permettono di affrontare il momento dell’addormentamento in autonomia. Questo è possibile quando il bambino ma anche il genitore sono pronti a vivere la separazione, processo psicologico che è coinvolto nel momento dell’addormentamento (Leggi anche “Addormentarsi per un bambino: chi si separa da chi?“). Occorre precisare che se questo passaggio tarda ad arrivare, le difficoltà possono anche essere dovute ad un’abitudine che ormai si è consolidata e che, diventa più difficile da trasformare.

Passaggio dal lettone al lettino: 3 consigli

Come affrontare quindi il passaggio dal lettone al lettino con serenità? In questo articolo vi do tre consigli.

Siate convinti voi per primi

Il primo elemento da considerare è la preparazione psicologica e fisica dei genitori. Mi spiego meglio. Siccome, come abbiamo detto, questo cambiamento coinvolge processi psicologici profondi per entrambi e può essere anche faticoso, è necessario che la mamma e il papà siano davvero convinti di affrontare questo passaggio. Ciò significa averne parlato prima tra la coppia genitoriale e aver valutato le effettive risorse a disposizione. Iniziare il cambiamento in un momento non opportuno, potrebbe rivelarsi controproducente e portare a rinunce che possono rendere ancora più difficile un successo in questo passaggio. Se, ad esempio, i genitori stanno affrontando un momento difficile, come una separazione o una malattia o altro, ma anche se il bambino stesso sta affrontando vari cambiamenti come l’arrivo di un fratellino o l’inizio della scuola materna, può non essere il periodo giusto. Conviene, quindi, riflettere per bene in anticipo prima di cominciare.

Parlatene al bambino in anticipo

Un secondo suggerimento è quello di iniziare a parlare al bambino di questo passaggio prima di affrontarlo veramente. E’ importante dargli il tempo di fantasticare su questo momento avendo ancora le sicurezze di cui ha bisogno. Questo è utile sia quando un bambino è più grandicello e che, quindi, può partecipare attivamente alla discussione su come potrebbe svolgersi il passaggio, ma anche quando un bambino è più piccolino. Verbalizzare ciò che si ha intenzione di fare, è sempre una buona strategia per preparare i bambini. La cosa importante è però presentare questo passaggio come qualcosa che a breve il bambino affronterà con l’aiuto del genitore, un po’ alla volta, con calma, senza forzature.

Fissate piccoli obiettivi alla volta

Dopo aver concesso un po’ di tempo alla “preparazione psicologica”, occorre iniziare da qualche parte. Il consiglio è quello di fissare un primo obiettivo non troppo difficile da accettare per il bambino in modo da evitare eccessive resistenze. Per esempio, iniziare a chiedere di dormire nell’altra stanza da una notte all’altra, potrebbe essere eccessivo e portare quindi molto facilmente ad un fallimento. Più fattibile, sempre se possibile, sarebbe iniziare a dormire in un letto singolo nella camera con i genitori, oppure addormentarsi nella propria stanza ma con la presenza del genitore. Oppure, se un bambino è abituato ad addormentarsi a stretto contatto con la mamma, non si può iniziare chiedendo di spostarsi subito nell’altro letto; occorre prima raggiungere l’obiettivo di addormentarsi vicini ma senza contatto fisico. Poi via via che si raggiungono i piccoli obiettivi, se ne rifissano di nuovi.

Dott.ssa Serena Costa, psicologa dell’infanzia (serenacosta.it@gmail.com)

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About serena

Psicologa dell'infanzia, esperta nelle problematiche del sonno e dell'apprendimento.

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