giovedì, 13 dicembre 2018
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Aiuto psicologo online: tutto è possibile?

Aiuto psicologo online: tutto è possibile?

Sempre più spesso le persone si rivolgono a Internet per consultare uno psicologo online nella speranza di risolvere un proprio disagio psicologico relativo a questioni personali o famigliari.

L’aiuto che si può chiedere ad uno psicologo online non è però paragonabile all’aiuto che si può avere in una relazione vis a vis con il professionista.

Chiedere aiuto allo psicologico online o tradizionale? Differenze

Tradizionalmente l’aiuto che uno psicologo può dare ad una persona in difficoltà, avviene all’interno di una relazione vis a vis, cioè attraverso  lo scambio comunicativo tra i due protagonisti. Il cliente racconta la sua difficoltà attraverso le parole (comunicazione verbale) e attraverso gesti, movimenti del corpo, espressioni del viso, reazioni emotive di pianto, ecc. (comunicazione non verbale). Lo psicologo osserva e ascolta attentamente tutto ciò per poi commentare o fare qualche domanda specifica per approfondire la questione o per far scoprire al cliente qualche aspetto nuovo di sé o della situazione. La persona, a sua volta, reagisce a questi rimandi con reazioni emotive o del comportamento, in un continuo scambio reciproco.

L’aiuto di uno psicologo online avviene, invece, all’interno di una relazione mediata dal computer. La persona esprime il suo disagio avendo a disposizione principalmente il canale verbale, perlopiù scritto. Nelle chat e nelle mail, infatti, è possibile esclusivamente scrivere, e lo psicologo, quindi, non può osservare come si presenta la persona fisicamente, se è ordinata o trascurata, come si relaziona, cioè se è timido, se è estroverso o spavaldo, come è il tono della voce, se trema, se è forte o debole, ecc. Attraverso il telefono e l’utilizzo di webcam è possibile ricavare qualche informazione in più ma, è evidente che lo scambio comunicativo è comunque impoverito rispetto a quello tradizionale.

Ne viene così a perdere la relazione che è lo strumento di lavoro principale di uno psicologo.

Chiedere aiuto ad uno psicologo online: ciò che è rischioso

Date le premesse, risulta essere molto rischioso pensare di poter iniziare e portare avanti una psicoterapia online. Come abbiamo visto nell’articolo “Un pò di chiarezza sulla pratica clinica psicologica“, si tratta, infatti, di un percorso di una certa durata nel tempo e che richiede un lavoro in profondità. La difficoltà a raccogliere tutte le informazioni necessarie per poter aiutare il cliente, a causa della mediazione del computer, può portare fuori strada il terapeuta, con grosse ripercussioni negative sulla persona interessata!

Un’altra azione psicologica molto rischiosa da richiedere online, è la diagnosi psicologica.  Anche in questo caso lo psicologo necessita di un gran numero di informazioni, verbali e non, per farsi un’idea chiara e realistica del problema o patologia della persona che si rivolge a lui.  Può essere necessario, inoltre, utilizzare degli strumenti specifici che, attualmente, non possono essere somministrati in Internet. Chiedere, quindi, ad uno psicologo online di “svelare” il problema che si ha, con soli pochi scambi online, può risultare molto rischioso per la persona.

Chiedere aiuto allo psicologo online: ciò che è possibile

Nonostante le limitazioni sopra citate, è possibile comunque ottenere online un aiuto psicologico professionale.

E’ possibile, ad esempio, chiedere ad uno psicologo online una consulenza psicologica, cioè domandare un parere rispetto ad una difficoltà specifica inerente, ad esempio, la situazione familiare, lavorativa, o scolastica, o le relazioni interpersonali. Non si tratta di un consiglio ma di un momento di riflessione e di approfondimento sugli aspetti psicologici relativi al problema sollevato. Non si tratta nemmeno di una psicoterapia perché allo psicologo non occorre conoscere il completo funzionamento della persona per poterle essere di aiuto. La richiesta è specifica ad una questione particolare e, quindi, attraverso specifiche domande mirate, è possibile per il professionista aiutare la persona a trovare una risposta alla sua difficoltà.Contattare una psicologa dell'infanziapsicologa infanzia

Le consulenze online sono molto utili per chi vive lontano dal professionista al quale intende rivolgersi o per chi, causa impedimenti fisici, non può spostarsi.

Il ricorso alla Rete può rivelarsi utile anche per persone timide o con problemi antisociali che non hanno coraggio di rivolgersi direttamente ad uno psicologo, oppure nel caso di disturbi psicologici o psichiatrici seri, ma solo ad una condizione: se rappresenta un primo contatto finalizzato a motivare la persona a indirizzarsi verso un trattamento psicoterapeutico tradizionale.

Chiedere aiuto ad uno psicologo online: la posizione degli Ordini degli Psicologi

L’Ordine Nazionale degli Psicologi Italiani ha istituito delle Linee Guida per regolamentare le prestazioni psicologiche online, cioè l’aiuto fornito da uno psicologo/psicoterapeuta. L’Ordine permette attività di consulenza psicologica invitando comunque a prestare attenzione, ma non assume una posizione netta rispetto a pratiche di attività psicodiagnostica e psicoterapeutica.

A livello regionale, invece, solo due Ordini si sono pronunciati sull’argomento e hanno assunto entrambi una posizione severa rispetto a pratiche di psicodiagnosi e di psicoterapia effettuate online: l’Ordine degli Psicologi del Lazio, ha istituito un Codice di Condotta mentre l’Ordine della Toscana ha inserito un articolo specifico all’interno di un Regolamento (Art. X, punto 4e).

La ragione delle suddette norme degli Ordini professionali è legata alla tutela dei professionisti psicologi e psicoterapeuti, ma anche alla tutela di chi ricerca uno psicologo online.

Conclusioni

La richiesta di aiuto psicologico in Internet è crescente e lo è pure l’offerta di aiuto psicologico online, sia coerentemente con le indicazioni delle Linee Guida degli Ordini, sia in contrasto con esse. Ciò che manca è la ricerca scientifica che ne dimostri gli effetti positivi o negativi, sebbene ci siano importanti iniziative anche a questo riguardo.

A questo proposito segnalo l’esistenza di un piano sperimentale di ricerca sul tema, promosso da Psycommunity, comunità virtuale di Psicologi.

Ritengo che sia di fondamentale importanza svolgere ricerche in questo campo perché il ricorso alle nuove tecnologie per chiedere e offrire aiuto psicologico non è frutto di una moda passeggera, ma è frutto di un’evoluzione del settore ai passi con il cambiamento del mondo moderno. Potete consultare gli obiettivi della ricerca al seguente link, Pycommunity – Ricerca sperimentale sul Counseling on line, e, se conoscete uno psicologo, invitatelo a partecipare!

Per quanto riguarda, invece, la questione dei rischi che si possono correre chiedendo aiuto psicologico online e come tutelarsi, ne parlerò in un prossimo articolo.

 Dott.ssa Serena Costa psicologa dell’infanzia (serenacosta.it@gmail.com)

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About serena

Psicologa dell'infanzia, esperta nelle problematiche del sonno e dell'apprendimento.

22 commenti

  1. Internet può essere una buona base di partenza per conoscere il mondo della psicologia (esistono anche molti libri, come valida alternativa) e soprattutto per facilitare il contatto quando una persona tiene un problema dentro di sè e non ne vuole parlare in casa o con amici/parenti, per timidezza o anche per vergogna. Il tutto, però, solo per una fase iniziale.

    Un salutone e buon lavoro! 🙂

    • Esattamente! Purtroppo, però, non tutto quello che si trova in Internet è affidabile e per un utente poco ferrato in materia può essere davvero difficile giudicare. Il rischio è farsi idee sbagliate su se stessi e sulla psicologia. Ma nel prossimo post, affronterò un pò anche questo argomento! 🙂
      Grazie Franz per l’ottimo commento!

      • Grazie a te della risposta!!! Riguardo l’affidabilità delle informazioni che si reperiscono in giro, oltre al web ti suggerirei anche di accennare qualcosa sul mondo dei libri, se puoi! (tutti spunti buoni per altri articoli!! 🙂 )

        CiaoCiao!!!

  2. tutto troppo difficile per me.Comunque credo anch’io che il comunicare con una persona che non vedi,e tentare di darle un aiuto psicologico, sia molto difficile, proprio perchè non ci sono riscontri reali di nessun tipo ed è un pò come un salto nel buio…Ma ti faccio tanti auguri lo stesso!

  3. salve io vorrei un consiglio da parte di una psicologa riguardante un disagio che da parecchio ho e che nn riesco ad uscirne …..come evitare o nn farmi assillare emotivamente e psicologicamente da una persona cattiva e falsa nei miei confronti e come nn dargli peso e’ una cosa che mi assilla da tanto e sembra andare avanti e peggiorare …..come affrontare questa persona che purtroppo essendo di famiglia devo comunque vederla nn posso evitarla in certe occassioni ….aiutatemi vi prego datemi un consiglio grazie

  4. Gentile Silvia,
    le suggerisco di contattarmi via email all’indirizzo che trova nella pagina “Studio Privato” oppure utilizzando direttamente il modulo “Contattami” in fondo alla pagina.
    A risentirci

  5. Salve dottore. Sono una ragazza di 18 anni. Gli scrivo per avere dei consigli riguardo ad una mia situazione che va avanti da circa 6 mesi. Ora gli spiego….

    In precedenza sono stata con un ragazzo 1 anno. Io da lui già dall’inizio non ero molto presa e diciamo capii alla fine che ci stavo insieme per abitudine.  La nostra storia fini perché ad un certo punto io rividi il mio attuale fidanzato e mi scatto qualcosa dentro. Da li cercavo di convincermi che era solo un infatuazione passeggera ma non fu così. Me l sognavo la notte pensavo a lui tutti giorni. Premetto che con questo ragazzo già eravamo stati insieme 4 anni fa ma ci lasciammo in quanto eravamo solo dei bambini immaturi e i nostri caratteri non erano ancora formati. 

    Ci misimo insieme e per i primi mesi mi sembrò di vivere una favola. Non mi era mai successo con nessun ragazzo di sentirmi così bene..il tempo con lui volava e mi mancava ogni secondo che non stavamo insieme. Era tutto perfetto. Poi un giorno da un momento all’altro mi sono iniziata a chiedere “e se un giorno tutto questo finisce? E se io non proverò più gli stessi sentimenti?” 

    Da li il panico più totale. Ho passato due mesi di inferno davo di stomaco tutti i giorni e mi ero dimagrita tantissimo. Lo lasciai per una settimana perche la situazione era diventata insostenibile.ma facendo cosi peggiorai la situazione in quanto ogni volta che lo vedevo piangevo e morivo dalla voglia di sentirlo di nuovo mio. Quando ci incontravamo finivamo sempre per stare insieme cercando anche contatti fisici ma io non riuscivo a prendere una decisione in quanto mi sentivo confusa.  poi riuscii a superare tutto più o meno anche con l’aiuto del mio ragazzo che mi è sempre stato vicino. Ha deciso di restarmi vicino in quanto lui diceva che vedeva che da parte mia l’amore c era e che erano tutte paranoie. Ci siamo ovviamente rimessi insieme ma io continuo ad avere dubbi. Quando mi prendono queste cose mi sento vuota e non ho voglia di fare niente mentre quando non ci penso è come se tutto riprenda vita. Premetto che insemw a lui sto benissimo. A volte lo guardo e mi emoziona addirittura a piangere per i suoi sguardi ecc. Mi piace tantissimo. Mi piace il suo carattere che mi risponde quando deve e non mi era mai successo.

    siamo stati parecchio insiemequesto periodo ed ora che ci vediamo meno ho sensazioni strane e ho paura che le cose cambiano . Quando ho compiti in classe a scuola mi viene l’ansia e di conseguenza mi riprendono dubbi. Insomma passo da momenti che lo amo da morire e che lo sento come la e persona più importante e momenti in cui mi sento vuota.  Mi convinco di non essere innamorata poi mi sogno la notte che lui mi lascia e piango da morire. 

    Forse mi sono solo spaventata perché una svolta finito l entusiasmo le cose si sono fatte più serie e ho paura che cambia tutto . Penso che se non fossi stata più innamorata, cosa che mi chiedo sempre l’avrei già lasciato da tempo. Con lui ne parlo di queste cose perché non riesco a tenermi le cose dentro. Ho parlato con vari psicologi tramite email e mi hanno tutti detto che si tratta solo di mie paure e paura che lui mi abbandoni. Io non mi sono mai sentita così tanto legata a una persona e forse è proprio questo.

    Mi hanno anche detto che dopo l’ansia viene la depressione e questa cosa mi ha spaventata. Tendo a dormire spesso ed è come se non mi sento motivata. Ho un ansia continua anche se ora molto più leggera,ma non capisco perché.  Mi chiedo anche “è se mi sto convinxendo di amarlo quando forse non è cosi? ”

    Ma credo siano paranoie anche queste.

    Non ho intenzione di intraprendere una terapia perché vorrei risolvere questo problema da me.

    Quando mi prendono dubbi vedo difetti e il marcio in tutto,cosa che quando sto bene non ci faccio caso. Mi chiedo anche “è se ci sto insieme perché ho paura di lasciarlo dato il carattere così forte? “. Quando leggo su internet che potrebbe essere doc oppure i miei amici mi escono che si vede che stiamo bene insieme e sono solo paura che ho di perderlo mi tranquillizzo mentre in caso contrario mi agito. All idea di lasciarlo mi sento male. Quando sto serena mi andrebbe di dirgli ogni secondo che lo amo mentre quando mi agito neanche vogliosentirlo come se mi sono stancata. Ma lui non mi ha dato modo di stancarmi. Ho yn carattere che spesso dopo lentusiasmo iniziale da le vose per scontate e che passato il periodo in cui è tutto rosa e fiori mi stanco. Ma con lyi non voglio sia così. 

    Come posso passare questa situazione di ansia e di bassa autostima ? A volte penso che la soluzione sarebbe lasciare lui ma non credo che starei meglio.

    La ringrazio per la risposta anticipatamente

    • Gentile Francesca, le suggerisco di affrontare queste sue paure con uno psicoterapeuta in modo da costruire relazioni sane e appaganti.

      Saluti

  6. Buongiorno Dott./Dott.ssa,
    lo scorso la mia ragazza, dopo un po’ di tempo in cui non ha guidato perché studentessa fuori sede, ha voluto riprendere a guidare perché le si era offerta un’interessante offerta lavorativa in una località difficile da raggiungere con i mezzi pubblici. Le ho fatto da istruttore e, devo riconoscere, dopo qualche guida stava riprendendo fiducia in sé stessa e confidenza con il veicolo. Improvvisamente, durante una guida, forse presa dall’euforia, imbocca una svolta un po’ troppo velocemente e rischia di urtare un’auto in sosta. Lei riesce a frenare, convinta che l’abbia aiutata anche io con il freno a mano (non ricordo nemmeno se l’ho azionato), ma si spaventa a morte e da allora decide di non guidare più. Ha rinunciato anche all’offerta lavorativa per la quale era stata assunta. Lei capisce che nel mondo di oggi è importante avere ogni requisito per lavorare, perché già il lavoro scarseggia, se poi mettiamo limiti alle nostre opportunità già limitate è la fine. Più volte durante l’anno ho provato a convincerla a riprendere a guidare per sbloccarsi, ma lei si ostina a non volerlo più fare, non solo per adesso ma addirittura forse per tutta la vita. Per un incidente che non ha nemmeno avuto. Io dico, ma come si fa?!? La madre, conoscendola bene, sostiene che prima o poi riprenderà a guidare, ma ogni volta che glielo dico lei mi risponde con un sarcastico: “Mia madre non è me”. Come possiamo fare per risolvere questo suo handicap psicologico? La ringrazio sentitamente.

    • Buongiorno Alex, la sua ragazza potrà superare il suo shock solo se decide di farlo. Capisco la sua difficoltà a comprendere ma a volte la paura può essere talmente forte da impedire alla razionalità di avere la meglio. Suggerisca alla sua ragazza di farsi aiutare da una psicoterapeuta per superare la sua paura.
      Saluti

  7. Gentile dottoressa,
    Uno psicologo puo fare una diagnosi di depressione bipolare?

  8. Buongiorno dottoressa..io faccio parte da qualche anno di una comitiva di amici di 6 persone.2 coppie e 2 single.tra cui io sono 1 dei single.con una di quest coppie definiamola coppia A x motivi lavorativi e anche la vicinanza abbiamo un rapporto piu’ stretto..ora il problema sta che la donna della seconda coppia sin dalle prime uscite ha parlato in modo non molto gentile nei miei confronti con la coppia A ma non sembrava nulla di preoccupante.ad oggi invece dopo tante uscite con cene e pranzi organizzati a casa della coppia A e’ subentrato un’altro problema che riguarda sempre la donna della seconda coppia il quale lamenta che io sono troppo disponibile nell’aiutare anche nella cucina nelle pulizie e nei lavori di casa la coppia A.dicendo che secondo lei visto la mia eta’ di 10 anni circa piu’ giovane di loro non dovrei far parte di questo gruppo ma anche l’altro ragazzo single ha 1 anno meno di me ma di lui non dice nulla.ma da quello che ho capito visto che lei ha una forte confidenza con l’uomo della coppia A sta cercando in tanti modi di metterlo contro di me e dalla nostra amicizia dicendo sempre che io non centro con loro e che io ho troppo interesse a stare vicino alla sua donna e sono troppo disponibile..ma io la confidenza e la disponibilita la ho verso tutti essendo un ragazzo sorridente il quale ama la tranquillita’..io in cio’ vorrei chiederti per quale motivo lei cerca di agire in questo modo??dove sta il problema?la ringrazio x l’attenzione e le auguro una buona giornata

    • Gentile Luca, non mi è possibile sapere a priori quale sia il motivo per cui la signora si comporta in quel modo. Provi ad affrontarla direttamente chiedendolo a lei. Saluti
      Dott.ssa Serena Costa

      • Potrei farlo ma visto che non dice le cose in faccia ma parla dietro con gli altri non posso avere questo confronto altrimenti ancor di più creo problemi tra le amicizie..ma la ringrazio cmq per il tempo perso..

  9. Buon giorno dottoressa, innanzitutto ritengo il sito sia molto professionale e adatto, io la contatto per chiederle un consiglio da esperta se può, le spiego:
    Sono stato fidanzato per circa 9 mesi con una ragazza la quale soffre di depressione, io lo sapevo ma comunque grazie a me si sentiva bene e riusciva a controllarla, purtroppo circa tre settimane fa io ho fatto lo sbaglio di lasciarla per motivi che non sto a dirle, e da quel momento lei è caduta in uno stato depressivo piuttosto grave: piange spesso è molto giù di morale e mi ha riferito di aver pensato al suicidio ora io mi sono scusato e siamo tornati a frequentarci ma la situazione non è cambiata.
    Io cerco di fare il possibile per farla sentire bene ma non è facile, spesso nonostante sia anch’essa innamorata di me mi rifiuta, non ha voglia di alzarsi dal letto e rimane triste, tutto accade non sempre per fortuna, va a giorni.
    Mi ha riferito e L ho anche notato che quando stiamo insieme, è più serena e mi ringrazia sempre però questa sua felicità poi scompare e torna il tormento di prima, per me è difficile gestirla, ci sto male anche io, volevo chiederle un consiglio su cosa possa fare, io cerco di stargli il più vicina possibile..
    (Premetto che è già seguita da degli psicologi)
    La ringrazio e le auguro una buona giornata.

    • Gentile Federico, in effetti stare vicino ad una persona che soffre di depressione senza farsi trascinare a sua volta è molto difficile. Per questo le suggerisco di rivolgersi anche lei ad un servizio di psicologia che lavora con gli adulti per confrontarsi e capire come comportarsi in questa situazione. Affrontare i suoi sentimenti rispetto a questa situazione diventa importante anche per evitare il rischio di stare in una relazione per compassione e non per amore. La saluto cordialmente

  10. Salve dottoressa allora io ho un problema da un po’ di anni penso di avere un disturbo compulsivo tendo A ripetere più volte le stesse azioni ho sempre pensieri negativi su tutto ciò che faccio o tocco
    Tendo evitare determinate azioni e ho sempre pensieri ossessivi

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