L’esperienza del litigio, come sappiamo tutti, è molto comune fra i bambini in particolare se fratelli o compagni di scuola. Ma per quali motivi si mettono in queste situazioni che spesso sono anche molto dolorose?

In una ricerca condotta da Novara Daniele Direttore del Centro Psicopedagogico di Piacenza sui litigi dei bambini, pubblicata sulla rivista “Mente e Cervello” (mese di marzo 2013), sono state individuate 7 motivazioni che stanno alla base dei litigi dei bambini.

Una delle motivazioni è l’imitazione, cioè i bambini litigano perché vogliono qualcosa che ha un compagno o vogliono fare la stessa cosa, irritando il compagno che si sente copiato. Tipico è, ad esempio, vedere i bambini piccoli prendere di mano un gioco dal compagno scatenandone le ire funeste, oppure, tipicamente le sorelle o i fratelli minori fare lo stesso disegno del fratello usando anche gli stessi colori.

Un altro dei motivi può essere l’appartenenza, cioè la difesa del proprio gruppo di amici  per scagliarsi invece contro i “nemici”. Si tratta della definizione dei confini entro i quali i bambini si riconoscono per distinguersi dagli altri. E’ il caso, quindi, dei bambini che non vogliono far giocare un compagno o un amico di quest’ultimo.

Un terzo motivo alla base dei litigi viene definito nella ricerca “esibizionismo protettivo e difensivo“. In questo caso i bambini vogliono a tutti i costi far valere la propria volontà e “autorità”, imponendosi e decidendo al posto degli altri, come se si sentissero minacciati dagli altri come persone. E’ comune fra i bambini che tendono a sentirsi offesi o temono di perdere “l’onore”. Le frasi tipiche sono: “voglio farlo io”, “voglio decidere io”, “ho ragione io”, “mi prendono in giro”.

I bambini litigano anche quando esercitano in modo tirannico dei ruoli che gli sono stati assegnati o se li sono  assumonti su di sé e, in virtù di questi, avanzano richieste in modo rigido ai compagni non sempre disponibili ad esaudirle. Nel caso della scuola materna potrebbe essere il caso del ruolo del cameriere durante il pasto oppure, nel caso dell’adolescenza il ruolo di “bullo”.

Un’altra motivazione alla base dei litigi è un’ incontinenza emotiva, cioè una difficoltà nel gestire le emozioni, in particolare la rabbia. I bambini soppraffatti da questa emozione non riescono ad autocontrollare la propria reazione scagliandosi contro qualche bambino con botte, calci diretti al bambino o al loro gioco.

Una sesta motivazione può essere di tipo procedurale, cioè i bambini litigano perché non sono d’accordo su come va fatta una certa cosa, tipicamente un gioco. Per i bambini più grandi, in particolare, il disaccordo si concentra sulle regole e, quindi, si scagliano contro chi bara o non rispetta una certa regola o ne propone una diversa.

Infine, come ultima tipologia di motivazione, vi è l‘equivoco, cioè i bambini iniziano a litigare con qualcuno perché suppongono sia il responsabile di qualcosa, ad esempio di aver rubato un gioco o un proprio materiale.

Dott.ssa Serena Costa, psicologa dell’infanzia (serenacosta.it@gmail.com)

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