venerdì, 20 ottobre 2017
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Mamma di serie B? “Non sei meno mamma se…” Commento al video

Mamma di serie B? “Non sei meno mamma se…” Commento al video

Qualche giorno fa ho visto un video pubblicato su Facebook da Pianeta Mamma che si intitolava “Non sei meno mamma se…”. Trovate il video anche nel mio gruppo “Essere genitori oggi, riflessioni e approfondimenti”. Il video ha suscitato la mia curiosità perché presenta la possibilità che una madre si possa sentire inferiore ad un’altra a seconda delle scelte fatte con i propri figli. Il video individua alcuni fattori e così mi è venuta l’idea di scrivere un articolo commentandoli passo passo. Sentirsi una buona madre è importante ma sicuramente non esistono ricette magiche. Vediamo comunque le proposte del video.

“Non sei meno mamma se…”

“..Se tuo figlio nasce con un cesareo. L’importante è che stiate bene.”

Assolutamente d’accordo! Non è la modalità del parto che fa di una madre una buona madre! Questo però non significa che fare un parto naturale oppure un parto cesareo abbia gli stessi effetti sulla donna e sul neonato. Nel primo caso per esempio, esiste la difficoltà di accettare e gestire il dolore che il parto porta con sé, mentre nel secondo caso  potrebbe essere più a rischio l’iniziale contatto e “innamoramento” del bambino. Non è l’obiettivo di questo articolo analizzare le differenze, ma piuttosto sottolineare che il parto è senz’altro un momento molto delicato in cui avviene l’incontro reale con il proprio bambino e per questo è bene informarsi se possibile e assicurarsi che avvenga nei migliori dei modi. Nonostante tutto, comunque, il parto rappresenta un solo momento rispetto alla vita che si ha poi davanti. Non può essere, quindi, quel momento che stabilisce la qualità del ruolo di madre ma ben altri fattori che coinvolgono anche gli anni successivi.

Il fatto che entrambi madre e figlio stiano bene dopo il parto, che sia naturale o cesareo, è sicuramente un fatto importantissimo per il benessere della nuova famiglia che aiuta a ridimensionare altri aspetti meno importanti. La malattia o un qualsiasi altro evento traumatico, non vanno comunque viste come punizioni o disgrazie ma come elementi di realtà sui quali esercitare al meglio il proprio ruolo di mamma.

“..Se non lo allatti al seno, crescerà comunque sano e forte.”

L’allattamento al seno è sicuramente da preferire se si può perché sono noti i benefici per entrambi, mamma e bambino. Ma anche in questo caso non è il tipo di allattamento che fa di una madre una buona madre. E’ la qualità della relazione che si riesce a creare con il proprio figlioletto la variabile determinante e i momenti per crearla sono davvero tanti e i più svariati. L’allattamento al seno è sicuramente un momento ideale ma non è l’unico. Anche quando si allatta con il biberon si può creare questa buona relazione che è fatta di sguardi, di carezze, di ascolto e reciprocità. Quando l’allattamento al seno diventa davvero difficile potrebbe persino essere controproducente insistere perché potrebbe incrinare la relazione di serenità e reciprocità che si sta instaurando tra mamma e bambino. Quindi, se vi trovate di fronte alla scelta allattamento al seno oppure artificiale, fate il possibile per indirizzarvi verso la prima scelta ma non sentitevi in colpa se per salvaguardare la qualità del rapporto con vostro figlio opterete per la seconda.

“..Se lavorando ti sembra di togliere del tempo a lui, non vuol dire che gli vuoi meno bene.”

Una donna che lavora non diventa automaticamente una cattiva madre però attenzione perché quando il lavoro risucchia tutte le energie e non ne lascia ai bisogni del bambino, fisici e psicologici, potrebbe diventare un elemento di squilibrio nella relazione. Sicuramente non significa che la madre vuole meno bene al figlio però ciò che importa è la percezione che ha il figlio rispetto alla situazione. Una mamma troppo stanca, nervosa e disattenta può far sentire il figlio poco importante o trascurato. Potrebbe però accadere che una madre soddisfatta per il suo lavoro potrebbe addirittura stare meglio con se stessa e con i figli rispetto ad una “mamma a tempo pieno”. Non è il numero di ore che si passa con il bambino che fa di una mamma una buona madre ma la qualità del tempo che vi trascorre insieme a fare la differenza. Questo non significa, però, che anche il tempo abbia la sua importanza agli occhi di un bambino.

“..Se lasci tuo figlio piccolo ai nonni, capirà che potrà contare anche su di loro.”

Sono molto d’accordo su questo punto. Occorre favorire quando si può il rapporto con i nonni perché queste figure rappresentano importanti punti di riferimento nella vita di un bambino. I nonni portano con sé molto della storia familiare, prezioso dono per un bambino. I nonni sono persone a cui affezionarsi e da cui ricevere tanto affetto. I nonni possono anche essere dei compagni di giochi ma anche degli adulti che trasmettono valori importanti. I nonni, inoltre rappresentano una risorsa per la famiglia perché possono aiutare mentre i genitori lavorano. Una buona madre, quindi, sicuramente lascia ai figli trascorrere del tempo con i nonni, ma presta attenzione, però, a non delegare a loro il proprio ruolo genitoriale. I nonni devono fare i nonni! Le mamme le madri.

“..Se qualche volta dai gli omogeneizzati, sono un valido sostituto delle pappe fatte in casa.”

Certo, se gli omogeneizzati vengono dati qualche volta non è la fine del mondo, ma forse se dati quotidianamente non è la migliore soluzione per il bambino. Prendersi cura dell’alimentazione del proprio figlio è il compito di una madre ma dev’essere anche un piacere. L’amore per un figlio passa anche attraverso il cibo e la cura che si mette per scegliere gli alimenti migliori, per prepararli e per creare, quindi, un clima sereno per consumarli. L’omogeneizzato può rappresentare un’utile soluzione a problemi di tempo e può essere consumato in un clima di serenità, ma è un po’ più povero affettivamente.

“..Se coltiverai le tue passioni anche se c’è lui. La tua vita e i tuoi sogni sono importanti.” / “..Se ti concedi un po’ di tempo solo per te. Sei una mamma ma anche una donna.”

Ho messo insieme più frasi che secondo me esprimono lo stesso concetto sintetizzato benissimo nella frase “sei una mamma ma anche una donna”. Secondo me in molte dimenticano questo aspetto che però è davvero importante nell’ottica del benessere dei figli. I bambini hanno bisogno di mamme che non vivono solo in funzione a loro ma che hanno una propria vita appagante da vari punti di vista, compreso quello di coppia. Questo ovviamente non significa che una buona madre è quella che continua a mettere in primo piano i propri bisogni e in secondo piano quelli dei figli, ma significa non trascurare anche i propri bisogni. Il famoso psicoanalista Recalcati aveva detto ad un incontro a cui avevo partecipato che quando una madre vive solo in funzione del figlio, il figlio potrebbe vivere con maggiore difficoltà il momento in cui si dovrà separare.

“..Se corri subito da lui quando piange, segui il tuo istinto di madre.” / “..Se verrai criticata per come educhi i tuoi figli, solo tu sai cosa è giusto per loro. “

Anche in questo caso metto insieme due frasi dette separatamente nel video ma che secondo me esprimono un concetto simile. Seguire il proprio istinto di madre può essere una buona cosa ma non sempre. E’ noto che con le buone intenzioni si possono fare grossi danni. Questo non per dire che le mamme devono diventare insicure e dubitare sempre sul loro operato: assolutamente no. Ma significa conservare sempre l’umiltà di non avere in tasca la verità. Sicuramente una madre conosce molto di suo figlio ma la propria percezione quando si è dentro una relazione importante non è mai obiettiva e oggettiva. Dettaglio estremamente importante: i bambini non sono mai figli solo di una madre ma anche di un padre ed è proprio grazie a questa pluralità di punti di vista presente sin dalla nascita che un bambino cresce sano psicologicamente.  Quindi sì fidarsi del proprio intuito ma sapersi anche confrontare con le percezioni di altri adulti penso sia molto più utile per il bambino. 

Per quanto riguarda l’esempio concreto di correre subito da lui quando piange, ci tengo a sottolineare che questo è proprio un comportamento istintivo delle mamme che però non aiuta il figlio a sentirsi sicuro e capace di affrontare da solo situazioni difficili. Dimostrarsi disponibili e pronti a consolare è sicuramente importante, ma anche lasciare quello spazio in cui il bambino possa trovare soluzioni in autonomia, ovviamente quelle adeguate al suo livello di sviluppo.

“..Se i tuoi figli non ti ascoltano, ogni bambino ha il suo carattere. Non sentirti inadeguata.”

Questo assolutamente sì. Ogni bambino ha il suo carattere e il rapporto che si crea con i genitori è sempre diverso da bambino a bambino anche se si dice che la mamma si comporta sempre nello stesso modo con i figli. Una mamma non è adeguata se il figlio si comporta esattamente come lei desidera o se non si ribella mai, ma lo è se permette al figlio di esprimere la propria individualità nel rispetto dei limiti e delle regole familiari. Il sentimento di inadeguatezza è un sentimento che una madre può provare inevitabilmente per la difficoltà del ruolo che riveste, ma va però tenuto a bada. I figli infatti hanno bisogno di genitori sicuri di sé per poter crescere sicuri nello stesso modo. Quindi riflettere sul proprio ruolo di madre è fondamentale per costruire sicurezza dentro di sé prima che nei figli. Riflettere sul proprio ruolo di mamma significa però anche riuscire a chiedere aiuto quando ci si accorge che il rapporto con i propri figli si sta incrinando. Una buona madre, quindi, non è quella che è sempre sicura di sé ma che sa gestire in modo intelligente l’inevitabile senso di inadeguatezza che a volte un figlio ti può far sperimentare. 

“..Non è importante ciò che fai o non fai, sei mamma se ami tuo figlio.”

Assolutamente no, è molto importante quello che fai o non fai nell’ottica del benessere di un figlio. Amare un figlio a parole non è sufficiente. Sono i fatti più che le parole che un figlio valuta. Questo non significa che una buona madre si comporta in modo impeccabile sempre. Anzi!! Madri perfette non esistono e per fortuna! I sbagli possono essere all’ordine del giorno in quanto una madre è una persona fallibile ma è l’atteggiamento che conta, un atteggiamento volto a non condannare l’errore ma a usarlo per migliorare, per fare sempre meglio in virtù dell’amore che sente per il figlio.

E voi cosa ne pensate? Quali aspetti vi hanno colpito di più?

Dott.ssa Serena Costa, psicologa dell’infanzia, Trentino

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About serena

Psicologa dell'infanzia, esperta nelle problematiche del sonno e dell'apprendimento.

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