venerdì, 17 settembre 2021
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Maschere e travestimenti a Carnevale: giochi di identità

Maschere e travestimenti a Carnevale: giochi di identità

Siamo nel periodo del Carnevale e come fare a non parlare di maschere e travestimenti? Avete mai fatto caso che solitamente i bambini scelgono di travestirsi da un personaggio da loro molto amato? E avete mai fatto qualche collegamento tra le caratteristiche della maschera prescelta e le caratteristiche del bambino? Beh, dovete sapere che il Carnevale è una festa che ci permette di giocare con la nostra identità. I bambini attraverso la scelta delle maschere esprimono parti di sé che ritengono molto importanti oppure esplorano modalità che nella realtà non riescono a mostrare.

Significato del Carnevale

Il Carnevale è sin dall’antichità una festa della trasgressione, cioè della possibilità di mettere in discussione la normalità per sperimentare il diverso, a volte in modo gioioso, a volte pauroso, a volte grottesco. La tipica frase di questo periodo “A Carnevale ogni scherzo vale” rende l’idea di come tutti siano chiamati ad accettare cose che in altri periodi dell’anno non sarebbero accettate. Sulla condivisibilità di questa frase mi pronuncerò in un prossimo articolo.

A livello, individuale, il famoso psicoanalista Jung fa notare che il  termine “Persona” deriva dal latino e significa “maschera”. In pratica la maschera è quella parte della nostra personalità che decidiamo di mostrare al mondo esterno.

Il Carnevale e i bambini

La maggior parte dei bambini ama il Carnevale: travestirsi dal proprio personaggio preferito è un’emozione forte così come lo è divertirsi nella creazione della maschera (Leggi anche “Carnevale: la festa dei bambini. Mamma e psicologa raccontano“).

Si tratta di un gioco identitario di cui i bambini non sono del tutto consapevoli, soprattutto i più piccoli. Alla scuola dell’infanzia, per esempio, vivono ancora in un mondo di fantasia dove è difficile distinguere la differenza tra se stessi nella quotidianità e il personaggio rappresentato dalla maschera. Il gioco dei travestimenti è tanto amato proprio perché permette di sperimentarsi in diversi panni. Più i bambini crescono, più è possibile rintracciare dei collegamenti tra la maschera scelta dai bambini e qualcosa di più profondo legato alla loro identità.

Per fare qualche esempio, un bambino che sceglie di mascherarsi da Uomo Ragno potrebbe voler vivere questa parte di Sè di persona altruista che salva chi è in difficoltà; e se nella vita reale è una persona timida e introversa, potrebbe sperimentare attraverso la maschera una sensazione di forza e coraggio.

Se invece una bambina sceglie di vestirsi da Crudelia De Mon potrebbe voler giocare a fare la persona cattiva e sperimentare il fatto di pensare solo a se stessa e non agli altri. Invece, se nella vita reale questa bambina è solitamente gentile e altruista, questa maschera permette la sperimentazione di aspetti diversi di sé; se però nella vita reale la bambina fatica a rispettare le regole o viene spesso ripresa per questo, potrebbe realmente sentirsi cattiva e, quindi, attraverso la maschera esprimere ciò che realmente pensa di se stessa.

Maschere e travestimenti: esprimersi in libertà

Occorre ovviamente fare con cautela questo tipo di riflessione perché non basta solo l’analisi della scelta di una maschera per trarre certi tipi di conclusioni. Il Carnevale deve restare uno spazio dedicato all’espressività, alla creatività e alla fantasia. Tuttavia, può essere una riflessione utile per avvicinarsi al mondo interno di un bambino.

Dott.ssa Serena Costa, psicologa dell’infanzia (serenacosta.it@gmail.com)

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About serena

Psicologa dell'infanzia, esperta nelle problematiche del sonno e dell'apprendimento.

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