sabato, 19 settembre 2020
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Terremoto: come spiegarlo ai bambini?

Terremoto: come spiegarlo ai bambini?

Terremoto: come spiegarlo ai bambini?Questa notte purtroppo un grave terremoto ha colpito il centro Italia. Si tratta di un evento che porta con sé distruzione e morte, mettendo a dura prova l’equilibrio psicologico delle persone coinvolte. Se per un adulto è un’esperienza davvero destabilizzante, lo è ancora di più per un bambino che non ha gli strumenti per comprendere ciò che succede e che vive, quindi, esclusivamente di emozioni forti e dolorose.

Ho pensato per questo di scrivere un articolo su alcuni punti importanti da ricordare quando accade un evento brutale come il terremoto.

Terremoto: come spiegarlo ai bambini?

Un primo elemento da tener presente è che i bambini dovrebbero essere informati su che cosa sia un terremoto e su come funzioni. Per aiutare i genitori in questo arduo compito, il Servizio Protezione Civile e prevenzione dai rischi dell’Umbria ha creato un simpatico video in cui c’è un personaggio chiamato Civilino che in parole semplici spiega ad un bambino che cosa sia un terremoto. Civilino spiega che sotto i nostri piedi la terra è fatta di zolle che si muovono e accumulano energia, così come le macchinine che si fanno correre su una pista. Quando queste si scontrano l’energia si sprigiona facendo tremare tutto, portando a vivere tanta paura.

Una volta detto questo, occorre far sapere ai bambini che si tratta di un evento pericoloso e che per questo è importante sapere come comportarsi. Nel video Civilino, spiega anche questi aspetti. Fortunatamente nelle scuole viene fatta informazione ma è importante che se ne parli anche a casa.

Il terzo concetto molto importante da far sapere ad un bambino è che quando accadono questi eventi catastrofici i bambini non sono soli perché, oltre ai genitori e ai parenti, ci sono delle persone buone che vengono ad aiutare: i volontari della Protezione Civile, la Croce Rossa, i medici, ecc. Grazie a loro sarà possibile ritornare piano piano alla normalità sconvolta dal terremoto.

E quando il terremoto è finito? Che fare?

Il terremoto è un evento traumatico che lascia i suoi segni per molto tempo. Il terrore del primo momento lascia il posto alla paura di una nuova scossa, alla paura di dormire, fino alla tristezza o angoscia dovuta alla perdita della propria casa, dei propri oggetti se non addirittura di persone care. Per un bambino, quindi, diventa davvero importante sentire i propri genitori e famigliari vicini proprio per attutire piano piano lo shock dell’evento. Anche se può sembrare molto difficile, è importante contenere reazioni troppo catastrofiche per non allarmare eccessivamente i bambini e permettergli quindi di attutire gli effetti dannosi di un evento traumatico come il terremoto.

E’ fondamentale ascoltare i racconti dei bambini anche quando diventano ripetitivi e permettere loro di esprimere tutto il turbinio di emozioni che hanno vissuto, anche attraverso il disegno.

Quando possibile, è importante ritornare al più presto alle routine che il bambino aveva prima del terremoto in modo da facilitare un recupero delle energie per riprendere la propria vita.

Solitamente i bambini, una volta che il loro contesto ritorna ad una parvenza di normalità, riescono davvero a stupire gli adulti per la loro resilienza. Ovviamente non bisogna stupirsi troppo se per un certo periodo di tempo permangono alcuni sintomi legati alla paura dell’evento terremoto, come per esempio incubi notturni, paura del distacco, dolori alla testa o alla pancia. Nel momento in cui un genitore sente che il proprio bambino necessita di un supporto maggiore per elaborare il trauma vissuto, diventa importante rivolgersi a degli esperti dell’età evolutiva. Per chi non lo sapesse esistono degli psicologi dell’emergenza che intervengono nel momento del terremoto e che sono a disposizione per i successivi mesi. In Trentino abbiamo l‘Associazione Psicologi dell’Emergenza della quale ho fatto anch’io parte qualche anno fa.

Dott.ssa Serena Costa

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About serena

Psicologa dell'infanzia, esperta nelle problematiche del sonno e dell'apprendimento.

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