domenica, 11 aprile 2021
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Sviluppo del linguaggio 0-5 anni: quando si parla di ritardo e quando di disturbo?

Sviluppo del linguaggio 0-5 anni: quando si parla di ritardo e quando di disturbo?

Il linguaggio nei bambini è una tappa evolutiva che segue ritmi molto diversi da bambino a bambino. Ci sono bambini che già ad un anno e mezzo riescono a parlare correttamente anche con piccole frasi, altri, invece, che devono aspettare i 3 anni per riuscire a fare la stessa cosa. Alcuni pronunciano le parole correttamente da subito, altri ancora raggiungono l’abilità di pronunciare tutti i suoni non prima dei 6 anni. E potrei andare avanti con tanti altri esempi. Quello che mi interessa fare con questo articolo, è offrire qualche linea guida a voi genitori che spesso vi allarmate quando vi accorgete che vostro figlio non parla come gli amichetti, oppure parla ancora male “per la sua età”.

Linguaggio: cos’è?

Inizio innanzitutto nel spiegare cosa si intende per linguaggio. Il linguaggio è un sistema di segni e simboli convenzionali che l’essere umano utilizza per comunicare. Quando si parla di linguaggio non si fa riferimento solo alle parole, bensì a più livelli. Ora ve li elenco brevemente:
1. La componente fonologica: relativa ai suoni che compongono le parole
2. La componente morfologica o lessicale: relativa alle parole
3. La componente morfosintattica o grammaticale: relativa alle frasi
4. La componente pragmatica: riguarda i significati della comunicazione, a seconda del contesto

Quindi quando parliamo di sviluppo del linguaggio nei bambini dobbiamo chiederci sempre qual è il livello raggiunto nelle diverse componenti. Le tipiche domande che si fanno durante una valutazione sono:

  • quali lettere non sa ancora pronunciare?
  • quante parole conosce?
  • sa combinare le parole per formare una frase?
  • comprende quello che gli si dice?

E’ importante valutare tutti questi livelli per capire se potrebbero esserci problemi solo di tipo linguistico o anche di altro tipo. Per esempio ritardo intellettivo generale o un disturbo dello sviluppo.

Sviluppo del linguaggio: tappe di sviluppo tipiche

Sebbene lo sviluppo del linguaggio nei bambini sia molto soggetto alle differenze individuali, ci sono comunque delle tappe di sviluppo che possono fornire un orientamento per capire se la maturazione linguistica procede correttamente. Le sintetizzo brevemente.

Nel primo anno di vita matura la capacità di discriminare e produrre i suoni (compare la lallazione: ripetizione di sillabe), ma emergono altre competenze fondamentali che hanno a che fare con le competenze comunicative più in generale:

  • compare la capacità di condividere stati affettivi (sorriso sociale)
  • compare la capacità di condividere l’attenzione (gesto dell’indicare)
  • compare la capacità di comprendere il linguaggio, o almeno il significato di alcune parole
  • compare la capacità di esprimersi intenzionalmente, prima con i gesti (fare “ciao ciao” con la manina) e poi a parole

Tra i 12 e i 18 mesi il bambino inizia a comprendere che ad ogni parola corrisponde un oggetto reale e che attraverso il linguaggio può agire sul mondo. A quel punto si assiste al passaggio dall’utilizzo di alcune parole ad una vera e propria esplosione del linguaggio tanto da arrivare ad utilizzare circa 50 parole. In questo periodo impara anche a esprimersi con parole-frasi (mamma palla = mamma voglio la palla).

Tra i 18 e i 36 mesi si arricchisce via via il vocabolario (fino a 500 parole), e soprattutto si sviluppa la morfosintassi, cioè la capacità di combinare più parole per formare le frasi (Io voglio le caramelle).

Tra i 3 e i 5 anni circa il 100% del discorso è comprensibile, anche se fino ai 4-5 anni possono ancora essere presenti errori nella produzione dei suoni verbali (fonemi “r”, “v”, gruppi consonantici).

Sviluppo del linguaggio: quando si parla di “parlatori tardivi”

A volte accade che i bambini non seguano in modo preciso le tappe di sviluppo sopra descritte e mostrino un ritardo nello sviluppo del linguaggio, in particolare del linguaggio espressivo. Se questo accade nei primi tre anni, in assenza di altri deficit (neurologici, sensoriali, relazionali, ambientali), e poi rientra, si parla di “parlatori tardivi“. Si tratta di un periodo transitorio che non porta necessariamente ad un disturbo del linguaggio.

Alcuni segnali che fanno pensare che un bambino possa diventare un parlatore tardivo sono:

  • mancata comparsa della lallazione entro il primo anno di vita
  • vocabolario espressivo inferiore alle 50 parole a 24 mesi
  • nessuna combinazione di parole tra i 24 e i 30 mesi

Sviluppo del linguaggio: quando si parla di “disturbo del linguaggio”

Il disturbo del linguaggio è una categoria diagnostica che, secondo il manuale dei disturbi psichiatrici DSM 5, rientra nella più ampia categoria dei disturbi della comunicazione.

Si parla di disturbo del linguaggio quando si è in presenza di difficoltà persistenti nell’acquisizione e nell’uso di diverse modalità di
linguaggio (parlato, scritto, gestuale o di altro tipo) dovute a deficit della comprensione o della produzione e non a problemi sensoriali. Il livello inferiore alle attese per età deve essere quantificato con test specifici e deve compromettere un significativo disagio a livello scolastico e relazionale.

Insieme al disturbo del linguaggio, rientrano nella più ampia categoria:

  • Disturbo fonetico-fonologico
  • Disturbo della fluenza con esordio nell’infanzia (balbuzie)
  • Disturbo della comunicazione sociale (pragmatica)
  • Disturbo della comunicazione senza specificazione

Se hai dubbi in relazione allo sviluppo del linguaggio di tuo figlio ti suggerisco di consultare una logopedista il prima possibile perché, come spesso accade, prima si interviene, prima si riescono a risolvere molte difficoltà.

Dott.ssa Serena Costa, psicologa dell’infanzia (serenacosta.it@gmail.com)
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About serena

Psicologa dell'infanzia, esperta nelle problematiche del sonno e dell'apprendimento.

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