I litigi tra i genitori sono un’evento che è presente in ogni famiglia. E uno dei motivi di litigio più frequente sono proprio divergenze sull’educazione dei figli. Alcuni genitori mi hanno chiesto se avere idee diverse o differenti modi di comportarsi con i figli, può essere educativamente sbagliato. L’idea era che sia meglio pensarla sempre nello stesso modo per dare un’immagine di unione e alleanza familiare ai figli. Assolutamente no, andare sempre d’accordo su tutto tra genitori oltre che piuttosto impossibile è malsano ed educativamente scorretto.

Cos’è un litigio

Per spiegare meglio perché mamma e papà non devono essere sempre d’accordo su tutto, parto dal definire cos’è un litigio. Ne parlo nell’articolo “Violenza e conflitto: una differenza importante” in cui metto in evidenza che un litigio o conflitto, è una modalità relazionale sana che è antidoto alla violenza. Un litigio o conflitto esprime una divergenza di opinioni, desideri o emozioni e il fatto di volerla comunicare all’altro indica desiderio di relazione. La fatica è semplicemente riuscire a farlo nel modo più rispettoso possibile.

I litigi tra genitori: esempi

Giusto per fare qualche esempio tratto dalla mia esperienza professionale, le situazioni più frequenti di disaccordo tra genitori sono:

  • un genitore ritiene che il figlio vada seguito nei compiti a casa, altrimenti non fa nulla, mentre l’altro ritiene sia necessario concedere più autonomia e libertà
  • uno dei due genitori ha una soglia di tolleranza maggiore ai litigi tra i figli, mentre l’altro tende a innervosirsi in fretta e a limitare i conflitti tra i figli
  • uno dei due genitori ha uno stile educativo più autoritario o comunque più severo, l’altro piuttosto permissivo tendente a non dare troppi limiti e regole
  • un genitore ritiene sia necessario chiedere aiuto ad un professionista come uno psicologo dell’infanzia, mentre l’altro no

I litigi tra genitori: opportunità ma attenzione

Il fatto, quindi, che due genitori manifestino delle divergenze di opinioni, sensibilità o modalità di affrontare i problemi, è del tutto normale in quanto la mamma e il papà sono persone diverse. E’ anche educativamente positivo in quanto i figli hanno l’opportunità di vedere le cose da più punti di vista e costruirsi poi una propria visione delle cose.

L’unico problema ci può essere nella modalità del litigio. Se i due genitori non riescono a integrarsi a vicenda e finiscono per squalificarsi davanti ai figli, a quel punto, la situazione diventa disfunzionale. Per esempio, se la mamma colpevolizza il papà per gli insuccessi scolastici del figlio, oppure se il papà critica continuamente la moglie per il fatto che ha sempre da ridire sui litigi dei figli, o ancora, se uno dei due genitori accusa l’altro per mancanza di polso sui figli o impedisce all’altro di esplorare vie alternative.

Questi tre esempi esprimono tre modalità comunicative disfunzionali (colpevolizzare, criticare, accusare, impedire) che esprimono una difficoltà nel valorizzare le diversità di pensiero e visioni della vita.

I figli, in questa situazione si possono sentire confusi, se non addirittura divisi tra i due e inglobati in dinamiche di ricerca di alleanze ai danni dell’altro.

Anche quando non ci sono conflitti tra i due genitori e, semplicemente prevale solo un punto di vista, i figli ne escono educativamente parlando, svantaggiati. In quanto non hanno la possibilità di arricchire la visione della realtà e comprendere che ci sono quasi sempre più letture delle situazioni.

I litigi tra genitori: consigli

Il primo consiglio è quello di considerare le diversità di opinione o comportamento come una ricchezza anziché come un fastidio. Si tratta di allenarsi ad accogliere le ragioni dell’altro per integrarle con le proprie. Senz’altro non semplice da mettere in pratica sempre, ma possibile e fruttuoso.

Il secondo consiglio è quello di non intervenire in diverbi tra i figli e l’altro genitore per lasciare ad ognuno la libertà di esprimere il proprio modo di vedere le cose e il proprio ruolo educativo. Per esempio se il figlio, di fronte ad un limite imposto dalla mamma, va dal papà per vedere se trova più accondiscendenza, quest’ultimo dovrebbe rimandare il figlio dalla moglie. L’importante è che al figlio arrivi l’alleanza e la fiducia reciproca dei genitori pur nella diversità.

Il terzo consiglio è comunque confrontarsi sempre tra i genitori non davanti ai figli per chiarirsi rispetto ad eventuali incomprensioni o diversità.

Voi cosa ne pensate? Riuscite a integrare eventuali divergenze educative?

Dott.ssa Serena Costa psicologa dell’infanzia (serenacosta.it@gmail.com)

Se ti è piaciuto l’articolo clicca “mi piace” sulla pagina e condividi l’articolo con i tuoi amici. Se vuoi essere aggiornato sui prossimi articoli e sulle prossime iniziative, iscriviti alla Newsletter (box in fondo se leggi dal cellulare, oppure in alto a destra da computer). Potrai anche scaricare tanti Ebook gratuiti su vari temi legati al mondo dei bambini! Continua a seguirmi sul mio sito ma anche su Facebook dove puoi trovare la mia pagina Facebook di Connettiti alla psicologia e il nuovo gruppo “Essere genitori oggi: riflessioni e approfondimenti”.

2 Commento

  • Cinzia
    Pubblicato 7 Febbraio 2024 09:17 0Likes

    Io e mio marito siamo in disaccordo su tutto ciò che riguarda nostro figlio, lui è più autoritario io più permissiva.
    Cerco di farlo aiutare nei compiti, perchè ha delle difficoltà di concentrazione, mentre lui dice che deve fare da solo.
    Nelle amicizie e una proibizione continua, ha vietato a mio figlio di uscire con i compagni di classe nel doposcuola, lui l’ha fatto di nascosto ed è stato quindi punito impedendogli di uscire nel weekend.
    Ora vuole festeggiare il compleanno, invitando gli amici a casa e mio marito non vuole. Sono obbligata anche in questo caso a seguire ciò che dice?
    Possibile che io non abbia alcuna autonomia decisionale ed in ogni cosa se lui dice no deve essere no?

    • serena
      Pubblicato 7 Febbraio 2024 09:52 0Likes

      Buongiorno Cinzia, comprendo la sua frustrazione. In effetti no, non dovrebbe essere un solo genitore a prendere delle decisioni ma queste decisioni andrebbero analizzate e sostenute insieme, se non condivise. Non sempre è facile per cui a volte farsi aiutare da un professionista potrebbe essere una soluzione valida per trovare un modo più efficace di gestire la comunicazione tra voi genitori e di prendere decisioni educative. Se ha piacere possiamo parlarne insieme in consulenza. Saluti

Lascia un commento

Il commento sarà verificato prima di essere pubblicato sul sito. Importante, inserire solo il nome ed evitare dati sensibili.