In questo peridodo difendersi dal Coronavirus sta diventando una priorità. Non basta però difendersi dal virus ma sta diventando sempre più importante difendersi da un eccesso di ansia e di panico. In effetti le ultime decisioni delle Autorità politiche e sanitarie di chiudere scuole, musei, manifestazioni ecc, rendono questa epidemia molto importante e seria, il tutto ingigantito dall’effetto amplificatore dei mass media. Non è facile mantenersi lucidi in questa situazione che sta davvero condizionando molto la vita delle persone. Come fare, quindi, a proteggersi da derive emotive e proteggere i propri figli? L’Ordine degli psicologi di Trento ha eleborato un decalogo di autoprotezione emotiva contro il Coronavirus che vi illustro in questo articolo in quanto credo che i genitori devono essere i primi a mantenere l’equilibrio su questo tema.

Come difendersi dal Coronavirus

  1. E’ normale essere agitati: l’ansia che si sente quando le persone si sentono minacciate è sana e non patologica. L’ansia, infatti, è funzionale a salvarci la vita.
  2. L’ansia aumenta se valutiamo che la minaccia sia troppo grande per noi. La sensazione di impotenza e vulnerabilità in questa emergenza si prova in quanto ci sentiamo di fronte a un pericolo di cui non abbiamo controllo; questo ci rende più facilmente suggestionabili e manipolabili.
  3. Stiamo attenti e prudenti, ma non perdiamo la testa. Il panico aumenta la nostra vulnerabilità, non la diminuisce. L’ansia intensa rende la nostra mente meno lucida e meno saggia di fronte alle minacce.
  4. La conoscenza ci libera dalla paura. Informarsi correttamente sulla natura e diffusione di questo nuovo virus, attraverso gli organi ufficiali (Ministero della Salute, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’Istituto Superiore di Sanità, Protezione Civile), è già un atto di cura in quanto permette di diminuire la paura.
  5. La conoscenza è un atto di protezione e cura. E’ importante non inoltrare ai nostri contatti le numerose fake news che purtroppo si stanno diffondendo. Non esporsi e non esporre gli altri a notizie false e allarmanti è un atto di civiltà e di responsabilità sociale, e riduce il senso di vulnerabilità ed impotenza psicologica.
  6. Agiamo responsabilmente. E’ importante evitare di assumere comportamenti a rischio, anche solo per esorcizzare la paura.
  7. Aiutiamo i nostri figli a capire cosa sta accadendo. I bambini leggono la paura e la gravità della situazione negli occhi dei genitori e, per questo, occorre autoregolare i nostri comportamenti e le nostre reazioni. E’ importante non esporli eccessivamente alle continue notizie allarmanti efornire loro notizie affidabili. Occorre assicurarsi che abbiano compreso bene le regole igieniche suggerite e che le applichino (vedi decalogo fornito dal Ministero della Salute).
  8. Aiutiamo chi si è fatto sopraffare dalla paura e dall’ansia. Non prendiamo in giro le persone più spaventate. Non aiuta noi e peggiora la condizione delle persone più vulnerabili. Piuttosto forniamo informazioni certe e non allarmistiche. Le persone più in difficoltà hanno bisogno di aiuto e non di essere ridicolizzate.
  9. La sicurezza si costruisce tutti insieme. La fonte più potente di sicurezza è una solida rete di relazioni sociali. Ognuno di noi può contribuire a diffondere tranquillità e fiducia nelle persone care. Questo non significa mentire ai nostri cari, ma permettere loro di gestire con calma e saggezza questa delicata situazione.
  10. Fidiamoci delle istituzioni. Proprio in questo delicato momento è importante fidarsi delle autorità e delle istituzioni che hanno il compito di proteggerci e guidarci: stanno infatti monitorando la situazione e aggiornando costantemente la popolazione. Limitiamo invece le polemiche e le iniziative personali non in linea con le indicazioni ufficiali.

Trovate il decalogo sul sito dell’Ordine degli psicologi di Trento o più semplicemente cliccando al seguente link: decalogo di autoprotezione emotiva contro il Coronavirus degli psicologi diell’Ordine di Trento.

Dott.ssa Serena Costa, psicologa dell’infanzia (serenacosta.it@gmail.com)

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