Credere nella magia a 4 anni è normale? Questa è la domanda che mi ha fatto una signora nel gruppo Facebook Essere genitori oggi: riflessioni e approfondimenti. Per chi non lo conosce, si tratta di un gruppo che ho creato ormai più di 5 anni fa con l’obiettivo di far riflettere e interagire i genitori su vari temi legati al mondo del benessere dei bambini. Dopo la domanda espressa in maniera più completa, troverete la mia risposta.
Domanda: Credere nella magia a 4 anni è normale?
La domanda era la seguente: “cara dottoressa , avrei un quesito. Mia figlia ha 4 anni e mezzo e crede nella magia, è’ convinta di avere poteri e noi (probabilmente sbagliando) la stiamo assecondando. Leggendo libri e dicendole che la magia esiste per chi ci crede. Il problema sorge a scuola, dove bambini più grandi le danno della bugiarda quando lei parla di poteri magici di fate e folletti. Non so proprio come comportarmi. Spero lei possa darmi qualche suggerimento o qualche titolo per approfondire l’argomento. Grazie in anticipo.”
Risposta
Gentile signora, innanzitutto la ringrazio tanto per la domanda! Vorrei davvero che questo gruppo venga utilizzato anche in questo modo, per rispondere ai vostri quesiti.
Io direi che può stare tranquilla nel senso che fino ai 6 anni circa il pensiero dei bambini viene definito “magico” proprio perché la distinzione fra finzione e realtà non è ancora netta. Quindi è normalissimo che creda a fate e folletti!
Il fatto di credere di avere dei poteri particolari anche può far parte dell’età ma su questo direi che sarebbe importante approfondire meglio in che senso. La cosa importante è che i genitori sottolineino la differenza tra la realtà e la finzione del gioco, cioè si può far finta di giocare al folletto magico che ha un potere magico, per esempio quello di far zittire tutti (dico a caso), ma poi deve essere anche chiaro quando finisce il gioco e questo potere smette di avere effetto sulle persone. Non so se è chiaro il concetto.
Per quanto riguarda l’accusa di essere bugiarda, sottolineate l’emozione che lei prova nel momento in cui si sente dire questo. Quindi dire tipo: “ti senti triste quando ti dicono che sei bugiarda?”. Ed eventualmente chiedere come mai secondo lei dicono questo.
Voi cosa ne pensate? E’ successa anche a voi un’esperienza simile?
Dott.ssa Serena Costa, psicologa dell’infanzia (serenacosta.it@gmail.com)
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