giovedì, 29 giugno 2017
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Bullismo come riconoscerlo? Un bambino dà l’aggancio alla maestra

Bullismo come riconoscerlo? Un bambino dà l’aggancio alla maestra

Bullismo: un bambino che dà l'aggancio alla maestraIl bullismo come riconoscerlo? Di questo fenomeno se ne parla spesso ma non sempre in modo appropriato. Per chi volesse sapere cosa si intende per bullismo suggerisco di leggere l’articolo “Il bullismo: cos’è e come si manifesta”. Quello che noto è che non sempre è chiaro a genitori e insegnanti come riconoscerlo e come intervenire. Oggi, quindi vi racconto un episodio che mi è successo realmente per capire che a volte è sufficiente prendere sul serio quello che ci dicono i bambini.

Un bambino mi dice: “Maestra, perché nessuno gioca con me?”

Vi racconto un episodio che mi è successo a scuola come educatrice . Era il momento della ricreazione e io stavo chiacchierando con altre maestre mentre il bambino che seguivo stava giocando con un gruppetto di compagni di classe. Ad un certo punto un bambino che non avevo mai conosciuto direttamente e che chiamo per l’occasione “Luca”, si rivolge a me e mi dice: “Maestra, perché nessuno vuole giocare con me?”. A quella frase, mi si è stretto il cuore, ho sentito tutta la difficoltà che stava vivendo quel bambino di soli 6 anni.

La prima cosa che mi sono chiesta è come mai si fosse rivolto a me e non alle sue maestre di classe ma comunque ho voluto rispondere alla sua richiesta di aiuto.

Così mi sono abbassata al suo livello e ho cercato di approfondire la situazione. La prima cosa che gli ho chiesto è stata se lui di solito aveva degli amici con cui giocare e lui mi ha risposto prontamente che di solito giocava con i suoi compagni di banco. Poi gli ho chiesto se era da tanto che non riusciva a giocare con qualcuno e lui mi ha risposto di si, circa dall’inizio della scuola.

Gli ho suggerito così di andare a chiamare i suoi due compagni di bamnco così avremmo potuto chiarire insieme.

Dopo poco tempo Luca ritorna e mi dice che non vogliono venire. Così l’ho preso per mano e siamo andati insieme a parlare con loro.

Il bambino mi indica chi sono i suoi compagni, così ci avviciniamo ma loro cercano di allontanarsi. Così, chiamandoli per nome, chiarisco che non voglio sgridarli ma solo parlare con loro. Così accettano di fermarsi. Spiego loro quello che era successo e cioè che Luca era venuto da me per chiedermi perché nessuno volesse giocare con lui e in particolare loro che solitamente erano i suoi compagni di giochi. E ora io chiedevo a loro di spiegarlo a lui. I due bambini non mi rispondevano e si limitavano a guardarsi tra loro.

Subito mi è balenata in mente l’immagine del bullismo al femminile, anche se in questo caso i protagonisti erano maschietti. Si tratta di quel fenomeno di esclusione di qualcuno da un gruppo che avviene anche minacciando qualcun altro di non giocare con chi è vittima di queste dinamiche. Così ho incalzato chiedendo: “Per caso è stato qualche altro bambino a dirvi di non giocare con lui?”. Come immaginavo, la risposta di uno dei due è stata un cenno di si con la testa.

A quel punto ho chiesto loro di dirmi chi era questo bambino e loro me lo hanno indicato. Sono andata a chiamarlo, sempre con Luca vicino, e gli ho chiesto se era vero che lui diceva ai compagni di Luca di non giocare con lui. Questo bambino al primo istante si è girato per andarsene ma io l’ho richiamato più volte fino a che non ha accettato di parlare. Nel risentire la mia domanda finalmente mi ha risposto di si. Sul perché però non sono riuscita ad avere spiegazioni.

Visto che nel frattempo era suonata la campanella mi sono limitata a dire a questo bambino che non è un bel gesto quello che ha fatto perché Luca in questo modo si sente triste e solo senza poter giocare con nessuno ma soprattutto senza capirne il perché.

Come seconda cosa, visto che lui se ne era scappato via, ho detto a Luca di venire ancora a chiamarmi se ne aveva bisogno e successivamente ho segnalato l’accaduto alla sua maestra di classe in modo che lei potesse approfondire e vigilare su ciò che succede ai suoi piccoli alunni.

Bullismo come riconoscerlo?Conclusione

Il bullismo è presente anche in prima elementare purtroppo. L’importanza della maestra come punto di riferimento per i bambini così piccoli, fortunatamente può agevolare la richiesta d’aiuto. E’ importante quindi mostrarsi sensibili al benessere degli alunni e soprattutto prendere sul serio le loro segnalazioni. Questo permette di avviare un processo virtuoso di attenzione al fenomeno che può scoraggiare il ripetersi di casi simili e incoraggiare le segnalazioni dei bambini.

Per chi vuole approfondire ulteriormente il tema, suggerisco di scaricarsi la guida sul bullismo.

Dott.ssa Serena Costa

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About serena

Psicologa dell'infanzia, esperta nelle problematiche del sonno e dell'apprendimento.

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