giovedì, 29 giugno 2017
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Psicologa infanzia Pergine: perché e Come Contattarmi

Psicologa infanzia Pergine: contatti della dott.ssa Serena Costa

Puoi contattarmi:

– utilizzando il modulo apposito in fondo alla pagina oppure

– scrivendo una mail all’indirizzo di posta elettronica serenacosta.it@gmail.com

– chiamare al numero 3331029274 (se non ricevi risposta ti richiamerò il prima possibile)

Psicologa infanzia Pergine: dove trovare la dott.ssa Serena Costa

Puoi prendere un appuntamento in due modalità: in studio o a distanza.

L’indirizzo dello studio dove ricevo è: via Pennella 45, 38075 Pergine Valsugana TN.

Se non abiti nelle vicinanze, puoi contattarmi anche in modalità online, cioè attraverso uno scambio via email, via telefono o, per i più tecnologici, via skype.  Per capire cos’è una consulenza a distanza e cosa è possibile aspettarsi, suggerisco di leggere l’articolo sull’aiuto psicologico online che ho scritto tempo fa. Leggete anche l’articolo sui rischi dell’aiuto psicologico online e su come tutelarsi.Contattare una psicologa dell'infanzia

Psicologa infanzia Pergine: perché contattarmi

Ti suggerisco di contattarmi se sei preoccupato per qualche comportamento o difficoltà di tuo figlio o del bambino che segui e vuoi diventare più capace di distinguere ciò che è realmente un problema da risolvere e ciò che invece fa parte di un normale percorso evolutivo o di passaggio.

Di seguito troverai i principali servizi che offro:

Problemi del sonno

Attraverso una consulenza specifica individuo con i genitori quali sono i fattori alla base delle difficoltà riferite (difficoltà di addormentamento, continui risvegli notturni, passaggio dal lettone al lettino…) e propongo un percorso educativo di alcuni incontri. Il mio approccio è di tipo relazionale, quindi aiuto la famiglia a ritrovare un sonno continuo e sereno gradualmente e senza forzature.

Problemi comportamentali, limiti e regole

I problemi comportamentali sono molto diversi a seconda della fascia di età, dalla “fase dei no” dei 2-3 anni alle difficoltà di atteggiamento oppositivo e provocatorio a scuola.
Con i genitori identifico la natura della difficoltà nella gestione di limiti e regole e propongo delle strategie di intervento e delle indicazioni concrete per risolvere il disagio.

Difficoltà nei compiti e disturbi nell’apprendimento

Spesso i compiti a casa si trasformano in momenti conflittuali in famiglia, poco gratificanti per i figli e per i genitori. Capire perché i bambini non vogliono fare i compiti, non si concentrano, rimandano continuamente lo svolgimento o chiedono la vicinanza continua del genitore, è il primo passo per comprendere la risoluzione del problema.
Aiuto i genitori a rendere i propri figli autonomi nello svolgimento dei compiti e propongo ai ragazzi percorsi specifici individuali o di gruppo.
Per bambini con DSA, organizzo dei percorsi mirati di riabilitazione o sostegno allo studio.

Difficoltà relazionali ed emotive

Esistono diversi tipi di difficoltà relazionali ed emotive che spaziano dalla sfera famigliare a quella scolastica. I problemi principali riguardano la gelosia (arrivo di un fratellino, litigi…), la paura (di andare a scuola, della morte…), le crisi di rabbia e i conflitti con i compagni di scuola, che possono sfociare in isolamento o in atti bullismo. Anche in questi casi, una volta identificate le motivazioni alla base, accompagno i genitori nella gestione delle difficoltà incontrate e propongo ai ragazzi degli incontri di gruppo per lavorare sulle emozioni.

Gestione del lutto di un famigliare e di un animale domestico

A volte i genitori non sanno come affrontare con i propri figli la morte di un famigliare o di un animale domestico. Attraverso la mia consulenza supporto i genitori in questa fase delicata, chiarendo i dubbi e fornendo suggerimenti sulle modalità più adeguate per affrontare il lutto.

Psicologa Serena Costa: la storia

Se vuoi conoscere la mia storia, cioè come sono riuscita a lavorare come psicologa, segui il link: la mia storia. Se poi ti piace e ritieni che sia utile a qualcuno, condividila.

 Dott.ssa Serena Costa, psicologa dell’infanzia

119 commenti

  1. gentile dott.ssa, mio figlio di anni 6 (prima elementare) con una pseudo diagnosi di leggera dislessia che però dovrebbe essere confermata alla fine del prossimo anno, si rifiuta categoricamentedi fare i compiti con me che sono la mamma; piange, adduce pretesti, fa capricci, mette in atto tutte le strategie per non eseguirli. volevo sapere se trova utile prendere una persona fidata che gli faccia svolgere i compiti, al di fuori dell’ambiente familiare. potrebbe andare bene la nonna? o meglio un’estranea? Ho anche notato che quando fa i compiti con altra gente dà il meglio di sè, quando li fa con me, dà il peggio di sè e ripete a volte errori quasi apposta.
    Non vorrei che si instaurasse un rapporto confllittuale per via dei compiti; alla fine io sono la mamma e non la maestra e preferirei “odiasse” qualcun’altra e non me.
    saluti
    silvia

    • Gentile Silvia, grazie per avermi scritto.
      Nei casi di conflittualità genitore/figlio, in linea di massima la scelta di far fare i compiti al proprio figlio con un’ altra persona é opportuna. Questo permette di proteggere la relazione madre/figlio da continui conflitti. E’ importante tuttavia curare la modalità con la quale si trasmette questa decisione al figlio e il modo in cui viene vissuta dallo stesso. Riguardo a quale persona possa essere la più indicata, non mi è possibile dare indicazioni senza conoscere la vostra situazione specifica.
      Se per questi interrogativi aperti ha piacere di un approfondimento, sono a disposizione per una consulenza. Per maggiori informazioni non esiti a contattarmi.
      Cordialmente
      Dott.ssa Serena Costa

  2. Gentile dott.sa ho un figlio di 11 anni che mi fa dannare per studiare. L’ho sempre seguito io ma davo anche ripetizioni ad altri bambini. Questo ha portato mio figlio ad accusarmi di aver pensato sempre agli altri bambini e non a lui facendogli finire i compiti in un secondo momento. È ora non ha un metodo di studio che lo porta a concentrarsi e a studiare come vorrei o per lo meno a prendere voti migliori. Poi l’anno scorso ho vissuto una separazione con mio marito che oggi però si é conclusa bene e cioè con un ricongiungimento. Questo episodio lo ha molto colpito xkè non ha mai manifestato nessuna reazione tenendo tutto dentro e mi accorgevo man mano che lo manifestava con i suoi comportamenti di disubbidienza è scarso impegno. Come posso recuperare??? Purtroppo sono costretta per motivi economici a dare ancora ripetizioni, ma non a casa

  3. Buonasera Serena, la contatto per avere un suo parere su due temi che riguardano la mia bimba di 21 mesi: il primo tema riguarda i sempre più frequenti episodi di “ribellione” ed il secondo i suoi risvegli notturni. Provo a fornirle il maggior numero di informazioni possibili e ad esprimerle i miei dubbi.
    Ribellione: so che intorno ai 2 anni i “No” e le “scenate” fanno parte del normale percorso di maturazione psicologica dei bambini ma il dubbio che mi attanaglia è: siamo sicuri che sia tutto nella norma? Marta, sin da quando era piccola, non ha mezze misure in tema di pianti e scenate, è una escalation. Calmarla è davvero difficile (in mia presenza funziona solo attaccarla al seno) e comunque, anche temporeggiando e ripresentandole il divieto o l’imposizione dopo un momento di calma, spesso, riprende la crisi da dove l’aveva lasciata (un esempio tipico è il seggiolino auto).
    Sonno: nella migliore delle ipotesi Marta si sveglia un paio di volte a notte e l’unico modo di riaddormentarla è attaccarla al seno. Per evitare di trascorrere la notte in bianco da dicembre del 2013 io dormo accanto al suo lettino.Credevo che la mia vicinanza l’avrebbe rassicurata ed avrebbe stabilizzato il suo sonno, invece ancora oggi ci sono notti più tranquille e notti in cui si sveglia anche 4 volte. Anche in questo caso, è tutto nella norma? E’ vero che il fatto che marta ciuccia ancora può essere il motivo della sua incapacità a riaddormentarsi da sola? Ho provato più volte a proporle oggetti alternativi che potessero aiutarla a superare i risvegli in autonomia ma senza risultati.
    La ringrazio per i consigli che potrà darmi
    Silvia

  4. Buon giorno, vorrei un consiglio, di cosa fare con mio figlio luca a scuola, ha quasi 6 anni mezzo, il primo quadrimestre è stato con alti e bassi, le maestre si lamentavano che non sempre svolgeva le attività in classe, e finiva a casa i compiti assegnati. Io so per certo che non è indietro nel programma, lo seguo, e gli faccio fare esercizi di lettura , comprensione , dettato, esercizi di matematica, e Sto arrivando! fare tutto, eppure a scuola si rifiuta di fare gli esercizi, non partecipa , lascia in bianco fogli e fogli del quaderno, si distrae , e gioca , inventa scuse , e dice bugie a noi genitori, che a scuola fa tutto, ma in realtà non fa niente, ho provato di tutto buone , cattive , discorsi, nulla, che fare ????

    • Occorre capire quali sono i fattori che impediscono a suo figlio di attivarsi in classe. Si rivolga alle insegnanti, poi alla psicologa della scuola ed eventualmente ad uno psicologo privato. Saluti.

  5. Salve,
    Sono capitata casualmente sul suo sito e ho trovato le sue risposte ad alcuni argomenti molto esaustivi. Per questo motivo le volevo chiedere un consiglio:
    Sono una ragazza che si sta per laureare alla magistrale in psicologia delle organizzazioni e dei servizi. mi piace come corso di studi però non riesco a capire cosa potrò fare una volta laureata con questo titolo e se è consigliabile sostenere l’esame di stato (oppure per il mio corso non è necessario?).
    Inoltre Le confido che in questi anni di universitá ho iniziato a nutrire una passione incondizionata per tutto ciò che riguarda il cervello ( decifit da lesioni,struttura cervello, processi cognitivi, linguaggio , disturbi percettivi etc.)e vorrei (se potessi) ,una volta finita la magistrale, iniziare ad orientarmi su questo campo. ma non so se lo posso fare.
    Grazie
    il sito mi piace molto

    • Gentile Claudia, grazie per i suoi complimenti. Mi fa molto piacere. Relativamente alla sua domanda sugli sbocchi lavorativi del suo indirizzo di studi penso di non essere la professionista più indicata per darle risposta. Potrebbe informarsi meglio presso la sua facoltà e fare una ricerca specifica su internet. Al di là degli sbocchi professionali però pare che lei senta il bisogno di chiarire a se stessa quale direzione prendere. Io non le posso dare consigli senza conoscerla e quindi non posso fare altro che invitarla eventualmente a prendere in considerazione una consulenza specifica. Rimango a disposizione.

  6. Buongiorno.
    Il grande problema é che mia figlia con me non parla: lagna! Trascorre la sua giornata a chiamarmi per farmi vederee, prendere, dare qualsiasi cosa. I compiti si trasformano in vere e proprie maratone di lamenti e richieste d aiuto seguite da eccessi di pianti e strazi perché é convinta di non capie e quindi vuole un mio aiuto. Premetto che la bimba da scuola torna quasi sempre con ottimi voti e lodi. La nostra relazione si complica quando, dietro suo desiderio, invito qualche sua amica a casa: fino a quando io riesco ad eclissarmi tutto va bene, appena, con mia grande tensione, l amica mi domanda qualsiasi cosa: dall acqua alla spiegazione di un gioco, un aiuto in caso di piccola caduta etc… lei comincia a lamentarsi, frignare fino alla crisi di nervi perché secondo lei io non dovrei MAI e poi mai interessarmj alle esigenze dell amica ma solo alle sue che ovviamente ( secondo lei) non verrebbero mai ascoltate. La bimba é figlia unica ed ha 7 anni…. Io sono stanca e distrutta dai sensi di colpa anche perché ormai grido sempre e molto spesso ( incontrollabilmente) la denigro… cosa posso fare? Non voglio essere la causa delle sue future o attuali insicurezze o frustrazioni. Ho timore di non essee i grado di gestire al meglio la sua crescita.

    • Gentilissima,
      vista la situazione carica di stress le suggerisco di prendere in considerazione la possibilità di rivolgersi ad uno psicologo in modo da capire come aiutare sua figlia a condividere le attenzioni della madre senza andare in tilt, oltre che aiutare lei nel recuperare la pazienza necessaria per questo percorso di autonomia. Se ha piacere sono disponibile ad una consulenza a distanza. Saluti

  7. Salve, mio figlio ha sei anni e quattro mesi , io e maggiormente mia moglie stiamo alla disperazione nostro figlio cesare andare a scuola e fare i compiti è una guerra dalla mattina per portarlo a scuola sino al pomeriggio per fare i compiti, cesare dice che la scuola è brutta e vuole solo giocare , noi cerchiamo di incoraggiarlo rassicurarlo , alla fine dopo quattro ore di ping-pong alla fine la pasienza finisce e arriva il maltempo, ormai non sappiamo piu’ cosa fare , le maestre a scuola ogni giorno si lamentano di cesare che non vuole fare i compiti in classe e da fastidio ai suoi compagni , chiediamo aiuto maggiormente per cesare non vogliamo che cresca male ,noi come genitori oltre non riusciamo ad ottenere nulla da cesare.
    aiutateci.

    • Gentile Roberto, quando il clima di tensione è alto, è sempre meglio rivolgersi ad un professionista che vi possa aiutare a ricreare un clima di serenità. I consigli non vanno mai a cogliere il reale problema, ci vuole un approfondimento. Se ha piacere sono a disposizione altrimenti si rivolga ad uno psicologo dell’infanzia della sua zona. Saluti

  8. salve o una bimba di 3 anni e molto nervosa e spesso anche aggressiva!! sono preoccupata xche da 3 mesi a questa parte soni anche spuntate delle puntine e il pediatra mi a detto che e follicoli te facendo delle ricerche o scoperto che tutto cio puo essere causato anche dal nervosismo nn so piu come comportarmi, spero di ricevere un vostro consiglio grazie in anticipo cordiali saluti

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