sabato, 19 gennaio 2019
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L’autismo. Spiegazione di un enigma

L’autismo. Spiegazione di un enigma

Il libro che voglio segnalarvi questo mese si intitola “L’autismo. Spiegazione di un enigma” di Uta Frith, una delle più autorevoli studiose dell’autismo. Si tratta di un libro che affronta tale patologia in modo serio riportando tutte le conoscenze acquisite fino ad ora attraverso la ricerca scientifica. Nonostante l’approfondimento tecnico del tema, il linguaggio utilizzato è molto chiaro, comprensibile e, quindi, adatto anche per persone non “addette ai lavori”.

Il libro affronta in modo dettagliato e completo le caratteristiche di questo disturbo che si presenta sotto forme anche diverse tra loro, tanto che alcuni autori preferiscono parlare di “autismi”. L’autismo così come siamo abituati a immaginarlo o a conoscerlo, è solo una delle gravi patologie dello sviluppo che rientra nella categoria più ampia chiamata “Disturbi Pervasivi Dello Sviluppo”.

Il nocciolo patologico di questi disturbi si esprime attraverso una notevole compromissione della comunicazione, dell’interazione sociale e degli interessi ristretti e stereotipati. Semplificando, le persone affette da autismo sono bambini e adulti che non parlano oppure parlano in modo “strano”, non interagiscono spontaneamente con nessuno, giocano da soli in modo atipico, sono “sfuggenti”, tendono a fare le stesse cose in modo rigido e ripetitivo.

Leggere il libro di Uta Frith è estremamente importante perché, purtroppo, nell’opinione comune vi è ancora l’idea che le madri siano responsabili dell’autismo dei propri figli. Questa scorretta credenza ha origine dalla teoria di Bruno Bettelheim, uno psicoanalista del ‘900, secondo il quale i bambini si rifugiano “nel loro mondo autistico” per reagire alla mancanza di amore e cure materne delle loro madri, che egli definisce “madri frigorifero”.

Questa teoria, tuttavia, è stata ampiamente smentita dalla ricerca scientifica, che ha ormai più volte dimostrato come la sindrome autistica sia caratterizzata da un’anomalia nello sviluppo neurologico del cervello e della mente.

Vi consiglio, quindi, di leggere questo interessante libro poiché illustra in modo approfondito e piacevole il tema dell’autismo. Per chi fosse interessato potete leggere la mia recensione e quella di altri lettori sulla pagina di Anobii.

 Dott.ssa Serena Costa

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About serena

Psicologa dell'infanzia, esperta nelle problematiche del sonno e dell'apprendimento.

4 commenti

  1. già…ma se quello studioso del 900 è andato ad indicare con poca delicatezza la probabile causa della patologia, coloro che lo hanno smentito si sono limitati a negarlo, o hanno trovato la causa ( ossia il perchè) di questo ” anomalo sviluppo neurologico” ?? Del resto se il cervello reagisce a impulsi e stimoli che derivano dai sensi, può proprio essere che in certe combinazioni di famiglia si trovi il terreno che è la maggior causa di questo mancato equilibrio neurologico ..o no?? io me ne intendo poco…ma dicono che uno che nasce in mezzo ai lupi, impara ad ululare.

  2. Ciao Maurizio, grazie per il tuo contributo. La questione è certamente complicata.
    Ciò che la ricerca ha dimostrato, i cui contributi li trovi nel libro, è proprio come l’autismo sia conseguente ad un’anomalia neurologica che è indipendente da successivi aspetti ambientali e sociali.
    Un bambino autistico nasce con un funzionamento “atipico” del sistema nervoso. Continuare a pensare che l’autismo sia causato o alimentato dai genitori è, in paragone, come affermare che lo strabismo sia causato da un insufficiente affetto dei genitori (invece che da un “difetto” del sistema visivo).
    Le cause dell’autismo, tuttavia, non sono ancora state individuate con certezza anche se le ipotesi individuano le radici nella componente genetica.
    Grazie agli studi effettuati finora è emerso che un minore investimento affettivo riscontrabile in alcune mamme di questi bambini non sia la causa della patologia, bensì la conseguenza: poiché le mamme non ricevono risposte affettive “normali” da parte dei loro bambini, tendono a trascurare il loro investimento emotivo verso di loro.
    Questo non significa che l’ambiente in cui un bambino autistico cresce non sia determinante. Anche per questi bambini avere dei genitori in grado di offrire loro amore e le attenzioni di cui hanno bisogno è fondamentale per migliorare la loro qualità di vita.
    Insomma, tematica molto complessa da affrontare con molta competenza.

    • caro Maurizio sono una mamma,non è affatto vero che la famiglia è terreno favorevole all’insorgenza dell’autismo o degli autismi,le madri frigorifero sono teorie di una vecchio modo di fare psicoanalisi
      L’autismo è un disturbo di tipo sensoriale ed i meccanismi all’interno delle sinapsi sono ancora sconosciuti,è un disturbo multifattoriale,a volte genetico,a volte dovuto a problemi sottostanti ma mai di tipo psicologico. E’ un disturbo che spaventa ma da mamma che ha conosciuto tante famiglie con tali problematiche,ho conosciuto famiglie disposte a sacrifici economici notevili,soprattutto in presenza di uan diagnosi precoce ,diventa una corsa contro il tempo.Posso dire che con le giuste strategie un bambino autistico potrebbe sembrare un bambino normodotato ma in assenza delle stesse,lo stesso bambino,piange,urla,fa continue stereotipie e potrebbe diventare molto aggressivo

      • eh…io non posso dire praticamente niente ..se non cose a presappoco..almeno su questo tema. Certo che se non si conoscono certe origini, alla fine pare possibile ipotizzare ogni teoria. A chernobyl quando è scoppiato tutto ( o quasi) i pompieri non sapevano come spegnere l’ incendio perchè il fuoco era di una natura diversa dalle solite. Un pò di sabbia, un pò di morti, un pò di piombo, un pò di boro e sono riusciti a contenerlo, ma alla fine sta bruciando ancora. Del resto un problema è tale fin che non si conosce la soluzione; dopo di che è semplicemente una sequenza logica di passaggi.Credo che molti stanno lavorando per arginare questi piccoli incendi di causa sconosciuta ( almeno nella più profonda radice) e altri staranno cercando di capire fin dalle origini, la genesi di questa degenerazione che porta a comportamento anomalo. Credo che staranno valutando dove questo autismo è più diffuso e analizzeranno che tipo di vita fa la gente in termini di tempi di studio, tipi di lavoro e cose del genere. Se la percentuale di autismo fosse pari su ogni zona della faccia di questa terra, allora sarebbe davvero difficile scoprire le radici di questa patologia( se cosi’ è corretto definirla). Io non ne conosco molto, ma penso che anche tutta questa serie di onde da cui ogni giorno siamo attraversati( per restare pure nel tema delle radiazioni…gamma beta e alfa) non siano poi cosi’ indifferenti per i processi neurologici…anche nelle generazioni che si susseguono nel tempo. Mah….poi alla fine tutto si collega al tema di fondo della limitatezza dell’ uomo con il suo ineliminabile limite ultimo della morte fisica. un buon proseguimento !! f.m.

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