domenica, 18 novembre 2018
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Disturbi del comportamento alimentare: 4 livelli di assistenza

Disturbi del comportamento alimentare: 4 livelli di assistenza

I Disturbi del comportamento alimentare (leggi anche “Alimentazione e bambini: comportamenti alimentari normali o patologici?“) sono patologie psichiatriche molto complesse e gravi che purtroppo portano alla morte moltissimi giovani. Nell’interessantissimo articolo “Disturbi alimentari: le cure che mancano” di Carlotta Dotto, speciale pubblicato sulla Repubblica, si mette in evidenza che la percentuale di italiani con disturbi alimentari è del 5% e che l’età di esordio si sta abbassando sempre di più, fino a toccare l’età degli 8-9 anni! La problematica che mette in evidenza Carlotta Dotto è il fatto che la sanità pubblica non riesca a trovare una risposta adeguata nel rispondere ai plurimi bisogni di questo tipo di pazienti. Essendo questo tipo di disturbo “a metà strada tra psichiatria e medicina internistica, tra corpo e anima” sarebbe necessaria un’organizzazione sistematica sul territorio con servizi mirati in base agli stadi della malattia. Prendo quindi spunto dall’articolo per mostrarvi quali sono i 4 livelli di trattamento necessari per rispondere ai bisogni di chi soffre di un Disturbo del comportamento alimentare.

Disturbi del comportamento alimentare: l’ambulatorio

L’ambulatorio rappresenta il punto centrale della rete di intervento in quanto potrebbe essere sufficiente rivolgersi a questo servizio nel 70% dei casi, se le risposte di cura fossero appropriate. Per esserlo è necessario un approccio multidisciplinare integrato che preveda la collaborazione di più professionisti specializzati rispettivamente nell’ambito medico, nutrizionale, psicologico e psichiatrico.

Disturbi del comportamento alimentare: il centro diurno e/o Day Hospital

Quando il bisogno di assistenza è maggiore nei diversi ambiti (medico, nutrizionale, psicologico e psichiatrico), potrebbe essere necessario rivolgersi ad un centro diurno che può essere  in ambiente ospedaliero o anche extra-ospedaliero. A questo livello il paziente viene monitorato attentamente nelle sue condizioni cliniche ma viene anche proposto un percorso di riabilitazione nutrizionale (pasti assistiti).

Disturbi del comportamento alimentare: il ricovero ospedaliero

Quando una persona si trova nella fase acuta della malattia, diventa necessario essere presi in carico proprio per evitare degenerazioni che potrebbero addirittura portare alla morte. Per questo si parla di un intervento “salvavita” che ha lo scopo di stabilizzare le condizioni medico-psichiatriche del paziente. Una volta gestite le complicanze acute associate al disturbo il paziente può essere preparato al passaggio verso un altro livello di trattamento.

Disturbi del comportamento alimentare: i livelli residenziali e semiresidenziali extraospedalieri

Quando la riabilitazione è particolarmente lunga, dai 3-4 mesi in su, diventa molto importante che essa possa avvenire in un ambiente adeguato che possa evitare gli inevitabili effetti negativi di una lunga ospedalizzazione. Questo diventa ancora più importante quando i pazienti sono giovani adolescenti o bambini.

Disturbi del comportamento alimentare: che livelli ci sono in Trentino Alto-Adige

La regione Trentino Alto-Adige offre solo un livello di assistenza: le strutture ambulatoriali che sono in maggioranza distribuite in Alto-Adige.

Dott.ssa Serena Costa, psicologa dell’infanzia (serenacosta.it@gmail.com)

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About serena

Psicologa dell'infanzia, esperta nelle problematiche del sonno e dell'apprendimento.

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