Nella nostra società si parla molto di stress, ma nella maggior parte dei casi solo in termini negativi. Ebbene la psicologia ci insegna che lo stress può essere sia di tipo negativo, sia positivo.

Si parla di “Eustress” per indicare l’aspetto positivo dello stress.

Una certa quantità di stress, intesa come quantità di stimoli indirizzati al nostro corpo e alla nostra mente, serve per mantenerci attivi e reattivi. Questo ci permette, infatti, di avere una vita movimentata, motivata, con successi, insuccessi e di ricercare un modo per sfogare il nostro malessere.

Un esempio può essere lo stress derivante dall’impegno lavorativo intenso che, se accompagnato da un’attività sportiva o attività rilassanti, può portare beneficio in termini di autostima, realizzazione professionale ecc.

Si parla, invece, di “Distress” per indicare l’aspetto negativo dello stress.

Una grande quantità di stress, cioè di stimolazioni emotivamente importanti, che arrivano al nostro organismo in un breve lasso di tempo, oppure che si protraggono nel tempo, e che non trovano una valvola di sfogo, mettono a repentaglio la salute. Se non si è in grado di riposare fisicamente o mentalmente, trovando dei modi per sfogare le tensioni, lo stress diventa negativo.

Un esempio lo possiamo trovare nelle malattie croniche.

Cercante, quindi, di trovare sempre delle attività piacevoli da accompagnare alle fatiche della vita per non accumulare troppo stress che poi diventa Distress, cioè stress negativo.

Dott.ssa Serena Costa, psicologa dell’infanzia (serenacosta.it@gmail.com)

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